ECONOMIA

La crisi dell’export verso la Russia non dipende dalle sanzioni

È vulgata comune che le sanzioni applicate negli ultimi anni contro la Russia abbiano portato un grosso danno all’economia dell’Italia. A causa di esse, le esportazioni verso Mosca sarebbero calate di miliardi, mettendo in crisi – se non facendo fallire del tutto – moltissime imprese italiane. Anche al I^ seminario italo russo organizzato a Genova lo scorso 17 febbraio, il mantra è stato quello: le sanzioni hanno distrutto l’export italiano, mettendo in crisi le nostre pmi.

di Mattia Poletti - 21 marzo 2017
F

Perchè Barilla non si quota in Borsa?

Ancora oggi l’Italia rappresenta quasi il 50% del fatturato di Barilla. Quando l’economia italiana ristagna – e i consumi quindi di conseguenza – Barilla subisce di riflesso un calo dei volumi e del fatturato. Nel business alimentare i margini sono bassi, solo gli elevati volumi consentono di aumentare la leva operativa. Barilla deve concentrare gli sforzi per aumentare il peso dell’export sul fatturato. Solo così potrà mitigare gli effetti dirompenti su utili e fatturato della languente economia italiana. Il mondo va matto per la pasta italiana. Non si fa che parlare della bontà della dieta mediterranea. Il momento è propizio.

di Beniamino Piccone - 3 marzo 2017
F

No, il protezionismo non salverà le PMI

Dazi e tariffe, strumenti di quella politica economica proposta da Trump mirata a difendere i prodotti nazionali contro la concorrenza straniera conosciuta come “protezionismo”, già in passato sono stati utilizzati da politici per cercare di risolvere i problemi dei propri elettori. Passando all’Italia, anche qui le sirene pro protezionismo si sono accese grazie al fenomeno Trump. Con una disoccupazione, specialmente quella giovanile, fra le peggiori in Europa, parte della politica vorrebbe proteggere le imprese del made in Italy, specialmente se producono localmente, dalla “mal concorrenza” estera. Ma quali sarebbero le conseguenze di una politica protezionistica per le imprese italiane?

di Mattia Poletti - 20 febbraio 2017
F

La Ryder Cup la devono finanziare i privati. Basta chiedere sempre allo Stato le garanzie

Settimana scorsa la stampa ha dato ampio spazio all’inserimento nel decreto “Salva Banche” di un emendamento che prevedeva la garanzia di Stato sul prossimo evento romano di golf del 2018, La Ryder Cup. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha meritoriamente fatto escludere la proposta dal testo di legge, visto che c’entrava come i cavoli a merenda. Perchè gli imprenditori italiani chiedono sempre il supporto dello Stato, anche in casi manifestatamente arditi? Da un punto di vista storico, il salvataggio delle imprese industriali negli anni ’30 e il successivo acquisto delle aziende decotte tramite IRI ha creato quella cultura distorta per cui lo Stato, e quindi il contribuente, deve sempre intervenire.

di Beniamino Piccone - 16 febbraio 2017
F

La corruzione e l’intimidazione ammazzano lo sviluppo economico. Il caso di Salvatore Barbagallo al Premio Ambrosoli

Lo scorso 16 gennaio a Milano si è tenuto al Piccolo Teatro il premio Giorgio Ambrosoli, che assegna riconoscimenti a persone, o gruppi di persone - in particolare della pubblica amministrazione e delle imprese - che su tutto il territorio nazionale si siano contraddistinti per la difesa dello stato di diritto tramite la pratica dell’integrità, della responsabilità e della professionalità, pur in condizioni avverse a causa di “contesti ambientali”, o di situazioni specifiche, che generavano pressioni verso condotte illegali. Quando sul palco è salito per la premiazione Salvatore Barbagallo, imprenditore nel settore della trivellazione, ho sentito un groppo in gola. Più parlava, più mi vergognavo. Un uomo di impresa, costretto a chiudere in Calabria la sua azienda perchè ha denunciato il pizzo e i ricatti dell’ndrangheta. Come può un Paese sopportare queste ingiustizie. Lavoratori costretti ad abbandonare il lavoro perchè minacciati. Quante famiglie in rovina per colpa delle mafie. Altro che mafia fattore di sviluppo!, come si leggeva in Sicilia negli anni Settanta.

di Beniamino Piccone - 6 febbraio 2017
F

No, la crisi in Italia non è finita

Ad ogni inizio di anno nuovo, è prassi comune cercare di tirare le somme dei 12 mesi appena passati, valutando ciò che di positivo e negativo si è fatto al fine di programmare al meglio gli obiettivi e stimare i risultati realmente raggiungibili. In questo contesto, il 2016 è ritenuto da tutti come l’anno in cui l’Italia è finalmente uscita dalla crisi. La crescita, stimata, si aggira intorno al +0.8%. Considerando il +0.1% del 2014 e il +0.7% del 2015, gli anni di decrescita del PIL italiano sono ufficialmente finiti. Tutto bene quindi? Assolutamente no.

di Mattia Poletti - 3 febbraio 2017
F

Abbassare l’età pensionabile crea nuovi posti di lavoro per i giovani?

Da decenni in Italia, con qualche rarissima eccezione invero, il miglior modo per creare posti di lavoro per i giovani è quello di agire sull’età pensionabile. E’ infatti credenza comune che mantenendola relativamente bassa, il ricambio generazionale favorisca l’occupazione giovanile. Su questo punto, anche l’attuale Ministro del Lavoro Poletti parlando da Floris sulla riforma dell’APE è stato chiarissimo. Parafrasando le sue dichiarazioni, i giovani avranno più opportunità di lavoro perché per la prima volta dopo molti anni si abbassa l’età di pensionamento; ci sarà quindi più gente che andrà in pensione e più giovani che entreranno nel mondo del lavoro. E se non è automatico che all’uscita di un anziano ne entri uno giovane, di sicuro se ne escono due almeno uno a lavorare ci vada.

di Mattia Poletti - 28 ottobre 2016
F

Surplus Germania

Ciclicamente in Italia il Premier di turno, per giustificare la peggiore performance nel nostro Paese, è solito polemizzare ed attaccare con qualche attore esterno. Il bersaglio più attuale ad oggi è la Germania. I tedeschi hanno troppo surplus commerciale, devono reinvestirlo dando lavoro alle aziende europee. Curioso come qui da noi si voglia sempre cercare di limitare, e non imitare, la competitività degli altri. Al posto di puntare il dito contro gli altri, cerchiamo noi stessi di ricordare ciò che siamo stati e che possiamo di nuovo essere. Far emergere il nostro talento facendo volare chi ne ha la capacità, non tappandogli le ali a colpi di tasse, sprechi, burocrazia e corruzione.

di Mattia Poletti - 10 ottobre 2016
F

Le conseguenze economiche del terremoto di Amatrice

Commentare un evento disastroso come il terremoto che ha colpito Amatrice è sempre difficile. Il numero delle vittime fa spavento, soprattutto in rapporto agli abitanti, così come quei cumuli di macerie di edifici completamente distrutti.

di Mattia Poletti - 23 settembre 2016
F

Equitalia, vittima sacrificale della follia fiscale

L’agenzia di riscossione sembra essere diventata, dall’inizio della crisi ad oggi, il capro espiatorio di qualsivoglia politico, il male assoluto da debellare, colui senza il quale i problemi degli italiani con il fisco verrebbero risolti a costo zero per gli stessi.

di Mattia Poletti - 14 giugno 2016
F

« 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 »