CNDCEC e Confindustria al fianco delle imprese: come redigere il bilancio 2016

di Michele Chicco - 3 aprile 2017

Il mondo delle imprese e quello delle professioni si alleano per aiutare le società a redigere il loro bilancio del 2016 e far fronte così alle nuove norme contabili. Nascono da qui le linee guida messe a punto dal Consiglio nazionale dei commercialisti e Confindustria, un documento che indirizza le imprese e gli operatori chiamati a predisporre i bilanci di esercizio 2016 verso un’applicazione senza intralci delle nuove regole. Il corposo testo - 'Problematiche e soluzioni operative per il passaggio alle disposizioni del D.Lgs. n. 139/2015 e ai Principi contabili nazionali' - passa in rassegna le principali novità dell'anno e viene pubblicato proprio nei giorni in cui le società sono chiamate a fare i conti dell'esercizio chiuso il 31 dicembre scorso. "I contributi emanati non intendono sostituire i Principi contabili nazionali; bensì avvalorarli, cercando di identificare le prassi operative e tecnico-applicative appropriate per poter adottare in maniera adeguata le disposizioni dello standard setter", chiariscono Raffaele Marcello e Andrea Foschi, consiglieri nazionali delegati per i commercialisti. 

Le novità sulla redazioni dei conti sono state introdotte nell'agosto del 2015, con un decreto legislativo che ha rinnovato in modo significativo la scrittura dei bilanci e la comunicazione finanziaria tout court. Come scrivono nel documento CNDCEC e Confindustria, "si tratta di una vera e propria 'riforma contabile' che ha richiesto l’adeguamento di ben 20 principi contabili da parte dell’Organismo Italiano di Contabilità". Insomma, le novità sono molte e soprattutto cambiano il volto del bilancio, un documento che - ovviamente - non serve solo a tenere a bada i conti di un'impresa, ma rappresenta lo strumento attraverso il quale la società comunica con investitori, azionisti e stakeholders vari. Dare una guida significa poter "accompagnare gli operatori in una fase particolarmente rilevante in cui le imprese possono aver bisogno di soluzioni affidabili e condivise", ha spiegato Francesca Mariotti, direttore delle Politiche fiscali di Confindustria". Inoltre, ha poi ricordato, questo vale "tanto più che, data l’applicazione del 'principio di derivazione rafforzata', il comportamento contabile assume sempre più valenza anche ai fini della determinazione della base imponibile". E quindi è meglio non commettere (inutili) errori.

Con l'obiettivo di fare chiarezza, il testo analizza le casistiche potenzialmente più frequenti sui temi concernenti: "In particolare - si legge nel documento congiunto - sono trattati i temi degli schemi di bilancio, dell’informazione comparativa, degli strumenti finanziari derivati, del costo ammortizzato, dei costi di ricerca e pubblicità, delle azioni proprie, della redazione della 'nuova' nota integrativa" e tutti gli altri aspetti "che, di fatto, possono produrre impatti potenzialmente rilevanti sulla posizione patrimoniale e sulle risultanze contabili di molte realtà aziendali". Come abbiamo visto, tra le nuove disposizioni c'è appunto l'eliminazione dei “costi di ricerca” e dei “costi di pubblicità” dall'attivo dello schema di stato patrimoniale, ma le linee guida si soffermano anche sull'applicazione del costo ammortizzato, "una delle principali novità apportate dalla riforma in ambito valutativo" che però salta nella prima applicazione dei nuovi parametri per le società che scelgono di adottare il criterio in via prospettica; per le micro-imprese; o per le aziende che hanno dai costi ammortizzati effetti economici non rilevanti. 

"Un modello di contabilizzazione estremamente diverso" è stato invece introdotto per la la valutazione degli strumenti finanziari derivati, sia per la determinazione del fair value che per la decisione di trattare i derivati come "di copertura" o "non di copertura". Cambiamenti, infine, anche per le società che redigono il bilancio in forma abbreviata, con il battesimo della nuova categoria di micro-imprese. Per loro la vita, diciamo così, sarà più semplice resistere alle novità perché non sono tenute a recepire alcuni dei principali cambiamenti messi nero su bianco per le sole società che redigono il bilancio in forma ordinaria. Possono rinunciare alla predisposizione del rendiconto finanziario e all’adozione del costo ammortizzato; sconti facoltativi per le piccole società che, tuttavia, dovranno applicare le norme sui derivati. Questa specifica, scrivono CNDCEC e Confindustria, "potrebbe risultare particolarmente complessa per piccole società soprattutto alla luce del fatto che le previgenti disposizioni in materia di derivati non 'obbligavano' alla determinazione quantitativa degli stessi in nota integrativa". Diverso per le micro-imprese per le quali, invece, non è prevista alcuna variazione. 

Michele Chicco

@mchicco

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