Commercialisti di Milano, via all'Organismo di composizione delle crisi

di Gabriele Ventura - 29 marzo 2017

I commercialisti di Milano tagliano i nastri di partenza al nuovo Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento. L’annuncio è stato fatto ieri nel corso del convegno “L’OCC dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano: un modello sociale”, dove sono stati approfonditi temi giuridici dell’Organismo di composizione della crisi e illustrati gli accordi siglati dall’Odcec di Milano. Anzitutto, il presidente, Marcella Caradonna, ha annunciato che l’obiettivo è “affiancare alla competenza tecnica del commercialista il suo ruolo sociale, trasformando uno strumento giuridico come la composizione della crisi in un volano di ripresa sociale”. Per questo, l’Ordine ha in programma di stringere accordi con altre professioni, come gli psicologi, per favorire il reinserimento delle persone coinvolte nella crisi nel mercato del lavoro. “Se ci fermiamo a risolvere solo la crisi da sovraindebitamento”, spiega Caradonna, “restiamo a metà strada. Stiamo riflettendo anche su percorsi formatici congiunti con altre associazioni, mettendoci in contatto con gruppi di imprenditori. La sfida che ci attende, infatti, è trasformare Milano nel più importante distretto finanziario post Brexit. Per farlo, serve efficienza, sia del sistema giustizia, sia del sistema economico. Per questo, come Ordine, ci stiamo inserendo in tutti i tavoli che contano per la città di Milano. Vogliamo essere sempre più presenti come categoria sotto il profilo politico, intendendo il nostro ruolo come possibilità di fornire una visione su temi che riguardano la città e il paese”.

L’Ordine, inoltre, sta avviando altri corsi di composizione della crisi nelle varie sezioni territoriali, per andare incontro anche agli iscritti che operano fuori città. L’Organismo avrà anche delle sedi secondarie, proprio per essere presente su tutto il territorio.

Durante il convegno è intervenuto anche Felice Ruscetta, del consiglio direttivo di ADR Commercialisti, soffermandosi in particolare sull’emendamento che limita alle Camere di commercio la possibilità di istituire sezioni specializzate all’interno degli Organismi per attivare procedure di allerta. “Gli Occ che superano le 100 unità sono in larga parte dei commercialisti e in piccola parte degli avvocati. Il Consiglio nazionale si è attivato in sede di approvazione della legge delega al Senato per fare in modo che le professioni non vengano tagliate fuori dalla gestione della procedura di allerta. Sarebbe un atto incongruo con l’andamento dell’istituto”. Ruscetta ha annunciato inoltre che la Fondazione ADR si sta accreditando presso il Consiglio nazionale per essere di ausilio agli ordini che organizzano corsi senza l’obbligo di fare accordi con le università.

Biagio Meli, referente dell’organismo di Composizione della crisi dell’Odcec di Milano ha illustrato invece il regolamento dell’OCC, che all’art. 13, in particolare, elenca le cause di incompatibilità e di decadenza per gli organi e i gestori, ovvero:

  • essere legati al debitore e agli altri interessati ai procedimenti da rapporti personali o professionali tali da comprometterne l’indipendenza
  • non possedere i requisiti di cui all’art. 2399 codice civile
  • avere prestato negli ultimi cinque anni lavoro subordinato o autonomo per il debitore o avere partecipato agli organi dello stesso

 

Sono inoltre intervenuti Alfio Pulvirenti, del consiglio direttivo di ADR Commercialisti e Maria Carla Giorgetti, dell’Università di Bergamo.

Gabriele Ventura

@gabrivent

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