Rating di legalità: tra benefici per le imprese ed una sottile dose di ironia

di Andrea Arrigo Panato - 12 maggio 2014

È stato pubblicato ai primi di aprile sulla Gazzetta ufficiale il decreto del Ministero dell'Economia che sblocca le procedure di assegnazione del rating della legalità a cui si dovranno sottoporre, tra le altre, tutte le imprese che intendono partecipare a uno qualsiasi dei bandi di appalto dell’Expo 2015. È di questi giorni invece la notizia dell’ondata di arresti relativi agli appalti dell’Expo. Appare evidente che la finalità principale della previsione di questo obbligo è quella di contrastare ogni possibile infiltrazione mafiosa nell’esposizione mondiale, appare altresì evidente la sottile dose di involontaria ironia sulla consecutio delle due notizie. 

Il rating di legalità, introdotto con il D.L. n. 1/2012 c.d. decreto “Cresci Italia”, è finalizzato a promuovere l’introduzione di principi etici nelle aziende, anche ai fini di tutelare i consumatori.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) stabilisce il regolamento contenente le modalità di invio della richiesta del rating e tutti i requisiti necessari  per le aziende operanti nel territorio nazionale con un fatturato minimo di 2 milioni di euro, che intendano effettuare la domanda.

L’AGCM definisce i criteri per attribuire il punteggio minimo di “una stelletta” e quelli per ottenere i punteggi da “due a tre stellette”.

In particolare:

  • “una stelletta”: l’imprenditore e gli altri soggetti rilevanti per il rating non sono destinatari di:
    • misure di prevenzione e/o cautelari;
    • sentenze/decreti penali di condanna;
    • sentenze di patteggiamento per reati tributari e per reati ex D.Lgs. n. 231/2001;
    • condanne per reati di mafia;
    • condanne per illeciti antitrust gravi;
  • da “due a tre stellette”: Il regolamento prevede 6 ulteriori requisiti che, se rispettati, garantiranno alle imprese il punteggio massimo di 3 stellette. Se ne verranno rispettati 3 si otterranno due stellette. In particolare le aziende dovranno:
    • rispettare i contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria e, a livello locale, dalle Prefetture e dalle associazioni di categoria;
    • utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge;
    • adottare una struttura organizzativa che effettui il controllo di conformità delle attività aziendali a disposizione, normative applicabili all’impresa o un modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001;
    • adottare processi per garantire forme di Corporate Social Responsibility;
    • essere iscritte in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa;
    • avere aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria.

Il rating è valido per due anni dalla data del rilascio e può essere rinnovato su richiesta da parte dell’impresa, ma può essere anche soggetto a modifiche di punteggio o a revoca, nei casi in cui l’AGCM verifichi la perdita di uno o più requisiti.

È opportuno sottolineare che è stato emanato il D.L. n. 57 del 20 febbraio 2014 che, sulla base di quanto sancito nell’art. 5-ter, D.L. n. 1/2012 (del rating attribuito si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario (…)”), regola le modalità di considerazione del rating di legalità delle imprese, sia in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni (P.A.), sia nell’ambito dell’accesso al credito bancario.

Di seguito si elencano brevemente i benefici per le imprese con rating di legalità, distinguendo tra quelli relativi ai rapporti con le P.A. e quelli legati ai rapporti con le banche.

  • Benefici in sede di concessione di finanziamenti parte delle P.A.:
    • preferenza in graduatoria;
    • attribuzione di punteggio aggiuntivo;
    • riserva di quote delle risorse finanziarie allocate;

tali “sistemi di premialità” si riferiscono alle imprese soggette alle procedure e/o partecipanti ai bandi disciplinati negli artt. 4, 5 e 6 del D. Lgs n. 123/1998. Tali sistemi sono concessi in relazione alla natura, all’entità, alle finalità del finanziamento, al tipo di destinatari e possono variare in base al punteggio di rating di legalità.

  • Benefici in sede di accesso al credito bancario:
    • determinazione e/o revisione delle condizioni economiche di erogazione in funzione del punteggio di rating di legalità e del mantenimento dello stesso.

Potranno richiedere l’attribuzione del rating le imprese operative in Italia che abbiano raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta e che siano iscritte al registro delle imprese da almeno due anni. Le aziende interessate dovranno presentare una domanda, per via telematica, utilizzando l'apposito Formulario e seguendo le relative istruzioni.


Andrea Arrigo Panato

@commercialista

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