Anche per i revisori scatta l'obbligo della formazione continua: i dettagli

di Michele Chicco - 20 marzo 2017

Alla fine tocca anche ai revisori legali sottostare agli obblighi della formazione continua. Dopo un lungo limbo entrano di gran carriera a far parte del gruppo di professionisti chiamati ad aggiornarsi e con una determina della Ragioneria dello Stato pubblicata la scorsa settimana si mette ordine nel mondo della formazione di categoria: i revisori dovranno acquisire 60 crediti a triennio, a partire dal primo gennaio 2017 hanno l'obbligo di incassarne 20 ogni 12 mesi. Insomma, viene così esercitato l'articolo 5 del decreto legislativo che disciplina la revisione legale in Italia in vigore dall'estate del 2016. Per far scattare il "rispetto degli obblighi di formazione continua" per i revisori, però, si è dovuto aspettare fino a metà marzo, quando sono arrivate le parole della Ragioneria dello Stato che ha incominciato a districare la matassa: con la sua determina sono stati fissati gli ultimi paletti ed è stato adottato "il programma di formazione continua o aggiornamento professionale proposto dal Comitato didattico per la formazione continua dei revisori legali". 

A rientrare nella norma sono tutti i professionisti che sono iscritti al registro dei revisori e sono esclusi, quindi, i tirocinanti ancora in attesa dell'esame di abilitazione. Il triennio di riferimento è partito già da diverse settimane, il primo gennaio 2017, e coloro che sono "tenuti a partecipare a programmi di formazione continua" dovranno adesso lavorare sodo per recuperare il tempo perso - anche se si viaggia un po' a vista dato che saranno pubblicate solo "al più presto le indicazione per l’assolvimento degli obblighi formativi", si legge sul sito dedicato alla Revisione legale. Per rispettare gli obblighi, tuttavia, ci sono di certo tre chance disponibili per chi è chiamato ad aggiornarsi obbligatoriamente: partecipare a programmi del Mef a distanza; scegliere società o enti accreditati da via XX Settembre; optare per le attività formative organizzate dagli albi professionali oppure da società di revisione legale.

Per rispettare gli obblighi professionali, i revisori dovranno seguire "il programma annuale di formazione elaborato dal Comitato didattico per la formazione continua dei revisori legali" allegato alla determina. Non si scappa. Come si può leggere, infatti, sono ben delineate le materie da dover seguire per rispettare i vincoli di legge e le quote per ciascun pacchetto di argomenti da (ri)studiare: "Il programma - è scritto - costituisce il necessario presupposto per la definizione dell’attività di formazione continua" che di per sé "finalizzata a mantenere conoscenze teoriche, capacità e valori professionali a livello sufficientemente elevato" per "garantire un’adeguata qualità dei servizi di revisione legale rivolti all’effettiva tutela degli interessi pubblici". Tutto il pacchetto di studio è diviso in tre gruppi di materie - A, B e C - che non hanno lo stesso peso: il primo, il raggruppamento A, raccoglie quelle materie definite caratterizzanti e che "costituiscono il nucleo fondamentale per l’attività di formazione continua e per questo motivo dovranno rappresentare almeno il 50 per cento dei crediti formativi di ciascun iscritto (almeno 10 crediti formativi annuali)". 

Come viene spiegato nell'allegato alla determina, la scelta del restante 50% dei crediti formativi è libera e ciascun revisore potrà scegliere in tranquillità come orientare la propria formazione. Tra le materie dei raggruppamenti, diciamo così, di secondo rango ci sono quelle che "rappresentano le aree di conoscenza teorica direttamente correlate alla revisione legale oggetto di consolidamento e aggiornamento nel corso nell’anno formativo". Nella tabella in allegato abbiamo raccolto tutte le 19 materie che saranno protagoniste della formazione dei revisori legali contabili a partire dal triennio in corso. 

GRUPPO A (minimo 10 cf)

GRUPPO B

GRUPPO C

1) Gestione del rischio e controllo interno;

1) Contabilità generale;

1) Diritto civile e commerciale;

2) Principi di revisione nazionale e internazionali;

2) Contabilità analitica e di gestione

2) Diritto societario

3) Disciplina della revisione legale;

3) Disciplina del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato

3) Diritto fallimentare

4) Deontologia professionale ed indipendenza

4) Principi contabili nazionali ed internazionali;

4) Diritto tributario

5) Tecnica professionale della revisione;

5) Analisi finanziaria

5) Diritto del lavoro e della previdenza sociale

 

 

6) Informatica e sistemi operativi

 

 

7) Economica politica, aziendale e finanziaria,

 

 

8) Principi fondamentali di gestione finanziaria

 

 

9) Matematica e statistica.

Quello che resta da capire è che cosa dovranno fare i revisori che sono anche commercialisti. Il problema non è banale: come è noto, chi è iscritto all'albo dei commercialisti deve sottostare a degli obblighi di formazione continua molto simili a quelli recentemente imposti ai revisori. La vera domanda alla quale la determina non risponde è se chi si fregia del doppio titolo sarà anche costretto a seguire il doppio dei corsi. Sarebbe un po' paradossale e infatti sono arrivate in queste ore rassicurazione da parte del CNDCEC che si è impegnato a risolvere la faccenda in fretta e soprattutto cercando di evitare che i commercialisti-anche-revisori siano costretti a recuperare di anno in anno la bellezza di 50 crediti formativi ogni dodici mesi, ben 150 a triennio. Dal punto di vista del CNDCEC i nuovi paletti per la formazione sono attivi dal 2016 e chi non li rispetta, da non dimenticare, rischia dalla blanda censura sospensione fino a tre mesi

Michele Chicco

@mchicco

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