Olimpiadi Roma 2024: possibile rilancio economico o spese inutili? (prima parte)

di Mattia Poletti - 13 gennaio 2015

“Il botto di fine anno del Premier”. Così si potrebbe intitolare l’annuncio della candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024 da parte di Matteo Renzi. Certamente avviene in un momento di difficoltà, fra “Mafia Capitale” e una Legge di Stabilità ben lontana dalle speranze di chi vedeva in Renzi qualcuno capace di invertire la rotta di un vagone Paese che da troppo tempo viaggia sempre sugli stessi binari.

I malpensanti lo potrebbero fin interpretare come un tentativo di distrazione dell’opinione pubblica, in modo da far dimenticare gli scandali e i problemi economici per concludere con almeno una notizia positiva un anno tutt’altro che da ricordare.

In realtà il Premier vorrebbe attraverso l’eventuale organizzazione dell’evento sportivo più importante al mondo rilanciare la Capitale e il Paese tutto, sia dal punto di vista economico sia anche da un punto di vista prettamente d’immagine: i vari scandali degli ultimi decenni (non ultimo la sopracitata “Mafia Capitale”) hanno leso la reputazione del “Made in Italy” nel Mondo.

Nel caso in cui si riuscisse nell’organizzazione di un evento di tale importanza, sicuramente gli italiani ne uscirebbero rilanciati e potrebbe essere un volano per la fiducia di potenziali investitori nel nostro Paese.

Certamente, il rischio è quello di non riuscire nell’intento suscitando ulteriori scandali. “Expo docet” direbbe qualcuno. Queste però sono variabili troppo casuali per poter esser previste, anche se guardando alla storia recente non c’è da stare particolarmente tranquilli.

Mettendo da parte eventuali vantaggi d’immagine o scandali, quale sarebbe l’impatto delle Olimpiadi di Roma 2024 sulla crescita? Potrebbero davvero aiutare il rilancio economico del Paese?

Gli economisti mondiali non concordano sugli effettivi vantaggi che i grandi eventi come Olimpiadi, Mondiali o Expo stesso possano apportare al Paese ospitante.

Se nel breve termine infatti l’impatto è presente grazie all’aumento della spesa pubblica per investire in nuove infrastrutture e servizi, con conseguenti assunzioni e lavoro per le imprese, l’effetto sul medio-lungo termine è tutt’altro che scontato. Anzi, il rischio è che sia addirittura negativo a causa della crescita del debito e delle tasse per finanziare le manifestazioni stesse.

Valutare l’impatto economico di un grande evento non è così semplice: se da un lato è vero che vi sono state già numerose manifestazioni ospitate da vari Paesi, è altrettanto vero che le loro realtà economiche erano diversa fra di loro.

Si pensi solo a com’era il Giappone ai tempi di Tokyo 1964 e come sarà quello che ospiterà i Giochi del 2020: il primo, un Paese in via di sviluppo che sarebbe diventato di lì a poco una grandissima potenza economica e tecnologica; il secondo, una nazione già sviluppata ma in declino da tempo, con una popolazione vecchia e un futuro tutt’altro che roseo davanti (checché ne dicano i sostenitori dell’Abenomics).

Guardando al passato, i giapponesi non dovrebbero essere molto felici: se Los Angeles ‘84 e Seul ‘88 sono stati un vero e proprio successo,  di sicuro non si può dire lo stesso per Montreal ‘76 e Atene 2004, per le quali i Giochi hanno creato solamente più debito.

Proprio a riguardo di quest’ultima, così scriveva Europa Quotidiano nel settembre 2004: “Secondo il macedone Kapital le spese sono state molto più alte del previsto e hanno comportato un netto aumento del deficit di bilancio. [...] Per il 2004 il governo aveva previsto un deficit di bilancio di 26,3 miliardi di euro, ma alla vigilia delle Olimpiadi è stato costretto a modificare la stima. Ora si prevede che a fine anno il deficit possa raggiungere addirittura i 40 miliardi di euro. Secondo l’agenzia internazionale, le Olimpiadi impediranno alla Grecia di mantenere l’elevato ritmo di crescita della seconda metà degli anni novanta. “

Quattro anni dopo la Grecia entrò in crisi nera e alcuni sostengono che proprio quei giochi furono la goccia che fece traboccare il vaso a causa del maggior deficit e della bolla edilizia. La crescita a breve termine dettata dall’aumento della spesa poi rimandò le riforme necessarie.

Atene assomiglia molto a Montreal, per la quale ci sono voluti 30 anni per ripagare le perdite di quelle disastrose Olimpiadi per le casse della città e del Quebec intero.

Messa in questo modo, la candidatura per Roma 2024 è una follia. Ma organizzare grandi eventi ha sempre avuto risvolti negativi per i Paesi ospitanti?

 

Mattia Poletti

@rebelekonomist

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