De Luca (Odcec Milano): la gestione aziendale di successo passa dal business plan. E dal commercialista

di Gabriele Ventura - 14 luglio 2014

Il commercialista a fianco dell’imprenditore nelle scelte strategiche che determinano la creazione di valore per l’azienda. Esercitando il ruolo di facilitatore della redazione del business plan, e consentendo in questo modo all’imprenditore sia di comunicare agli stakeholder il suo modello di impresa, sia di valutare ex ante la fattibilità operativa ed economico finanziaria delle singole azioni del piano strategico. Già, perché l’attività di pianificazione, e in primo luogo la redazione di un business plan, costituisce un pilastro fondamentale della corretta gestione imprenditoriale. Ne è convinto Francesco Aldo De Luca, segretario della Commissione Finanza e Controllo di gestione dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano e coautore, insieme ad Alessandra Tami, del Quaderno n. 53 dell’Ordine dal titolo “Comunicare con Investitori e Finanziatori: il ruolo del Business Plan”, commentato su MySolution - Post del 10 luglio scorso.

 

Dottor De Luca, quali sono gli obiettivi del documento che avete messo a punto?

Il documento nasce dal lavoro corale svolto nell’ambito della nostra Commissione Finanza e Controllo di Gestione. Le tematiche della pianificazione aziendale hanno sempre animato le nostre discussioni e si è deciso di studiarle con maggiore attenzione, procedendo con approfondimenti mirati. Di qui la nascita del Quaderno sul Business Plan con l’obiettivo dichiarato di fornire ai nostri colleghi un sussidio “pratico”, con solide basi teoriche, che potesse risultare di arricchimento allo loro attività quotidiana presso le aziende.

Quale l’importanza della redazione del business plan per lo sviluppo e il successo dell’impresa?

A nostro giudizio l’attività di Pianificazione, ed in primis la redazione di un Business Plan, costituisce un pilastro fondamentale della corretta gestione aziendale. Aziende di qualsiasi dimensione hanno necessità di predisporre un documento che dia concretezza alla loro formula imprenditoriale, consenta anche a degli osservatori esterni di valutarne l’efficacia e l’efficienza comparate e funga da guida per l’azione dell’azienda, proiettandola verso i suoi traguardi futuri. Per rendere con una metafora l’importanza del Business Plan, non dotarsene è come guidare di notte con i fari anabbaglianti: possiamo sì vedere la strada, ma siamo costretti a procedere lentamente, perché non ci è chiaro cosa ci aspetta lungo il percorso. Dotarsi di un BP, sempre procedendo per metafore, significa accendere di tanto in tanto i fari abbaglianti per verificare la situazione a maggiore distanza e poter procedere più spediti e più sicuri. Bisogna comunque tener presente che è soprattutto nelle PMI, ed in particolare in Italia, che abbiamo potuto notare la mancanza di qualsiasi schematizzazione della Formula Imprenditoriale: essa è certamente ben presente nella mente dell’imprenditore, ed egli è consapevole del fatto che da essa deriva il successo della sua azienda, ma la necessità e l’importanza di formalizzarla in un documento non è percepita. In altri contesti, ad esempio nei paesi anglosassoni, pensare di poter iniziare un qualsiasi tipo di impresa senza aver predisposto un BP è inimmaginabile. L’azienda non troverebbe alcun finanziamento, non incontrerebbe il gradimento degli Stakeholder (Clienti, Fornitori, Amministrazioni Locali, etc. etc.) e sarebbe destinata a sicuro insuccesso. Fortunatamente, con l’avanzare della Globalizzazione, si sta sempre più diffondendo nelle imprese la necessità di dotarsi di strumenti come il Business Plan o meglio ancora del Business Case ( un documento sintetico di presentazione dell’azienda che ne illustra le Origini, la Visione Imprenditoriale ed i Piani per il futuro ) che negli incontri con gli Stakeholder diventano un formidabile strumento di comunicazione.

 

Quale il ruolo del dottore commercialista e del consulente in questo senso?

È nostra opinione che il commercialista possa e debba ritagliarsi uno spazio di attività consulenziale presso i propri clienti, soprattutto in materia di Pianificazione Economica e Finanziaria. Nella nostra visione del futuro dell’attività del commercialista il professionista diventa colui che supporta l’imprenditore nelle scelte strategiche che determinano la creazione di valore. Il BP diventa quindi lo strumento fondamentale per aiutare l’imprenditore a determinare gli obiettivi da raggiungere e le conseguenti azioni da realizzare per poterli raggiungere. Ed il Commercialista, proprio in virtù della sua approfondita conoscenza dell’azienda, può e deve esercitare il ruolo di facilitatore della redazione del BP, consentendo all’imprenditore di comunicare agli Stakeholder il suo modello di impresa e il livello di coinvolgimento richiesto agli interlocutori, di valutare preventivamente la fattibilità operativa ed Economico Finanziaria delle azioni poste in essere e di rivestire il ruolo di "garante" della bontà delle stesse.

Quali caratteristiche prioritarie deve avere un BP di successo?

Obiettivo del BP è comunicare agli Stakeholder la tipologia del proprio business, la complessità organizzativa, gli obiettivi prefissati  di  un progetto imprenditoriale, di cui è necessario valutare la fattibilità strategica  e finanziaria. La trattazione adottata nel Quaderno sul BP tende volutamente a suggerire modalità di redazione del BP in funzione di specifiche situazioni di utilizzo. È nostra convinzione infatti che lo strumento BP si presti a declinazioni funzionali alla finalità che esso intende facilitare. Dopo aver delineato uno schema di base, facendo riferimento alle best practice, si sono approfonditi diversi ambiti di utilizzo, nella convinzione che il BP debba sollecitare il redattore a porre l’accento su questo o quell’aspetto, in modo che venga efficacemente percepito dai destinatari.

In particolare si sono approfondite le peculiarità della redazione del BP:

  • nelle Startup, con un’attenta disamina delle agevolazioni destinate recentemente a questa particolare categoria di imprese nascenti e suggerendo all’attenzione dei colleghi le più innovative tecniche disponibili ( Business Canvas ); 
  • nel rapporto con i Private Equity, evidenziando le caratteristiche del BP più richieste da questa categoria di investitori;
  • nell’ambito dei processi di Internazionalizzazione delle PMI, concentrando l’attenzione del documento sulle azioni interne ed esterne che l’azienda deve porre in essere per realizzare al meglio la propria espansione;
  • nel rapporto Banca-Impresa, dove l’attenzione degli Istituti di Credito si sta rapidamente spostando dalla analisi ‘storica’ dei risultati dell’azienda alla capacità ‘prospettica’ di produrre Reddito e Flussi di Cassa positivi.


Leggi il documento "Comunicare con investitori e finanziatori: il ruolo del business plan".


Gabriele Ventura

@gabrivent

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