Eppure il collegio sindacale serve!

di Andrea Arrigo Panato - 9 marzo 2015

In un recente articolo "Perché difendo il notariato, un po’ meno i notai", commentando il ddl Concorrenza, ho ricordato quanto sia importante in un libero mercato che il cliente eserciti la sua facoltà di scelta del professionista più preparato, lamentando che spesso per molti clienti un notaio vale l’altro, salvo poi lamentarsi dell’inutilità dello stesso.

Se vogliamo più concorrenza dobbiamo anche imparare a esercitarla scegliendo il professionista che porterà maggior valore con la sua consulenza all’ azienda. Molti notai sono ottimi professionisti e forniscono un contributo di grande valore alle imprese che decidono di utilizzare la loro professionalità.

Se il tema dell’articolo riguardava il ruolo del notariato, il collega Paolo Ingrao mi ha giustamente fatto notare che spesso capita la stessa cosa per il collegio sindacale. L’imprenditore sottovaluta l’importanza del ruolo e non cerca, a parità di costo, i professionisti più preparati.

Eppure il collegio sindacale serve, serve in primis all’impresa e all’imprenditore come verifica attenta e puntuale della legalità delle scelte aziendali del rispetto dei principi di corretta amministrazione. Serve a verificare la continuità aziendale e a monitorare i potenziali rischi di crisi.

Proviamo brevemente a sintetizzare i compiti degli organi di controllo richiamando quanto già previsto nelle norme di comportamento:

  1. al collegio sindacale compete il dovere (art. 2403 c.c.) di vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento;
  2. all’incaricato della revisione legale, ai sensi dell’art. 2409 bis c.c. e ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. n. 39/2010, compete il dovere di:
  • esprimere con apposita relazione un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato, ove redatto;
  • verificare nel corso dell’esercizio la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili.

Un collegio sindacale formato da validi professionisti rappresenta un valore importante per l’impresa e spesso lo dimentichiamo. Uno strumento qualificato di confronto per l’organo amministrativo che troppo spesso vede nel controllo una limitazione e non una tutela.

Oggi l’argomento torna d’attualità poiché le Norme di comportamento del collegio sindacale sopra richiamate sono da poco state aggiornate e poste in pubblica consultazione prima della definitiva approvazione da parte del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (Cndcec).

Le Norme di comportamento del collegio sindacale suggeriscono e raccomandano modelli comportamentali da adottare per svolgere correttamente l’incarico di sindaco. Si tratta di norme di deontologia professionale rivolte a tutti i professionisti iscritti nell’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili emanate in conformità a quanto disposto nel vigente Codice deontologico della professione. Ogni Norma è composta da Principi, corredati da Riferimenti Normativi essenziali e da Criteri applicativi, volti a fornire ai sindaci gli strumenti operativi per lo svolgimento delle proprie funzioni ed è accompagnata da brevi Commenti che analizzano e chiariscono le scelte adottate, nonché le problematiche interpretative che più spesso emergono nella prassi.

le Norme di comportamento sono applicabili all’organo di controllo sia nella composizione collegiale che nella composizione monocratica (sindaco unico), in quanto compatibili.

 

PUBBLICA CONSULTAZIONE

Le Norme di comportamento del collegio sindacale sono poste in pubblica consultazione prima della definitiva approvazione da parte del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Il Cndcec invita, quindi, l’intera professione, le Istituzioni e tutti i soggetti interessati a presentare osservazioni e commenti in merito al documento.

I contributi dovranno essere inviati, entro il 21 aprile 2015, alla Fondazione Nazionale dei Commercialisti al seguente indirizzo mail: consultazione@fncommercialisti.it

Al termine della consultazione, tenuto conto delle osservazioni pervenute, il Cndcec approverà il testo definitivo delle Norme.

 

Andrea Arrigo Panato

@commercialista

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