Distribuzione dividendi e rivalutazione partecipazioni: le scelte da fare entro il 30 giugno

di Andrea Arrigo Panato - 16 giugno 2014

Stiamo perdendo tempo, l’inefficienza di uno Stato incapace di gestire le più banali scadenze fiscali è sotto gli occhi di tutti. Non bastavano i ritardi relativi agli studi di settore, il caos vergognoso su Tasi e imposte immobiliari in genere. È di questi giorni il blocco di Entratel per problemi con la gestione Sogei.

È del tutto evidente che cosi non si può andare avanti e la categoria delle professioni economico-legali e il mondo delle imprese dovranno prima o poi collaborare per chiedere a gran voce un cambio di rotta non più rimandabile.

Stiamo perdendo tempo, come dicevo, perché le imprese hanno in questa fase così delicata bisogno di consulenza ben diversa da quella a cui siamo costretti per rincorrere questa burocrazia.

Il professionista deve assistere l’impresa nel cambiamento provocato da una crisi di così ampia portata e durata.

Dobbiamo assistere i clienti nella tutela del proprio patrimonio, nelle ristrutturazioni dei debiti e nella corretta pianificazione fiscale.

Proprio in questi giorni, precisamente entro il 30 giugno, società e soci dovranno prendere due decisioni importanti:

  • Dividendi: Il D.L. 24 aprile 2014, n. 66, (“IRPEF-spending review”), ha stabilito l’aumento dell’aliquota dal 20% al 26%, con effetto dal 1° luglio 2014, per quanto riguarda le ritenute e le imposte sostitutive sugli interessi e sugli altri proventi di natura finanziaria. Le imprese si trovano quindi a dover decidere se distribuire i dividendi beneficiando dell’aliquota ridotta del 20% e aggravare cosi in molti casi la situazione di tensione finanziaria aziendale o lasciare i soldi in azienda  e scontare in futuro una tassazione del 26% (a oggi l’aumento è limitato alle sole non qualificate, ma è già pronto un emendamento per estendere la stessa tassazione anche alle qualificate) che finirà per penalizzare il socio.
  • Rivalutare partecipazioni e terreni: La Legge di Stabilità 2014 ha riaperto i termini per effettuare la rivalutazione delle partecipazioni e dei terreni in base alle disposizioni dell’art. 7 della Legge 28 dicembre 2001, n. 448. Aderendo a tale agevolazione il contribuente persona fisica in luogo del costo o valore di acquisto, potrà assumere il valore delle quote, delle azioni o dei terreni stimato al 1° gennaio 2014 mediante l’assolvimento dell’imposta sostitutiva del 2% sulle partecipazioni non qualificate e del 4% sulle partecipazioni qualificate e sui terreni.

Sono scelte importanti che devono essere ben ponderate senza dimenticare che ogni operazione deve essere attentamente valutata ormai per non ricadere nell’abuso di diritto, questione già ampiamente affrontata su MySolution Post anche riguardo alle operazioni di rivalutazione quote.

 

Andrea Arrigo Panato

@commercialista

 

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