Patent box: come funziona la detassazione dei redditi derivanti da beni immateriali

di Maurizio Maraglino Misciagna - 15 dicembre 2015

Hanno sempre più nomi altisonanti i nuovi strumenti messi a disposizione dal fisco per poter beneficiare di agevolazioni a favore dei contribuenti e imprese. È il caso del nuovo adempimento denominato “Patent Box”, la disciplina che consente, ai soggetti che vi abbiano optato, una detassazione sui redditi derivanti dall’utilizzo diretto o indiretto di beni immateriali (brevetti, marchi, ecc.), posizionandosi in linea di continuità con i modelli introdotti da Bruxelles nei Paesi area UE.

La disciplina del Patent Box viene introdotta con la Legge del 23 Dicembre 2014 n. 190 ai commi 37-45, successivamente pubblicata con Decreto Mise e Mef dello scorso 30 luglio 2015. L’Italia per la prima volta si allinea a Paesi come Belgio, Spagna, Lussemburgo e Inghilterra ai fini della detassazione dei redditi derivanti dall’utilizzo di brevetti e marchi. Da qualche settimana infatti, è possibile scaricare online, direttamente dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate (nella sezione “Normativa e prassi”) il modello per aderire alla tassazione agevolata dei redditi derivanti dall'utilizzo di beni immateriali. Con un provvedimento a firma di Rossella Orlandi (Direttore AdE), è stato approvato lo schema di comunicazione da utilizzare per i primi due periodi d'imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fissando al 31 dicembre 2015 il termine per l’invio telematico.

Un provvedimento che tuttavia risulta non molto chiaro in alcuni punti, nello specifico per le pmi, in quanto non è possibile realmente quantificare la reale convenienza dell’opzione, che ha validità di un quinquennio. A poter esercitare tale regime di opzione sono tutti i titolari di reddito d’impresa, compresi i non residenti che abbiano, all’interno del territorio italiano, una stabile organizzazione e che siano residenti in Stati dove

  • sia in vigore un accordo che eviti doppia imposizione;
  • sia effettivo lo scambio di informazioni.

Sono invece esclusi tutti i soggetti sottoposti a:

  • procedure di fallimento;
  • liquidazione coatta;
  • amministrazione straordinaria di grandi imprese in crisi.

La comunicazione dell’opzione avviene attraverso la compilazioni dei quadri del modulo scaricabile online. I primi due riquadri del modello sono riservati ai dati anagrafici del soggetto che esercita l'opzione e a quelli dell'eventuale rappresentante firmatario. L'ultimo riquadro è riservato all'impegno alla presentazione telematica da parte dell'intermediario incaricato della trasmissione. I soggetti che intendono avvalersi del regime fiscale opzionale comunicano in via telematica i dati previsti nel modello, direttamente o tramite soggetti incaricati. La prova della comunicazione è costituita dalla ricevuta rilasciata in via telematica dall'agenzia delle Entrate. Per la trasmissione telematica occorrerà utilizzare il software “Patent box” che è disponibile sul sito internet dell’Agenzia.

Lo strumento del Patent Box assume certamente un ruolo importante nel nostro ordinamento ormai troppo abituato a porre i riflettori su investimenti quali impianti e attrezzature a mai a strumenti intangibili quali marchi e brevetti, che rappresentano in termini di competitività delle imprese un volano di crescita.

Bisognerebbe oggi incentivare le nostre pmi all’utilizzo di tali opzioni ma sarebbe opportuno che l’Agenzia delle Entrate colmi una serie di incertezze che ne risultano, per l'attivazione del ruling, ossia della procedura concordata tra privato e Fisco per definire il “peso” di marchi e brevetti sul reddito prodotto dall'impresa e di conseguenza gli importi agevolabili. Si era infatti parlato in passato di un modello snello e semplice, ma non si è mai parlato del vero e reale vantaggio che una pmi ne beneficerebbe da tale strumento. Insomma, oggi la “Patent Box” è realtà, ma prima di buttarsi all’utilizzo, sarebbe opportuno vagliarne soggettivamente ogni beneficio.

 

Maurizio Maraglino Misciagna

@lospaziodimauri

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