Commercialisti, costa caro il mancato assolvimento dell’obbligo formativo

di Gabriele Ventura - 26 aprile 2017

Costerà caro al commercialista non essere in regola con la formazione professionale continua. Oltre alla sospensione fino a tre mesi nel caso in cui il professionista non maturi alcun credito, sono previste infatti sanzioni accessorie per il mancato conseguimento dei 90 crediti nel triennio: l’impossibilità di accogliere tirocinanti in studio e il divieto di essere iscritti negli elenchi speciali, previsti da specifiche normative o formati dal Consiglio dell’ordine su richiesta dell’Autorità giudiziaria, della Pubblica amministrazione o enti pubblici, e di essere designati commissari d’esame.

Lo prevede la guida in tema di disciplina e di codice delle sanzioni disciplinari messa a punto dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che ha inviato il documento, corredato da una tabella che individua le sanzioni relative alla violazione di specifiche disposizioni del codice deontologico, all’interno della nota informativa 19 aprile 2017 n.23.

Per quanto riguarda la violazione dell’obbligo di formazione professionale continua, l’art. 15 del Codice stabilisce una gradualità nell’irrogazione delle sanzioni in funzione del numero dei crediti mancanti al raggiungimento del monte ore richiesto dal regolamento emanato dal Consiglio nazionale per la formazione continua ed entrato in vigore il 1° gennaio 2016.

La norma prevede l’obbligo di maturare 90 crediti nel corso di un triennio, di cui almeno nove nelle cosiddette materie speciali. In particolare, la norma sanzionatoria stabilisce che, qualora nel triennio il professionista non abbia maturato crediti la sanzione è la sospensione fino a tre mesi. Laddove i crediti maturati siano inferiori a 30 la sanzione da comminare è la sospensione fino a due mesi; qualora il professionista abbia maturato un numero di crediti superiore a 30, ma inferiore a 60, la sanzione prevista è quella della sospensione fino a un mese; infine se il numero dei crediti maturati è superiore a 60, ma inferiore a 90, la sanzione irrogata sarà quella della censura. In caso di recidiva, cioè in questo caso la mancata maturazione dei crediti minimi nel triennio successivo, è considerata aggravante e comporta, relativamente al triennio successivo, la comminazione della sanzione della sospensione per un periodo che può giungere ad essere il doppio di quello previsto dalla sanzione edittale. In ogni caso il mancato conseguimento del minimo di 20 crediti annuali o dei 9 crediti «speciali» nel triennio comporta la sanzione della censura.

 

Le sanzioni

 

Crediti maturati 

Sanzione

Primo triennio

Zero crediti

Sospensione fino a tre mesi

< 30 crediti

Sospensione fino a due mesi

30 < crediti < 60

Sospensione fino a un mese

60 < Crediti < 90

Censura

Secondo triennio

 In caso di violazione ripetuta anche nel triennio successivo

Sospensione fino al doppio rispetto a quanto indicato

Crediti annui

< 20 crediti

Censura

Crediti speciali

< 9 crediti

Censura

Iscritti elenco speciale

Violazione dell’obbligo formativo

Censura

Iscritti > 65 anni

Zero crediti

Sospensione fino a tre mesi

< 10 crediti

Sospensione fino a due mesi

10 < crediti < 20

Sospensione fino a un mese

20 < Crediti < 30

Censura

 

L’irrogazione di sanzioni per il mancato conseguimento dei crediti formativi comporta poi delle sanzioni “accessorie”; infatti il professionista sanzionato per la mancata formazione:

  • non può accogliere tirocinanti presso il suo studio nel triennio successivo;
  • non può essere inserito in elenchi previsti da specifiche normative o formati dal consiglio dell’Ordine su richiesta dell’autorità giudiziaria (per esempio delegati alle vendite nelle esecuzioni, agli incarichi nell’ambito delle procedure concorsuali, etc.) o della pubblica amministrazione (incarichi sindacali, arbitrati, valutazioni, etc.);
  • non può essere nominato commissario nelle commissioni di esami di Stato di abilitazione all'esercizio della professione.

Come può osservarsi”, si legge nelle linee guida del Cndcec, “il Codice ha provveduto a specificare le sanzioni edittali per le molteplici situazioni derivanti dall’inadempimento, anche parziale, dell’obbligo di formazione continua. Peraltro, la necessità di censurare la condotta degli iscritti che tralasciano di adempiere a tale obbligo, risponde alla precisa esigenza di contribuire allo sviluppo di un diverso approccio alla formazione continua professionale, diretto a considerarla non solo come un obbligo, bensì come una necessità e un’opportunità. Oggi più che mai, infatti, accanto alla formazione “tecnica”, giuridica ed economica sono presenti tematiche corrispondenti a nuove necessità ed esigenze con cui il libero professionista e lo studio professionale devono confrontarsi”. “In tale ottica”, continua il documento, “la formazione rappresenta, dunque, uno dei principali strumenti non solo per ampliare le proprie capacità e competenze ma anche per acquisire consapevolezza dell’evoluzione del mercato delle prestazioni professionali e dei nuovi scenari ivi emergenti”.


Gabriele Ventura

@gabrivent 

prev
next

0 Commenti :

Commento

Captcha