Nuovo 730 precompilato: solo l’Amministrazione finanziaria ci guadagna

di Luca Grossi - 11 novembre 2014

Dopo l’approvazione definitiva del D.Lgs. n. 99 bis del 30 ottobre 2014 e in attesa della “bollinatura” e conseguente pubblicazione in G.U. – decreto nel quale sono contenute le disposizioni relative alla dichiarazione dei redditi precompilata – è il momento, almeno per me, di affrontare la questione in maniera pragmatica e critica.

Per gli aspetti tecnici dell’argomento rimando all’ottimo articolo di Angelo Luca Ottaviano, pubblicato qualche giorno fa su MySolution Post, che trovate qui; considero pertanto scontata la conoscenza degli elementi principali della normativa.

Quello che vorrei fare è sviluppare alcune riflessioni che mi hanno portato a concludere che l’intera operazione 730 precompilato, così come prevista, mi rende molto perplesso e che probabilmente sarà un flop di ampie dimensioni e comporterà inoltre una serie di problemi per il contribuente e per gli operatori difficili da digerire e giustificare.

 

LA PRIMA DOMANDA DA PORSI È: PERCHÉ?

Perché il Governo ha scelto questa soluzione facendola diventare il cavallo di battaglia delle semplificazioni? C’era effettivamente necessità e/o forte richiesta di stravolgere il sistema dei 730 ormai consolidato da anni? Il contribuente raccoglieva la documentazione, la consegnava una volta l’anno allo studio (o al Caf), veniva elaborato il modello, pagava la profumata parcella (50 euro?), basta, stop. In caso di errori il professionista/Caf rispondeva delle sanzioni (assicurazione obbligatoria) e il contribuente corrispondeva le imposte. Il sistema ha ormai trovato, da anni, soprattutto per il contribuente, un equilibrio cui andrebbe dato maggiore peso. Dov’era la fila di contribuenti che richiedeva a gran voce il 730 precompilato? Io non l’ho mai vista. Siamo sicuri che tra le tante semplificazioni necessarie questa fosse da mettere al primo posto? Che non ci fossero altre inutilità e vessazioni presenti nel sistema da poter e dovere soddisfare con priorità? Pertanto alla domanda “perché?” non risponderò ora, forse alla fine dell’articolo, o forse tra qualche mese quando sarà chiaro il percorso che il Governo ha voluto intraprendere, o forse mai, se non riuscirò a dipanare i dubbi. Lasciamo pertanto che il “perché?” aleggi nei nostri pensieri.

Riprendiamo il filo del discorso. Il sistema del precompilato funzionerà se e solo se non bisognerà apportare modifiche ai dati in esso presenti, in caso contrario (praticamente sempre), il sistema andrà in panne alla prima curva

 

LA COSTRUZIONE DELLA BANCA DATI DEL 730 PRECOMPILATO, SE NON FOSSE UNA FAVOLA SAREBBE QUASI CREDIBILE

Così come congegnato e pensato dal Governo il meccanismo, a regime, dovrebbe essere in grado di mettere a disposizione del contribuente tutti i dati fiscali necessari alla chiusura della propria dichiarazione. Il contribuente si collega nell’apposita area riservata (dopo essersi registrato e accreditato sul sito dell’Agenzia delle Entrate), verifica che ci siano tutti i redditi, prende atto della presenza delle spese da portare in detrazione e degli oneri deducibili, conferma con un click e la dichiarazione è presentata. Nessun controllo formale verrà attivato dall’Agenzia delle Entrate in merito alle spese. Accattivante. Se non fosse una favola sarebbe quasi credibile.

Peccato che tutto questo resterà un sogno per circa l’80% dei contribuenti (20 milioni circa) interessati dal provvedimento e non sarà indolore per tutti gli altri. Per far partire il sistema occorre trovare il modo di “introdurre” i dati nel modello precompilato e bisogna per prima cosa trasmettere informazioni all’Agenzia delle Entrate.

 

COME FARE AD AVERE BANCA DATI AGGIORNATA CON REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE E AUTONOMO DI OGNI CONTRIBUENTE?

Facile! Basta obbligare, con sanzioni elevate, i soggetti terzi (datori di lavoro, committenti, professionisti, imprese) – in pratica tutti gli esercenti una qualche attività professionale o d’impresa – a trasmettere informazioni all’Agenzia delle Entrate. Entro il 7 marzo 2015 andranno inviati i dati relativi ai compensi e redditi corrisposti nel 2014, la famosa Certificazione Unica (CU). Come? Con che strumenti? Ancora non si sa, certo è che per ogni certificazione omessa, tardiva o errata si applicano 100 euro di sanzione senza possibilità alcuna di riduzione in caso di plurime irregolarità!

 

COME FARE AD AVERE BANCA DATA AGGIORNATA CON ONERI DETRAIBILI E DEDUCIBILI DI OGNI CONTRIBUENTE?

Facile! Basta obbligare (a partire dall’anno in corso) le banche, assicurazioni, fondi pensione, enti previdenziali a trasmettere entro il 28 febbraio 2015 tutti i dati relativi a interessi passivi sui mutui, premi pagati per assicurazioni sulla vita e infortuni, contributi previdenziali e assistenziali, fondi pensione. Sanzione di 100 euro per ogni comunicazione inesatta o tardiva.

Per il 2015 finisce qui. Quelli individuati sopra saranno gli unici oneri da detrarre o dedurre presenti nella dichiarazione precompilata. Manca tutto il resto: spese sanitarie, spese asilo nido, locazioni studenti fuori sede, ristrutturazioni e riqualificazioni sostenute nel 2014, spese di istruzione, attività sportive per i figli, erogazioni liberali a Onlus etc. Come reperire questi dati? Per quanto riguarda le spese sanitarie, dal 1° gennaio 2015 (avete letto bene, tra poco più di un mese), le Aziende Sanitarie Locali, gli ospedali, le farmacie, i poliambulatori e tutti gli iscritti all’albo dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri dovranno inviare al Sistema Tessera Sanitaria i dati relativi alle prestazioni erogate nel 2015. (Non sono previste sanzioni, per ora). Modalità operative? Ancora non ci sono. Quindi a partire dal 2015 tutti i medici dovranno inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria. Immagino già la facilità e semplicità con cui questo adempimento potrà essere gestito.

Per gli altri oneri si vedrà nei prossimi anni come obbligare i diretti interessati. Il sistema parte perciò in quarta, in termini di adempimenti da svolgere, già sui redditi del 2014 senza riuscire ad attingere a null’altro che redditi di lavoro e qualche onere.

Per quanto detto, la presunta semplificazione per il contribuente 730 passa attraverso maggiori complicazioni, oneri e sanzioni per tutti gli operatori del sistema che dovranno contribuire obbligatoriamente a costruire e alimentare i server dell’Agenzia delle Entrate. Per aiutarne uno (che non chiede di essere aiutato e non è in pericolo) ne torturiamo cento. Interessante.

 

COSTRUIRE LA CASA PARTENDO DAL TETTO INVECE CHE DALLE FONDAMENTA

Se le istruzioni del fascicolo base del modello Unico/2014 sono di 111 pagine e quelle del 730/2014 di 84 un motivo ci sarà e inserire i dati nelle caselle del 730 precompilato non significa affatto renderli esatti non essendo state facilitate le norme che determinano la tassazione di un reddito o la deducibilità di una spesa. Chi controllerà quei dati? Di chi sarà la responsabilità in caso di inesattezze?

Le difficoltà e gli errori continueranno pertanto a esserci perché complicate sono le regole attuali e non vengono semplificate né le norme per determinare i redditi imponibili né quelle per determinare le imposte. Presentare il 730 con un click sarà pure figo, ma dovrebbe venire alla fine di un percorso di vera semplificazione, se lo metti all’inizio, e fai solo quello, stai illudendo qualcuno e fregando qualcun altro.

In questo strano mondo è più facile obbligare imprese e professionisti a fare lo “sporco lavoro” di inviare dati che non si sa a cosa serviranno, naturalmente in forma gratuita, con oneri amministrativi e tecnici in aumento e addirittura con sanzioni salate, piuttosto che ridurre gli articoli del Tuir o rendere semplici alcuni meccanismi nei conteggi (vogliamo parlare delle spese di ristrutturazione?), oppure cercare di ridurre il numero di tasse, di adempimenti inutili o, non sia mai, le aliquote stesse. Ricordiamoci che l’attuale Governo, così sensibile alle semplificazioni, è anche quello del caos Tasi-Imu sul quale mi sono già espresso.

 

“E’ STATA TUA LA COLPA E ALLORA ADESSO CHE VUOI?” IL RESPONSABILE SARÀ QUASI SEMPRE SOLO E SOLTANTO IL PROFESSIONISTA

Ulteriore riflessione: in caso di mancata accettazione del 730 precompilato, per i redditi 2014, come detto prima, praticamente sempre, siccome dobbiamo semplificare la vita al contribuente non lo disturbiamo più e in caso di errori verrà richiesta al professionista/Caf “una somma pari all'importo dell'imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente”. In barba a qualsiasi logica e calpestando il principio di capacità contributiva sancito dalla Costituzione, le imposte verranno richieste a chi ha “vistato” la dichiarazione (salvo dolo o colpa grave del contribuente).

Tale assurda concezione dei rapporti tributari ingenererà conflitti tra contribuente e professionista/Caf diventando il primo, totalmente o quasi, disinteressato da quello che finirà dentro il modello e il secondo compresso tra rischi crescenti (assicurabili? Se sì a che prezzo?) e cliente che, pensando che sia tutto semplificato, pretenderà anche di avere il servizio gratis. Capite il giochino? Tutte le colpe dell’inefficienza del sistema di riscossione delle maggiori imposte e sanzioni, in caso di errori, ricadranno sui professionisti. Il fisco richiederà le somme (tramite iscrizione a ruolo) direttamente al Professionista/Caf non dovendo più andare a caccia dei singoli contribuenti. Il professionista si dovrà arrangiare o trovare il sistema di uscire da questa trappola. Per questo occorre protestare a voce alta.

La commissione finanze del Senato aveva chiesto al Governo di eliminare tale meccanismo sanzionatorio, ma il Governo ha risposto ufficialmente che mantenere le sanzioni e le maggiori imposte in capo al contribuente avrebbe “vanificato l’intera ratio del procedimento di semplificazione”.

Prendiamo atto che per il Governo il principale motivo di tutto il precompilato è quello di trovare con facilità il soggetto nei confronti del quale vanno recuperate le maggiori imposte e sanzioni in caso di controlli: il professionista/Caf.

A fronte dei maggiori inevitabili rischi il professionista avrà di fronte a sé tre strade:

  1. Fare finta di nulla e continuare a comportarsi come nel passato. Maggiori rischi da traslare (in teoria) in parcella. Verificare copertura assicurativa idonea. Potenziali bombe a orologeria giacenti in studio.
  2. Annusare l’odore della fregatura e, nel caso in cui i 730 all’interno dello studio siano fatti solo per pochi, trasformarli in modello Unico e/o inviare i clienti c/o Caf. Problema risolto: minori rischi a fronte di minori entrate. Valutare costi-benefici.
  3. In caso in cui lo studio gestisca centinaia di modelli 730 sarà impossibile rinunciare a tutti i clienti. In tale situazione il professionista dovrà scegliere tra un mix di strada 1 e strada 2.

E i Caf? Che faranno? Obbligati a scelta 1 con aumento tariffe.

In ognuna di queste alternative sicuramente il costo per il contribuente è destinato a salire e non capisco pertanto come si possa parlare di semplificazione quando tutti i soggetti coinvolti subiranno aggravio di costi. Lo sostiene anche la commissione finanze del Senato che in un passaggio dei pareri forniti al governo dichiara: “È inoltre implicito ipotizzare un aggravio di oneri per i contribuenti che si rivolgeranno agli intermediari in quanto questi ultimi, dovendo far fronte alle garanzie poste a tutela dei terzi, dello Stato e degli enti impositori, saranno chiamati a sostenere maggiori spese per l'adeguamento delle relative coperture assicurative che potrebbero trovare ristoro attraverso l’incremento dei ricavi o, quale effetto indiretto, attraverso una diminuzione (a parità di condizioni) della base imponibile delle imposte dirette ed Irap dovute dagli intermediari quale risultante dell’aumento del premio assicurativo pagato per adeguare le garanzie ai più ampi livelli di tutela”.

Perché? Ricordate la domanda che aleggiava in aria? Perché?

Ora le cose sembrano maggiormente chiare.

Cerco di riassumere in un semplicissimo schema i possibili vantaggi-svantaggi per le parti coinvolte nell’operazione.

Contribuente

Svantaggi

Vantaggi

Registrazione Agenzia Entrate – dotazione informatica

Può fare tutto da solo se accetta dati inseriti nel sistema (inesatti nell’80% dei casi)

Maggior parcella per professionista/Caf

Se modifica dati e si rivolge al professionista/Caf non arriverà iscrizione a ruolo per detrazioni non corrette.

Nessun risparmio di tempo – Disorientamento provocato da cambio di abitudini

 

Se accetta precompilato e mancano oneri detraibili/deducibili paga maggiori imposte

 

Maggiori conflitti con professionista/Caf su alcune interpretazioni normative dubbie

 



Professionista

Svantaggi

Vantaggi

Arrabbiatura, aumento stress e patologie a esso collegate

Se il cliente accetta da solo il precompilato senza passare in studio il professionista festeggia. Probabilità 0,2%?

Alimentare banca dati (CU) anticipando adempimenti che in precedenza potevano essere svolti più avanti e senza sanzioni

Parcella più alta (forse) a fronte di rischi maggiori. Chiamatelo vantaggio!

Spiegare ai clienti che non basterà un click

Il professionista rinuncia all’elaborazione dei 730 e dedica le risorse recuperate ad altre attività. (?!)

Ottenere delega da clienti per prelevare precompilato

 

Verificare dati precompilato con documenti cartacei

 

Integrare dati precompilato con propri software

 

Responsabilità per imposte in caso di errori. Assicurazione copre? Di quanto aumenta il premio?

 

Litigi col cliente per aumento parcella

 

Il professionista rinuncia all’elaborazione dei 730

 

 

Amministrazione finanziaria

Svantaggi

Vantaggi

Implementare software, controllare banche dati e distribuire valori nelle caselle del precompilato

Maggiori incassi per chi accetta precompilato senza aggiungere oneri detraibili.

Minori incassi in caso di errori nel precompilato a vantaggio del contribuente (ci saranno).

Minori controlli in caso di precompilato accettato senza modifiche.

 

In caso di accettazione del precompilato nessun compenso ai Caf.

 

Riscossione certa di maggiori imposte e sanzioni direttamente nei confronti dei professionisti/Caf in caso di modifica del precompilato.

 

L’Amministrazione finanziaria è l’unica a guadagnarci sia nel caso il sistema funzioni pienamente (accettazione totale precompilato) sia nel caso non funzioni e tutte le dichiarazioni si trasformino in 730 classici.

Il contribuente avrà pochissimi vantaggi e soltanto se i dati nel precompilato saranno completi e senza errori. Quindi non per l’anno 2014, e non per il 2015. (Tra quanti anni?).

Il professionista non ha praticamente nessun vantaggio, a meno che non vogliamo considerare tale la perdita del cliente conseguente alla rinuncia, da parte del professionista stesso, all’elaborazione del 730. Difficilmente riuscirà a trasferire in parcella i maggiori rischi che si assumerà predisponendo una dichiarazione.

Con questo non intendo certo avere trattato in maniera esaustiva tutte le problematiche che dovremo affrontare da qui a qualche mese. Si tratta di un punto di partenza per alimentare da un lato un dibattito che è già partito e che crescerà di giorno in giorno e, dall’altro, per sollevare una voce critica contro un provvedimento che ritengo palesemente ingiusto, vessatorio, discriminante e tutt’altro che portatore di semplificazioni.

Più che elementi di semplificazione mi sembra scorgere fondamenti di prevaricazione. Ma si sa, io sono un commercialista arrabbiato che difende la propria “casta”, peccato che la “casta” dei commercialisti spesso non difenda i propri iscritti.

In conclusione, invito tutti i colleghi a drizzare le antenne e far sentire la propria voce sul provvedimento. E per quelli di noi che snobbano la vicenda pensando che la questione 730 sia irrilevante o marginale, un avvertimento: quando vi obbligheranno a mettere il visto di conformità su tutte le dichiarazioni e sulle contabilità seguite nel vostro studio, infliggendovi direttamente sanzioni e imposte non pagate dal cliente, sarà troppo tardi per tutti.

Per approfondimenti: Camera dei deputati: iter lavori

P.S. Devo ricordarmi di dire a mio padre che quest’anno non gli potrò fare il 730.

 

Luca Grossi

@LucaGrossi66

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