La manovra di stabilità 2014 in dieci punti

di Andrea Arrigo Panato - 20 ottobre 2014

Il 15 ottobre il Presidente del Consiglio ha presentato la manovra di stabilità 2014 per un ammontare complessivo di 36 miliardi di euro, 6 in più rispetto ai 30 miliardi precedentemente annunciati. Il contesto di particolare crisi in cui versa l’Italia, correlato anche al generale rallentamento dell’economia nell’Eurozona, ha portato all’elaborazione di un progetto di bilancio mirato principalmente a favorire le imprese e i consumi e, presumibilmente, la crescita del Paese.

La manovra ricalca in qualche modo diverse proposte già formulate da Tremonti nel 2011 (tre anni fa). Pur contenendo alcuni punti positivi resta tutto da scoprire il tema coperture. Il rischio infatti contenuto nelle clausole di salvaguardia è che il debito si tramuti in nuove tasse nel breve periodo.

Di seguito si illustrano sinteticamente i punti chiave della finanziaria 2014.

 

IRAP

Si prevede la deducibilità integrale del costo del lavoro dalla base imponibile ai fini Irap. Il provvedimento ammonta a 6,5 miliardi di euro, ma con effetto di cassa di soli 5 miliardi complessivamente. Dal 2015 la riduzione del carico fiscale Irap sarà dovuta ai soli i contratti di lavoro a tempo indeterminato. Restano quindi penalizzate le collaborazioni a progetto. Parallelamente l’aliquota ordinaria salirà, tornando al 3,9%, penalizzando le aziende con dipendenti a termine ed elevati oneri finanziari.

 

DECONTRIBUZIONE NEO ASSUNTI

Si prevede la cancellazione per 3 anni dei contributi per le nuove assunzioni a tempo indeterminato con il nuovo sistema di tutele crescenti, effettuate a partire dal 2015. I datori di lavoro del settore privato che nel 2015 effettueranno assunzioni a tempo indeterminato potranno quindi contare, per tre anni, su un esonero della contribuzione complessiva a loro carico, entro il limite di 6.200 euro annui.

 

BONUS IRPEF E AIUTI ALLE FAMIGLIE

Si prevedono la stabilizzazione del bonus Irpef (i cosiddetti “80 euro”) per i lavoratori dipendenti e assimilati con reddito annuo lordo fino a 26mila euro e sconti fiscali alle famiglie per i figli fino al terzo anno di età, per un ammontare complessivo di 10 miliardi di euro. Se quindi diventa strutturale il bonus da 80 euro, la platea dei beneficiari non si estende.

 

NUOVO REGIME FORFETARIO

Si prevedono diverse novità per il regime dei minimi:

  • aumento dell’imposta sostitutiva dal 5% al 15% dal 2015;
  • regime agevolato senza limiti di tempo (ferme restando tutte le altre condizioni);
  • soglie di ricavo diverse In base al tipo di attività di svolta (classificata in base ai codici Ateco 2007);
  • possibilità di versare i contributi Inps sul reddito dichiarato (e non più sui minimali).

 

ECOBONUS

Proroga sia delle agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni delle abitazioni almeno per tutto il 2015 con l’aliquota massima attuale del 50% di spese detraibili in 10 anni, sia le detrazioni al risparmio energetico negli edifici con aliquota del 65%. Si incrementa dal 4 all'8% la ritenuta sui bonifici per i pagamenti delle spese di ristrutturazione.

 

TFR IN BUSTA PAGA

Possibilità, per i lavoratori dipendenti del settore privato, di richiedere il Tfr in busta paga dal 2015 al 2018, anche se aderenti a un fondo di previdenza integrativa.

Chi opta per il Tfr in busta paga subirà la tassazione ordinaria Irpef sulla retribuzione maggiorata. Se la misura verrà confermata diminuirà sensibilmente l'appeal per i lavoratori con un reddito superiore ai 15mila euro. Ulteriore incremento dell'imposta sostitutiva sui redditi derivanti dalle rivalutazioni dei fondi per il Tfr passerà dall'11 al 17%.

Dovrebbero essere gli istituti di credito ad anticipare le risorse necessarie alle imprese. Nel caso in cui le imprese non dovessero rimborsare le somme anticipate dalle banche queste ultime potranno recuperare le somme spettanti richiedendole all’Inps.

 

RICERCA E SVILUPPO

Si prevede il riconoscimento di un credito d’imposta per investimenti in ricerca da parte delle imprese fino a un importo massimo annuale di 5 milioni di euro per beneficiario nella misura del 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

 

AMMORTIZZATORI SOCIALI

Si prevede che l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (Aspi) sia rimodulata rapportando la durata del trattamento alla storia contributiva dei lavoratori e che sia estesa ai co.co.co. Inoltre, alla scadenza di tale ammortizzatore sociale si pensa di introdurne uno nuovo per i lavoratori in disoccupazione con un Isee particolarmente basso. Infine, i contratti di solidarietà saranno estesi anche alle piccole e medie imprese con meno di 15 dipendenti.

 

PRESSIONE FISCALE PIÙ ELEVATA PER LA PREVIDENZA INTEGRATIVA

La legge di Stabilità riscrive la tassazione sulle rendite finanziarie. L'imposta sostitutiva sul risultato di gestione dei fondi pensione passa dall'11,5% al 20%, con effetto dal periodo d'imposta 2015.

Si prevede un incremento della tassazione per: Fondazione bancarie, Fondi di previdenza complementare, Polizze vita, Casse di previdenza delle professioni.

Penalizzati quindi i professionisti con cassa di previdenza (commercialisti, avvocati, architetti, ecc).

 

RIVALUTAZIONE DI TERRENI E PARTECIPAZIONI

La manovra 2015 riapre nuovamente i termini relativi alla rideterminazione del valore o del costo di acquisto di terreni e partecipazioni non quotate. Fissata al 30 giugno 2015 la scadenza per la redazione e l'asseverazione della perizia, nonché per il versamento dell'imposta sostitutiva (o della prima rata in caso di rateizzazione).

 

Andrea Arrigo Panato

@commercialista

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