Se sono sindaco dimissionario dalla società, come mi cancello?

di Maurizio Maraglino Misciagna - 1 marzo 2016

A poco più di tre anni dall’entrata in vigore della legge n. 35/2012 che ha visto emendare l’art. 2477 del Codice Civile (Sindaco e revisione legale dei conti) apportando delle modifiche alla nuova disciplina riguardante l’iscrizione del sindaco unico nelle Srl e nelle Spa, sorgono finalmente nuove direttive in riferimento alla possibilità di un sindaco dimissionario di una società di capitali, che vuole cancellarsi dal registro delle imprese.

Ma prima di entrare nel merito facciamo prima un passo indietro e andiamo a vedere come sono stati modificati i punti in materia di revisione nelle società di capitali. Per le Srl, l’art. 2477 c.c prevede che l’atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri, ivi compresa la revisione legale dei conti, la nomina di un organo di controllo o di un revisore. Se lo statuto non dispone diversamente, l’organo di controllo è costituito da un solo membro effettivo. La nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se:

  • il capitale sociale è pari o superiore a quello minimo stabilito per le Società per Azioni oppure se, per la società, ricorrono i seguenti presupposti:
  • la società è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
  • controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
  • per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati dal primo comma dell’articolo 2435-bis.

Per le Spa, l’art 14 della legge n. 183/2011 aveva introdotto la possibilità di nominare, entro certi parametri, il sindaco unico, confermato con modifiche dall’art. 35 del D.L. n. 5/2012, ma la Legge n. 35/2012, che è entrata in vigore il 7 aprile 2012, non ha confermato quanto previsto dall’art. 35 D.L. n. 5/2012, abrogando di fatto il comma 3 dell’art. 2397 c.c., introdotto dall’art. 14 della legge n. 183/2011. Pertanto per le Spa la nomina del collegio sindacale rimane sempre obbligatoria.

Cosa dovrebbe fare oggi, un sindaco unico dimissionario, intenzionato a cancellarsi? Secondo quanto sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico con la circolare n. 3687/C del 9 febbraio 2016, emanata in risposta a un quesito posto dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili  (Cndcec) in merito agli aspetti pubblicitari relativi alla cancellazione dal Registro delle imprese del sindaco cessato, decorsi trenta giorni dalla cessazione dello stesso, nell’inerzia pubblicitaria dell’organo amministrativo, si possono verificare due conseguenze:

  • una di ordine sanzionatorio cui prevede quanto disposto dall’art. 2630 Codice civile;
  • una di ordine pubblicitario, connessa all’avvio del procedimento di iscrizione d’ufficio, a seguito della segnalazione, a sensi dell’art. 9 della legge n. 241/1990, da parte del sindaco cessato.

Resta ovviamente immutato e impregiudicato l’ordinario svolgimento del procedimento di iscrizione d’ufficio secondo le regole dettate dall’art. 2190 Codice civile.

Nonostante la norma imponga agli amministratori un vero e proprio impegno di procedere alle iscrizioni di nomina e cessazione dei sindaci, si stanno verificando con una certa frequenza casi di comportamenti inoperosi dell’organo amministrativo, nonostante si è a conoscenza dell’ex art. 2630 Codice Civile che sanziona il ritardo od omissione dello stesso.

Ci si trova molto spesso di fronte a un vero e proprio “conflitto codicistico”. Ed è per tale motivo che il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito un’interpretazione che consente anche a soggetti diversi dall’amministratore la facoltà di sollecitare l’avvio del procedimento di ufficio di cancellazione dal Registro delle imprese, verificatesi le condizioni presupposte all’art. 2190 del Codice civile.

 

Maurizio Maraglino Misciagna

@lospaziodimauri

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