I finanziamenti dei soci di Srl

di Andrea Arrigo Panato - 2 aprile 2014

I finanziamenti e/o versamenti da parte dei soci nelle società di capitali, soprattutto nell’ambito delle imprese di minori dimensioni, vera natura del tessuto imprenditoriale italiano, stanno assumendo una rilevanza e una diffusione sempre più consistente nell’ambito dell’ordinaria gestione aziendale anche a causa della scarsità di risorse finanziarie e della difficoltà ad accedere ai finanziamenti bancari.

Si ricorre all’apporto dei soci soprattutto quando la società ha necessità di reperire risorse finanziarie ma ha difficoltà a reperire tali risorse sul mercato e/o a sostenerne gli elevati costi.

Le modalità con cui i soci possono incrementare la liquidità aziendale sono essenzialmente di due tipi:

  • finanziamento inteso come vero e proprio prestito fruttifero o infruttifero di interessi;
  • versamento (a fondo perduto, in conto futuro aumento di capitale o per copertura perdite).

FINANZIAMENTI

I prestiti dei soci si presumono come fruttiferi di interesse (almeno pari al tasso legale) e comportano una restituzione del denaro, salvo che non sia formalmente ed espressamente deliberato che gli stessi abbiano natura di finanziamenti infruttiferi.

Il ricorso al prestito soci è soggetto alle limitazioni previste dal C. I. C. R. nella Deliberazione 19 luglio 2005 n. 1058. In particolare viene precisato che le società possono raccogliere risparmio presso soci, con modalità diverse dall'emissione di strumenti finanziari, purché:

  • tale facoltà sia prevista nello statuto;
  • i soci finanziatori detengano almeno il 2% del capitale sociale risultante dall'ultimo bilancio approvato;
  • i soci finanziatori siano iscritti nel libro soci da almeno tre mesi.

Le società possono raccogliere risparmio, con modalità diverse dall'emissione di strumenti finanziari, presso società controllanti, controllate o collegate ai sensi dell'art. 2359 del codice civile e controllate da una stessa controllante.

POSTERGAZIONE DEL RIMBORSO DEI FINANZIAMENTI

Il Documento n. 17 dell’Istituto di ricerca dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili analizza i Profili di criticità nell’applicazione dell’Art. 2467 c.c.: società di capitali diverse dalla S.r.l. e finanziamenti “indiretti”.

Il fondamentale principio di postergazione è contenuto nel 1° comma, art. 2467 c.c.: “Il rimborso dei finanziamenti dei soci a favore delle società è postergato rispetto alla soddisfazione degli altri creditori e, se avvenuto nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento della società, deve essere restituito”.

Il secondo comma della disposizione definisce invece la forma di apporto: “S’intendono finanziamenti dei soci a favore delle società quelli, in qualsiasi forma effettuati, che sono stati concessi in un momento in cui, anche in considerazione del tipo d’attività esercitata dalla società, risulta un eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio netto oppure in una situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento”.

Il Documento n. 17 dell’Istituto di ricerca dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili identifica però alcuni parametri ai fini della valutazione dell’equilibrio patrimoniale-finanziario della società:

  • leverage ratio: debiti/totale attivo;
  • rapporto debt/equity;
  • grado di copertura degli oneri finanziari: EBITDA (o EBIT) / oneri finanziari;
  • grado di capitalizzazione: capitale proprio/debiti finanziari;
  • capitale circolante netto/capitale investito.

Fatti i necessari distinguo l’analisi degli indicatori sopra riportati consente di ottenere un quadro di massima sulla solvibilità e sulla solidità finanziaria della società al momento della sottoscrizione del finanziamento al fine di valutare ai sensi dell’art. 2467 c.c. la postergazione degli stessi.

PRESTITO CONCESSO MEDIANTE SCAMBIO DI CORRISPONDENZA TRA SOCIO E SOCIETÁ

Il prestito concesso alla società da parte del socio, sia fruttifero sia infruttifero, se effettuato in forma scritta è soggetto all’imposta di registro e registrazione dell’atto. Per evitare la tassazione immediata è possibile però concordare il prestito mediante scambio di corrispondenza tra socio e società. In suddetta modalità, più frequentemente impiegata, si può quindi evitare l’applicazione dell’imposta di registro facendo attenzione a non apporre mai le firme di entrambe le parti sul medesimo documento. È consueto quindi far seguire, alla proposta della società, l’accettazione del socio.


Per maggiori approfondimenti leggi la Circolare Monografica pubblicata su MySolution: Rafforzare finanziariamente la S.r.l.


Andrea Arrigo Panato

@commercialista

2 Commenti :

Inviato da Marie therese il 11 dicembre 2017 alle 16:53

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