Olimpiadi Roma 2024: possibile rilancio economico o spese inutili? (seconda parte)

di Mattia Poletti - 21 gennaio 2015

Nella prima parte abbiamo visto come alcune esperienze del passato non siano di buon auspicio per la possibile ricaduta economica in seguito all'organizzazione dei Giochi Olimpici di Roma 2024.

Non è però sempre andata male ai Paesi che hanno organizzato grandi manifestazioni come le Olimpiadi. Se Montreal '74 fu un disastro, 8 anni dopo, Los Angeles ribaltò le previsioni: i giochi si chiusero con un utile di circa 250 milioni di dollari (senza contare la pubblicità alla città e alla nazione). Gli Americani impararono la lezione e furono i privati a finanziare il tutto.

Seul '88 fu un successo sotto tutti i punti di vista: da un lato facendo conoscere e collegando al Mondo la Corea del Sud, una nazione divenuta di lì a poco fra le più benestanti dell'Asia e non solo (a differenza della sorella del Nord); dall'altro perchè aumentò il livello di servizi e tecnologia del Paese; oltre a ciò, stimolò l'occupazione sia direttamente che indirettamente (si pensi allo sviluppo del settore sportivo successivo ai Giochi stessi).

Se per Los Angeles il successo fu per l'organizzazione e il finanziamento privato, per Seul fu il salto di qualità tecnologico e la pubblicità ad un Paese in ascesa a determinare l'ottimo impatto economico della manifestazione.

Come conclude il capitolo 3 di uno studio intitolato “The impacts of Bejiing 2008 Olympic Games on China's Economy” da parte della National Chengchi University:

Holding the Olympic Games greatly stimulates and motivates economy of developing countries such as Japan, Korea and China. On the other  hand, the impacts of holding the Olympic Games show insignificance with the advanced countries such as the United States and Australia.” (Ospitare i Giochi Olimpici stimola e motiva decisamente l'economia delle nazioni in via di sviluppo come Giappone, Corea e China. Dall'altro lato, gli impatti di ospitare i Giochi Olimpici si dimostrano insignificanti con le nazioni avanzate come Stati Uniti ed Australia).

Tornando all'Italia, è un bene o un male ospitare i giochi nel 2024? Mario Monti ritirò la candidatura per il 2020 con queste parole: “Almeno in parte il progetto delle Olimpiadi di Atene nel 2004 ha contribuito al dissesto finanziario della Grecia. E questa è una delle considerazioni che ci hanno guidato a essere prudenti”.

L'Italia è un Paese ancora oggi in crisi, che non si può permette un deficit maggiore per finanziare dei Giochi in quanto, come visto, non è detto possano portare a una crescita che ripaghi l'investimento e crei utili. Le similitudini con quella Grecia ci sono tutte: necessitiamo di riforme che ad oggi non vengono effettuate e tendiamo a rinviarle appena abbiamo una fantomatica scusa per farlo, tendiamo a non rispettare i preventivi gonfiando le spese e il conto alla fine è sempre più alto di quello ipotizzato. Non siamo poi una Nazione in via di sviluppo come fu la Corea ai tempi di Seul '88 e probabilmente non avremo privati con una disponibilità di risorse tale da finanziarli come per Los Angeles '84.

Valutando queste cose e i rischi, la decisione di Monti fu comprensibile. Renzi ha giocato la carta del rilancio della città di Roma e dell'Italia tutta e anche ciò è comprensibile. Sarebbe forse meglio, però, ottenere quel risultato passando per le riforme, per le quali la strada è sicuramente meno tortuosa e incerta.


Mattia Poletti

@RebelEkonomist

0 Commenti :

Commento

Captcha