La riduzione del capitale nelle Spa costringerà un numero maggiore di Srl a dotarsi di collegio sindacale

di Andrea Arrigo Panato - 17 giugno 2014

Il Consiglio dei Ministri n. 20 del 13/06/2014, su proposta del Presidente, Matteo Renzi, ha approvato misure urgenti per la semplificazione e per la crescita del Paese. Tra queste figura la volontà di riduzione del capitale minimo necessario per la costituzione di una società per azioni che passa da 120mila a 50mila euro.

La norma è coerente con la costante riduzione dei minimi di capitale necessari per la costituzione di società di capitali. I primi interventi normativi in tal senso hanno riguardato le Srl che oggi è possibile costituire con un solo euro di capitale.

Obiettivo dichiarato è rendere più accessibile la costituzione di società di capitali e rendere altresì più concorrenziale il nostro sistema normativo con quello dei Paesi che maggiormente favoriscono la costituzione di start up. Nelle intenzioni del legislatore la costituzione in forma di Spa può rendere l’impresa più attrattiva per soci e finanziatori e quindi va agevolata.

Purtroppo invece di ripensare in materia organica la normativa civilistica si susseguono interventi disordinati che spesso hanno poco a che vedere con il sistema normativo nel suo complesso.

Se attualmente l'articolo 2327 del Codice civile recita: “La società  per  azioni  deve  costituirsi  con  un capitale non inferiore a centoventimila euro” in futuro il capitale minimo dovrebbe ridursi, come dicevamo, a 50mila euro.

Ecco probabilmente le conseguenze principali:

  • costituzione di Spa e SAPA: sarà sufficiente un capitale di 50mila euro con un minor impegno finanziario da parte dei soci;
  • ricapitalizzazione in caso di perdite: in caso di perdite d’esercizio che vanno ad intaccare il capitale sociale (articoli 2446 e 2447 del Codice civile) si potrà procedere a ricostruire il capitale a 50mila euro e non esser più costretti a raggiungere la soglia dei 120mila euro.

Una conseguenza indiretta ma ampia portata sia per le società sia per i professionisti riguarda invece l’ampliamento della platea dei soggetti obbligati al controllo da parte di revisore e/o collegio sindacale.

Pare opportuno ricordare infatti che l’art. 2477 c.c. in tema di Srl recita: “La nomina dell'organo di controllo o del revisore è obbligatoria se il capitale sociale non è inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni… L'assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati al secondo e terzo comma deve provvedere, entro trenta giorni, alla nomina dell'organo di controllo o del revisore. “

Il tutto porterà o a un notevole numero di casi di nomina di nuovi organi di controllo o alla altrettanto probabile riduzione del capitale di molte società a responsabilità limitata.

Appare inoltre evidente che, per evitare l’obbligo ed i costi dell’organo di controllo, le società dovranno deliberare la riduzione del capitale sociale entro il 31 dicembre.

Anche in questo caso la modifica normativa si inserisce in un percorso di riforma che vede da un lato una volontà da parte del legislatore di prevedere un maggiore controllo sulle società di capitali e dall’altro di una riduzione dei costi di tale controllo attraverso l’istituzione dell’organo monocratico (sindaco o revisore unico).

Compito, gravoso e di certo non esente da responsabilità, del Collegio Sindacale infatti è quello di vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e in particolare sull’adeguatezza dell’assetto amministrativo, organizzativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento. Svolge inoltre il controllo contabile nei casi previsti dalla legge e dallo statuto.

La nomina dell'organo di controllo o del revisore è obbligatoria, come già accennato, nei casi previsti dai commi secondo (capitale non inferiore a quello minimo previsto per le Spa) e terzo (società obbligata alla tenuta del bilancio consolidato; società controllante altra società tenuta alla revisione legale dei conti; superamento, per due esercizi, dei parametri previsti dall'art. 2435- bis , c.c.) dell’art. 2477 c.c.

Recenti interventi normativi hanno previsto che per le sole Srl l'atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri, ivi compresa la revisione legale dei conti, la nomina di un organo di controllo o di un revisore, che se lo statuto non dispone diversamente, è costituito da un solo membro effettivo.

Al sindaco unico competono i medesimi doveri, poteri e responsabilità attualmente attribuiti al collegio sindacale.

Parallelamente al susseguirsi di interventi normativi si assiste ad un costante ampliamento delle responsabilità dei sindaci in seguito ad una serie ormai numerosa di sentenze della Corte di Cassazione.

Ci si domanda quindi se non convenga procedere ad un più ampio ripensamento del ruolo e dei requisiti dell’organo di controllo che vada oltre a modifiche estemporanee e poco organiche.

Ci si chiede da tempo se sia ancora opportuno che sia la società a nominare il collegio sindacale (con relativo conflitto di interesse) e se il capitale sociale può ancora rappresentare uno strumento di tutela dei creditori ed un presupposto per la nomina dell’organo di controllo.

Lo stesso legislatore consentendo la costituzione della Srl ad un euro ne svilisce l’importanza ed il ruolo del capitale sociale salvo poi mantenerli nella complessa normativa a tutela dei creditori riguardante la riduzione del capitale per perdite e la nomina degli organi di controllo.

Probabilmente in una realtà diversa in cui il rischio di credito non sia, come oggi, distribuito su più istituti, la nomina dell’organo di controllo potrebbe spettare ai creditori dell’impresa, quindi probabilmente alle banche.

La stessa dimensione del debito inoltre potrebbe forse maggiormente rappresentare un valido indice di necessità di controllo, più che l’importo del capitale sociale.

In attesa del testo definitivo del provvedimento non resta che auspicare un ripensamento da parte del legislatore all’interno di un più ampio processo di riforma del codice civile.


Andrea Arrigo Panato

@commercialista

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