Proroga versamenti Unico: una sconfitta dello Stato

di Andrea Arrigo Panato - 29 maggio 2015

Ancora una volta, come ogni volta, ci ritroviamo qui a parlare di proroga dei versamenti delle imposte a causa della tardiva approvazione degli studi di settore.

Ancora in attesa dell'ennesima proroga, ancora una manifestazione palese di incapacità a gestire gli impegni da parte dell'Agenzia. Ancora giorni di allerta negli Studi professionali, richiesta di straordinari ai collaboratori, ulteriori costi per programmi e software... tutti in attesa di un verdetto da parte di uno Stato sempre più inaffidabile.

La proroga rappresenta la consueta sconfitta dell’organizzazione statale e della burocrazia italiana che impedisce:

  • ai professionisti e alle case di software una corretta pianificazione del lavoro il che si tradurrà immancabilmente in costi per imprese e professionisti;
  • alle imprese e ai contribuenti in genere una corretta pianificazione finanziaria;
  • allo Stato di incassare per tempo i suoi crediti il che si tradurrà immancabilmente in nuove tasse.

Sia ben chiaro che i Commercialisti sono i primi a non voler più essere costretti a elemosinare proroghe, vorrebbero invece norme chiare e stabili nel tempo, programmi e moduli approvati con ampio anticipo.

Bisogna smettere di far passare il messaggio che vede commercialisti male organizzati pietire l’ennesimo favore da un governo generoso.

Bisogna smettere di considerare un differimento dei termini come una grazia ricevuta.

Bisogna smettere di applaudire sindacati e politici di turno per la gentile concessione.

C’è ben poco da gioire per una proroga che va solo a certificare l’inefficienza statale e mi auguro che le associazioni di categoria facciano sentire la propria voce in merito.

Soprattutto in periodi di crisi come quello che stiamo attraversando è importante per l’impresa pianificare le uscite, sia nei tempi che nel quantum. Uno Stato moderno se vuole diventare attraente per gli imprenditori prima o poi dovrà iniziare a porsi qualche domanda. 

Chiediamo in fondo solo di poter lavorare con pochi adempimenti, chiari, certi, stabili nel tempo.

Credetemi, l'evasione si combatte semplificando.

 

Andrea Arrigo Panato

@commercialista

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