La tempesta perfetta

di Andrea Arrigo Panato - 3 novembre 2014

Cerved ha presentato pochi giorni fa, per la prima volta, il Rapporto pmi, con il quale ha inteso descrivere lo stato di salute economico-finanziaria e le prospettive delle Piccole e Medie Imprese, vera spina dorsale della nostra economia, valorizzando così un patrimonio di informazioni e conoscenze unico sul mondo delle aziende italiane.

Il focus si è concentrato su “circa 144mila società - commenta Gianandrea De Bernardis, ad di Cerved - che nel complesso generano un giro di affari di 851 miliardi, un valore aggiunto di 183 miliardi pari al 12% del Pil, e che hanno contratto debiti finanziari per 271 miliardi”.

Il dato più drammatico è che circa il 20% delle imprese attive nel 2007 oggi ha chiuso, è in liquidazione o ha iniziato una procedura concorsuale.

Chi è sopravvissuto ha, nei casi più virtuosi, incrementato il proprio fatturato ma ha dovuto contemporaneamente affrontare una contrazione dei margini.

Gli imprenditori oggi si trovano quindi a dover gestire imprese più complesse (sia per dimensioni sia per struttura) in un ambiente decisamente più competitivo.

Difficile inoltre parlare nel breve a un ritorno ai livelli pre crisi, soprattutto se il mercato interno continuerà a stagnare e non si deciderà per una politica economica virtuosa.

La tempesta perfetta che si è scatenata sulle pmi ha visto sia un mercato interno in forte difficoltà sia una restrizione del credito che, pur estremamente preoccupante, non ha riguardato in modo omogeneo tutte le pmi: le banche hanno selezionato con maggiore attenzione la clientela, riducendo i finanziamenti alle realtà più rischiose e continuando a erogare prestiti a quelle più affidabili.

“Solo un miglioramento del quadro macroeconomico, caratterizzato dalla ripresa della domanda interna e dal superamento del credit crunch - prosegue De Bernardis -, potrebbe far ripartire il sistema. Se ciò avvenisse, esiste un nutrito gruppo di pmi con bilanci solidi, pronte a investire”.

La sensazione, del tutto personale ed empirica, è che dopo anni estremamente difficili oggi diverse aziende sono finalmente riuscite a intraprendere in maniera virtuosa un percorso di ristrutturazione che le ha portate a ridisegnare il proprio business.

La redditività ancora non le premia, ma la voglia di tornare a credere nel fare impresa c’è anche se non è supportata da una politica economica espansiva e coraggiosa che dovrebbe agire in maniera radicale su riduzione area di intervento pubblica, liberalizzazioni e semplificazioni.

Il Paese ha urgente bisogno di una tregua fiscale e del rispetto dello statuto del contribuente.

 

Scarica gli atti del convegno di presentazione del Rapporto pmi

 

Andrea Arrigo Panato

@commercialista

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1 Commenti :

Inviato da Luca Baiguini il 3 novembre 2014 alle 11:01

Bellissimo post, caro Andrea. Aggiungo solo una riflessione sul titolo: siamo sicuri che quella che stiamo vivendo sia una "tempesta perfetta"? Il termine richiama una serie di condizioni che, per una combinazione eccezionale (e quasi unica), creano una situazione di grande difficoltà. La domanda è: siamo sicuri che ci troviamo di fronte a una combinazione unica? Non è, piuttosto, la nuova normalità?

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