“Addio” al fondo perduto. Per le microimprese finanziamenti a tasso zero

di Maurizio Maraglino Misciagna - 25 novembre 2015

Se ne parlava ormai da diverso tempo e finalmente quel momento è arrivato. Il Mezzogiorno d’Italia può ufficialmente dire addio al “fondo perduto”, che tecnicamente non è altro che la concessione di un capitale senza che se ne richieda l’effettiva restituzione, unitamente al pagamento degli interessi.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha adottato il decreto di attuazione delle modifiche apportate al D.Lgs. 185/2000 Tit. I apportate sia con Decreto Legge Destinazione Italia n.145/2013 sia con la relativa legge di conversione, legge 21 febbraio 2014, n. 9 e disposto quindi i criteri e le modalità per la concessione delle agevolazioni volte a sostenere nuova imprenditorialità, in tutto il territorio nazionale, attraverso la creazione di micro e piccole imprese competitive, a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile e a sostenerne lo sviluppo attraverso migliori condizioni per l’accesso al credito. La loro operatività è stata comunicata con Decreto Mise e Mef dell’8 luglio 2015 n. 140 e successivamente pubblicata nella G.U. n. 206 del 5 settembre 2015. Pertanto dallo scorso settembre, Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A.), società per azioni italiana partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia è pronta a gestire la nuova misura, che sarà riaperta il prossimo 13 gennaio 2016.

Ma cosa cambia rispetto al passato e soprattutto, chi potrà beneficiarne? La prima novità riguarda proprio il taglio del fondo perduto. La nuova misura prevede infatti la concessione, ai sensi e nei limiti del regolamento de minimis, di un finanziamento agevolato per gli investimenti, a un tasso pari a zero, della durata massima di otto anni e di importo non superiore al settantacinque per cento della spesa ammissibile. Il finanziamento agevolato è restituito dall’impresa beneficiaria, senza interessi, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, a decorrere dalla prima delle precitate date successiva a quella di erogazione dell’ultima quota a saldo del finanziamento concesso. La seconda importante novità riguarda la possibilità di beneficiarne della misura in tutta Italia, a differenza della precedente misura che riguardava solo le regioni “obiettivo convergenza”.

Le nuove agevolazioni, punteranno a sostenere, in tutta Italia, la nascita e lo sviluppo di micro e piccole imprese a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile per progetti di investimento fino a 1,5 milioni di euro. A beneficiare delle agevolazioni saranno le imprese:

  • costituite in forma societaria, ivi incluse le società cooperative;
  • la cui compagine societaria è composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni ovvero da donne;
  • costituite da non più di dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
  • di micro e piccola dimensione, secondo la classificazione contenuta nel regolamento Gber nonché nel decreto del Ministro delle attività produttive 18 aprile 2005.

Per accedere alle agevolazioni le imprese devono inoltre

  • essere regolarmente costituite ed essere iscritte nel Registro delle imprese;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
  • non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea.

Sono agevolabili, fatti salvi i divieti e le limitazioni stabiliti dal regolamento de minimis, iniziative che prevedono programmi di investimento non superiori a 1,5 milioni di euro nei settori della produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli; fornitura di servizi; commercio e  turismo.

I programmi di investimento devono essere realizzati entro ventiquattro mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento. Le spese ammissibili relative all’acquisto di beni materiali e immateriali e servizi devono invece rientrare nelle seguenti categorie:

  • suolo aziendale;
  • fabbricati, opere edili/murarie, comprese le ristrutturazioni;
  • macchinari, impianti e attrezzature varie nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic) commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  • brevetti, licenze e marchi;
  • formazione specialistica dei soci e dei dipendenti del soggetto beneficiario, funzionali alla realizzazione del progetto;
  •  consulenze specialistiche.

Dall’anno prossimo le microimprese italiane avranno un nuovo strumento per capitalizzare i propri investimenti. Ci auguriamo che i tempi per le concessioni non diventino un ostacolo come per il passato, grazie anche alla realizzazione di un sistema telematico che renderà più snello l’inoltro della pratica.

 

Maurizio Maraglino Misciagna

@lospaziodimauri

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