La sincerità del legislatore e il costo dell’incertezza

di Andrea Arrigo Panato - 27 ottobre 2014

Ancora una volta, come ogni volta, assistiamo all’ennesima violazione dello Statuto del Contribuente. Questa volta è toccato all’aliquota Irap e alla tassazione sul risparmio previdenziale aumentate con effetto retroattivo dal 2014.

Numerosi ulteriori incrementi di tassazione sono nascosti tra le pieghe della norma o sono praticamente una certezza nell’immediato futuro.

Una manovra fatta a debito che contiene più o meno implicitamente:

  • possibile, timore confermato anche dal Governo, aumento tassazione locale (Regioni in primis);
  • possibile (meglio probabile visti i dati sulla crescita) aumento di tassazione futura da parte dello Stato centrale a copertura del debito;
  • clausole di garanzia che già prevedono, se attivate, futuri importanti incrementi Iva.

Non affronto qui gli aumenti di imposta già previsti nelle bozze della manovra di stabilità che girano in questi giorni. Per una breve sintesi rimando a un precedente articolo.

Quello però che appare preoccupante è la poca sincerità e chiarezza nella comunicazione politica del Governo. Sia chiaro, è sempre accaduto e una dose di marketing è fisiologica, ma nella situazione in cui si trova il Paese temo sia estremamente pericolosa.

Non avrebbe avuto più senso limitare la manovra a pochi punti, concentrandosi in maniera forte sui tagli o quanto meno sulla riconversione della spesa? È chiaro a molti che tagliare la spesa pubblica oggi potrebbe avere effetti ulteriormenti recessivi, ma si può parimenti incrementare la spesa in investimenti produttivi.

Gestione del territorio, banda larga, agenda digitale, trasporti e logistica… Non sarà certo difficile scegliere una linea di intervento.

Questa costante incertezza, questo continuo modificare, anche retroattivamente, la normativa fiscale, incrementandone la complessità, non fa altro che disincentivare gli investimenti sia italiani sia esteri.

Tempo perso sul nulla da parte di imprese e professionisti che invece di sedersi a un tavolo per parlar di come far crescere le imprese hanno dovuto impegnarsi nella mortificante maratona sulla tassazione locale degli immobili.

A questo proposito segnalo che in occasione del Convegno sulle Garanzie e Tutele sociali: I costi dell'incertezza fiscale per le imprese in Italia: Grande e Media Azienda, due indagini sul campo, in programma il prossimo 26 novembre, l'Ordine di Milano ha avviato in collaborazione con l’Università Bocconi un'indagine tra i colleghi per meglio conoscere le dimensioni del fenomeno e quanto incide sulla vita professionale.

Il rapporto di fiducia tra Stato e contribuente passa inevitabilmente attraverso il rispetto dello Statuto del Contribuente, nella drastica semplificazione degli adempimenti, nel dover e poter operare all’interno di un sistema normativo chiaro e trasparente.

Come si può pensare di fare tutto ciò se si presenta una manovra di tale importanza per il Paese senza mettere a disposizione il testo della stessa? Come si può pensare seriamente di aggredire il risparmio previdenziale di giovani generazioni già cosi penalizzate?

La manovra sia chiaro contiene anche provvedimenti interessanti ma oggi non resta ci resta che chiedere a gran voce il ritorno allo Statuto… Quello del contribuente.

 

Andrea Arrigo Panato

@commercialista

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