Legge di stabilità 2014, spese di ristrutturazione, mobili, libri… (segue)

di Andrea Arrigo Panato - 27 gennaio 2014

Detrazione Irpef spese per ristrutturazioni edilizie

Per le spese documentate, relative agli interventi di ristrutturazione edilizia, spetta una detrazione

dall'imposta lorda fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96mila euro per unità immobiliare. La detrazione è pari al:

  1. 50%, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2014;
  2. 40%, per le spese sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015.

Non è esattamente il momento per ristrutturare casa e 10 anni sono troppi, ma resta una agevolazione interessante sia per il contribuente persona fisica sia per imprese edili e professionisti del settore.

 

Detrazione per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici

Ai contribuenti che fruiscono della detrazione per ristrutturazioni edilizie è altresì riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda per le ulteriori spese documentate sostenute per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione.

La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, spetta nella misura del 50% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014 ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10mila euro.

Spesso si dimentica che sono agevolati anche i mobili e alcuni elettrodomestici, può essere interessante soprattutto per giovani coppie e, non dimentichiamolo, per chi i mobili li produce.

 

Divieto di uso del contante per pagamento canoni di locazione abitativa

I pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, sono corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l'importo, in forme e modalità che escludano l'uso del contante e ne assicurino la tracciabilità anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l'ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore.

La norma in se ha poco senso (è difficile trovare qualcuno che, a fronte di regolare contratto, paghi l’affitto in contanti). Vale comunque la pena ribadire che anche a fronte del redditometro conviene a tutti i contribuenti utilizzare il canale bancario per le spese personali indipendentemente dalla tipologia.

 

Prezzo delle compravendite versato al notaio

Il notaio o altro pubblico ufficiale è tenuto a versare su apposito conto corrente dedicato:

  1. tutte le somme dovute a titolo di onorari, diritti, accessori, rimborsi spese e contributi, nonché a titolo di tributi per i quali il medesimo sia sostituto o responsabile d'imposta, in relazione agli atti dallo stesso ricevuti o autenticati e soggetti a pubblicità immobiliare, ovvero in relazione ad attività e prestazioni per le quali lo stesso sia delegato dall'autorità giudiziaria;
  2. ogni altra somma affidatagli e soggetta a obbligo di annotazione nel registro delle somme e dei valori di cui alla legge 22 gennaio 1934, n. 64, comprese le somme dovute a titolo di imposta in relazione a dichiarazioni di successione;
  3. l'intero prezzo o corrispettivo, ovvero il saldo degli stessi, se determinato in denaro, oltre alle somme destinate a estinzione delle spese condominiali non pagate o di altri oneri dovuti in occasione del ricevimento o dell'autenticazione, di contratti di trasferimento della proprietà o di trasferimento, costituzione o estinzione di altro diritto reale su immobili o aziende.

Una novità a tutela delle parti che era attesa da tempo.

 

Detrazioni fiscali per l’acquisto di libri

Nell’ambito di un piano di misure per favorire la diffusione della lettura, il Consiglio dei ministri ha varato una norma (introdotta dal piano “Destinazione Italia”) che prevede che ogni cittadino possa avvalersi di una detrazione fiscale del 19% delle spese sostenute nel corso dell’anno solare per l’acquisto di libri (esclusi ebook) muniti di codice Isbn, per un importo massimo di 2mila euro, di cui 1000 euro per i libri scolastici e universitari e 1000 euro per tutte le altre pubblicazioni.

Ai fini del riconoscimento della detrazione fiscale il consumatore finale dovrà essere munito di documentazione fiscale rilasciata dal venditore.

L’agevolazione sarà fruibile solo successivamente alla sua approvazione da parte della Commissione europea e all’emanarsi del consueto decreto di responsabilità del Ministero dello Sviluppo Economico.

La norma tende a favorire il settore dell’editoria, rappresenta forse più una sovvenzione che una agevolazione. Appare inoltre anacronistica la scelta di non agevolare gli ebook. Un vantaggio comunque per grandi lettori, per chi ha figli che studiano e per chi gestisce librerie e case editrici.

 

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Andrea Arrigo Panato

@commercialista

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