Commercialisti, giovani in fuga dalla professione

di Gabriele Ventura - 27 maggio 2015

Giovani in fuga dalla professione di commercialista. Dal 2009, infatti, gli iscritti sotto i 40 anni sono calati di oltre il 20%. Mentre il numero di praticanti è crollato, negli ultimi sei anni, di quasi 10 mila unità. A scattare la fotografia sulla professione di dottore commercialista ed esperto contabile è il rapporto 2015 della Fondazione nazionale dei commercialisti, giunto alla sua ottava edizione. E se da un lato gli iscritti all’albo sono complessivamente cresciuti, così come anche le donne commercialiste, dall’altro sono i giovani a dare sempre meno linfa alla professione, soprattutto in regioni come il Lazio, l’Umbria e il Friuli Venezia Giulia.

 

I PRINCIPALI INDICATORI DEL RAPPORTO

Al 1° gennaio 2015 gli iscritti ai 144 Ordini territoriali sono 116.245: le donne sono pari al 31,6% e i giovani (under 40) sono il 21,2%. Rispetto al 1° gennaio 2008, vi sono 8.746 iscritti in più con una crescita complessiva dell’8,1%. Alla stessa data, le donne erano il 28% e in sette anni sono aumentate complessivamente del 18%, mentre i giovani sono calati a un ritmo molto sostenuto, pari a meno 21,4% dal 2009 quando erano il 29% del totale. Il rapporto tra la popolazione e gli iscritti all’Albo, si legge nel rapporto, è perciò progressivamente diminuito raggiungendo i 523 abitanti per ogni commercialista al 1° gennaio 2015, contro i 555 del 1° gennaio 2008 (-5,8%). Il numero di praticanti, benché stimato per l’assenza di dati puntuali di alcuni Ordini territoriali, è in costante diminuzione: il 1° gennaio 2009 gli iscritti al Registro del tirocinio dei 142 Ordini territoriali di allora erano 26.441. Al 1° ottobre 2014, con 144 Ordini territoriali (Tivoli e Napoli Nord) si sono ridotti a 16.553. Con un calo complessivo di 9.888 unità in valore assoluto, pari a una decrescita del 37,4%.

Analizzando i dati a livello territoriale, l’Ordine più grande per numero di iscritti è Roma con 10.184 unità, mentre il più piccolo è Casale Monferrato con 98 iscritti. L’Ordine con il più alto rapporto popolazione/iscritti è Oristano, con 1.825 abitanti per ogni commercialista, quello con il numero di abitanti per singolo iscritto più basso è invece Napoli, con 295. Per quanto riguarda la componente femminile, invece, l’Ordine con la quota di donne più alta è Oristano con il 45,8%, quello con la percentuale più bassa di donne iscritte è Marsala con il 19,4%. La percentuale più alta di giovani si registra nell’Ordine di Rossano Calabro, dove il rapporto raggiunge il 35,3% del totale, quella più bassa invece si rileva nell’Ordine di Montepulciano con il 5,1%.

Il rapporto si focalizza inoltre sul reddito professionale medio 2013, con il più alto che viene fatto registrare dagli iscritti all’Ordine di Bolzano, con 137.622 euro (-3,5% sul 2012). Quello più basso, invece, è degli iscritti dell’Ordine di Castrovillari con 15.008 euro (-2,9% sul 2012).

Con un tasso di crescita degli iscritti pari a +5,9% Tempio Pausania è l’Ordine che è cresciuto di più nel 2014, mentre Melfi è l’Ordine che ha fatto registrare la variazione percentuale più negativa con un -3,5%. L’Ordine con il maggior numero di comuni all’interno della propria circoscrizione territoriale è Torino con 311, quello con il minor numero di comuni è Gela con 3.

 

ANALISI PER GENERE E CLASSI DI ETÀ

Secondo il rapporto 2015, la regione con la più alta percentuale di donne iscritte è in assoluto l’Emilia Romagna (39,3%) seguita dall’Umbria (38,1%) e dal Piemonte (38%). Le regioni con percentuali di donne superiori alla media nazionale sono nell’ordine la Sardegna (37,2%), la Liguria (37,2%), la Basilicata (35,6%), il Molise (35,1%), l’Abruzzo (33,5%), il Friuli Venezia Giulia (33,2%), le Marche (33,1%) e la Calabria (32,1%). La regione con la più bassa percentuale di donne dopo il Trentino-Alto Adige (24,6%) e la Valle d’Aosta (26,4%) è la Campania (25,7%), mentre la Lombardia (31,9%) è in linea con la media nazionale. Lazio (30,5%), Puglia (30%), Sicilia (29,6%), Toscana (30,5%) e Veneto (30,5%) si collocano appena al di sotto della media nazionale.

Quanto all’età, invece, a livello regionale il Molise ha la più alta percentuale di iscritti under 40 (27,7%), seguito dal Trentino Alto Adige (26,8%), dalla Calabria e dal Veneto (24,6%), dalle Marche (23,4%), dalla Campania (23,2%), dall’Abruzzo (23%), dalla Sardegna (22,8%), dalla Lombardia (22,5%), dall’Emilia Romagna (22,4%) dalla Valle d’Aosta (21,3%). Le altre regioni con una percentuale di iscritti fino a 40 anni poco al di sotto della media sono Basilicata (21%), Piemonte (120,5%) e Puglia (20,3%). Le regioni, infine, che presentano valori significativamente inferiori alla media nazionale sono Lazio (19,5%), Umbria (19%), Friuli-Venezia Giulia (17,9%), Sicilia (16,9%), Toscana (16,6%) e Liguria (15%).


Gabriele Ventura

@gabrivent

0 Commenti :

Commento

Captcha