Solidoro: i commercialisti chiedono chiarezza e tempestività

di Gabriele Ventura - 22 dicembre 2016

I commercialisti chiedono chiarezza e tempestività. Stop alle corse dell’ultimo secondo e alle proroghe concesso dopo la scadenza. Ancora: semplificazioni nell’attività eliminando gli adempimenti inutili come quelli antiriciclaggio, dove spesso l’attività del commercialista si somma a quella delle banche, creando obblighi non solamente inutili ma anche gravemente sanzionati. È il pensiero di Alessandro Solidoro, presidente uscente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano, in campo per sostenere la manifestazione del 14 dicembre scorso, dove sono scesi in piazza cinque mila professionisti a protestare contro Governo e Amministrazione finanziaria.

Domanda. Presidente, come valuta l’andamento dell’iniziativa organizzata dai commercialisti?

Risposta. L’andamento è stato eccellente. Gli elementi di incertezza potevano essere davvero molti tenuto conto che per la prima volta i commercialisti si mobilitano per una manifestazione “di piazza”. La risposta è stata quantitativamente impressionante, 5.000 persone sono un grandissimo numero e anche “qualitativamente” adeguata. Rivendicazioni promosse con i toni e i modi consoni ai professionisti, istanze equilibrate e nell’interesse non solo della categoria ma anche e soprattutto dei propri clienti. Quindi un "bravo" e un "grazie" alle sigle sindacali che hanno promosso l’iniziativa ed un grazie speciale a Roberta Dell’Apa, Presidente AIDC nazionale ed iscritta al nostro Ordine.

Domanda. Quali i motivi che hanno spinto l’Ordine ad aderire?

Risposta. Il senso di malessere dei colleghi è forte davanti alla complessità delle norme che lo Stato produce, giustificatamente o meno, ma sempre con la sicurezza che i Commercialisti se ne sobbarcheranno l’onere applicativo. Onere, rammento, non più traslabile sui propri clienti. Gli imprenditori non sono disponibili a spendere un euro in più per fare ulteriori adempimenti. Il rapporto con l’Amministrazione finanziaria deve cambiare e “l’armiamoci e partite” non è un motto su cui si possa ulteriormente fondare l’attribuzione di compiti ai commercialisti.

Domanda. Che risposta vi aspettate dal nuovo Governo e quali sono le vostre priorità?

Risposta. Le priorità sono chiarezza e tempestività. Chiarezza nella norma, tempestività nelle istruzioni necessarie ad applicarle. Basta con corse all’ultimo secondo e proroghe concesse post scadenza. Non è serio, non è dignitoso e soprattutto non è utile. E poi semplificazioni nell’attività, dopo una seria analisi dei processi che consenta di individuare cosa è inutile e cosa proprio non serve. Penso ad esempio al mondo dell’antiriciclaggio, dove spesso la nostra attività si somma a quella di soggetti ben più strutturati, come le banche, creando adempimenti inutili e anche gravemente sanzionati.

Domanda. Riguardo il futuro della professione di commercialista, quali le specializzazioni oggi indispensabili per un giovane professionista?

Risposta. I giovani professionisti debbono guardare ai megatrends  che il futuro ci fa intravedere. Meno contabilità ed adempimenti e più consulenza. L’imprenditore pagherà sempre attività che lo aiutano a svolgere meglio e più profittevolmente il proprio lavoro. Più consulenza vuole dire più specializzazione e più specializzazione comporta migliore organizzazione. Sapere fare bene, attraverso un’organizzazione efficiente nei costi, che garantisce una adeguata completezza di prestazioni a ciascun cliente. Queste le sfide da fronteggiare, che ci portano sempre più ad essere quotidianamente imprenditori di noi stessi, se vogliamo smettere di essere esecutori senza compenso di altri.

 

Gabriele Ventura

@gabrivent

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