Il Tribunale di Milano e la dignità di una madre

di Andrea Arrigo Panato - 10 aprile 2015

Il mio Studio è proprio di fronte al Tribunale, ieri dopo aver saputo di quanto accaduto subito abbiamo fatto l’appello degli amici per sapere se stavano bene. Questo è in fin dei conti un “villaggetto” di avvocati e commercialisti, molti sono amici e si temeva per qualcuno di loro.

Molto si è scritto in queste ore, spesso a sproposito. L’unica voce che merita di essere ascoltata è forse quella della madre del giovane avvocato, nella testimonianza raccolta dal sito Giustiziami a cui vi rimando per la versione integrale.

Alberta Pisoni Brambilla è la mamma di Lorenzo Claris Appiani, l’avvocato di 36 anni ucciso da Claudio Giardiello in un’aula del Tribunale di Milano. Alberta Pisoni Brambilla è un avvocato e anche il papà di Lorenzo lo è.

“Quando mio figlio ha giurato il discorso di accoglienza lo fece l’avvocato Biagi il quale esortò i neo avvocati a non fare i ventriloqui, le marionette del cliente. Fate quello che è giusto per il cliente, diceva. Ecco, Lorenzo è morto perché non è stato una marionetta. Voglio che tutti gli avvocati siano orgogliosi della dignità della professione forense, così mio figlio non sarà morto per niente”.

“Io sono la mamma di Lorenzo e Francesca, avvocato e giudice nessuno meglio di me può sentire la necessità che questi mondi siano uniti. Francesca fa il giudice fallimentare a Pavia, come Ciampi lo ha fatto per tanti anni a Milano. Poteva rischiare anche lei, ma è morto mio figlio Lorenzo, che era così orgoglioso del suo lavoro e della sua missione sociale”.

Non credo che sia il caso di aggiungere altro se non silenzio e rispetto.

 

Andrea Arrigo Panato

@commercialista

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