E non è finita qui!

di Andrea Noè - 11 giugno 2014

La BCE intende agire con determinazione per fronteggiare gli elementi di preoccupazione che restano in Eurozona, ossia:

  1. il trend di bassa inflazione;
  2. la dinamica del credito;
  3. la ripresa ancora fragile.

Le misure adottate sono note: un taglio del tasso repo (ora 0,15%) il cui effetto pare trascurabile, e del tasso sui depositi (ora -0,10%), che renderà oneroso “parcheggiare” la liquidità presso la Banca Centrale. Quest’ultimo, in teoria, potrebbe essere una mossa più efficace al fine di stimolare la circolazione del credito.

Più significativo invece è l’impianto del cosiddetto LTRO, ossia quella forma di finanziamenti erogati alle banche (per un totale di 400 mld) che dovranno essere utilizzati unicamente per le erogazioni di prestiti ad imprese e famiglie. E non abbiamo ancora finito, come ha aggiunto Mario Draghi alla conferenza stampa, per indicare l’impegno della BCE a sostenere le economie se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, tramite provvedimenti straordinari (si parla di acquisti di ABS, Asset Backed Securities, titoli cartolarizzati garantiti da mutui o crediti commerciali).

Ovviamente l’effetto delle misure appena varate si vedrà tra 3-4 trimestri (come diceva mio nonno bersagliere, subito fanno effetto solo le fucilate) ma è evidente l’obiettivo della BCE: rilanciare il credito all’economia ed interrompere la traiettoria di apprezzamento del cambio.

La manovra è adeguata ed importante, ed i mercati finanziari hanno festeggiato. Il rischio, a mio modo di vedere, è che la crescita economica resti flebile, in relazione alla disoccupazione ancora elevata e all’atmosfera di cautela generale. Quale imprenditore investe (e quindi chiede credito) se la domanda non sale? Insomma, come dice quel proverbio inglese, puoi portare l’acqua al cavallo, ma non puoi convincerlo a berla.

Al momento il barometro pare orientato al bello stabile per i mercati azionari ed obbligazionari. Il condizionale è d’obbligo, dal momento che i prezzi correnti (di azioni ed obbligazioni) si riferiscono ad una situazione futura (di crescita), ed è possibile –soprattutto nel periodo estivo – qualche “vuoto d’aria” dovuto ad interferenze esterne più o meno importanti.


Andrea Noè

*Articolo pubblicato su portafogliinvestimenti.it

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