La Cassa dei commercialisti nel 2016 va meglio del previsto, cresce il reddito medio

di Michele Chicco - 21 aprile 2017

La Cassa dottori commercialisti archivia il 2016 con un avanzo corrente di 511 milioni di euro, un totale superiore di 19 milioni di euro rispetto alle ultime stime di budget che prevedevano di chiudere l'anno con un +492 milioni di euro in pancia. L'assemblea ha approvato all'unanimità i conti al 31 dicembre, con le entrate da contributi previdenziali dei commercialisti italiani a 774 milioni di euro, in leggero aumento rispetto ai 746 milioni del 2015, e la spesa per le pensioni versate a quota 261 milioni, contro i 253mln del 2015. La CNPADC ha presentato i conti e in una nota ha sottolineato come i risultati positivi registrati l'anno scorso siano "anche conseguenti ad un’attenta ed efficace gestione del patrimonio". Il presidente della Cassa, Walter Anedda, ha rilanciato: "Questi dati ci spingono ad essere sempre più attenti ed ambiziosi nella gestione del risparmio previdenziale dei nostri Associati, sotto diversi aspetti: efficienza gestionale, tutela della Cassa e miglioramento delle aspettative previdenziali e assistenziali, con un occhio particolare alle generazioni future", ha assicurato il numero uno della CNPADC.

Numeri alla mano, l’ammontare del patrimonio netto dell’ente si è attestato, al 31 dicembre, ad oltre 6,9 miliardi di euro, al di sopra dei risultati attesi nel bilancio tecnico della CNPADC. Così, le riserve previdenziali risultano essere 26,6 volte le pensioni erogate nel 2016 e il dato è di tutto rispetto visto che nel 2004 la stessa proporzione era inchiodata a 16,9 volte e un anno fa (nel 2015) era ferma a 25,4. Questo anche perché, come ha spiegato la stessa Cassa, nel corso del 2016 il numero degli iscritti è cresciuto del 2,1%: 66.260 commercialisti associati contro i quasi 65mila dell'anno precedente. Anche il numero dei pensionati è cresciuto, arrivando a superare la soglia di 7mila assegni staccati ogni mese, ma "il rapporto iscritti/pensionati - ha spiegato la Cassa - si attesta a 9,1 valore del tutto in linea con il positivo trend degli ultimi anni".

Andamento dati Bilancio CNPADC dal 2012 al 2016

Bilancio

2012

2013

2014

2015

2016

N° iscritti

58.563

60.383

62.655

64.921

66.260

N° pensionati

6.190

6.431

6.694

6.987

7.251

Patrimonio Netto

€ 4.786.405.438

€ 5.309.139.259

€ 5.866.304.403

€ 6.429.285.944

€ 6.940.507.968

Avanzo Corrente

€ 553.933.091

€ 522.733.821

€ 557.165.144

€ 536.981.146

€ 511.222.024

Contributi

€ 634.082.705

€ 679.970.051

€ 737.515.134

€ 746.080.561

€ 773.961.171

Pensioni

€ 213.149.620

€ 227.460.534

€ 242.348.836

€ 253.084.882

€ 260.893.578

Patrimonio/Pensioni

22,5

23,3

24,2

25,4

26,6



Ma come vanno gli affari dei commercialisti italiani? Anche qui viene in soccorso la Cassa che ha snocciolato alcuni numeri indicativi definiti senza troppi timori "positivi" dall'ente, sia per quanto riguarda i redditi che i contributi versati alla CNPADC. "Il reddito aggregato della categoria dei dottori commercialisti - ha scritto la Cassa nella sua nota - è risultato pari a 4 miliardi di euro, mentre il volume di affari complessivo ha superato i 7 miliardi di euro". Insomma, rispetto al 2015 il reddito medio degli iscritti è cresciuto del 2,7% e il volume d'affari medio è aumentato del 2,9%; in termini assoluti, il reddito medio è passato da 61,5 mila euro a 63,2 mila e il volume di affari medio è aumentato da 109,2 mila euro a 112,4 mila.    

Come spiega la Cassa, l’aliquota media di contribuzione nel 2016 è risultata complessivamente pari al 12,72%, un piccolo record se paragonato ai dati degli anni precedenti, con il 12,61% del 2015,  il12,49% del 2014 e l'11,56% del 2013. "Questo progressivo incremento evidenzia una crescita della cultura previdenziale degli iscritti", ha spiegato Anedda. Se poi si lega l'aliquota media di contribuzione ai dati reddituali medi in crescita, ha sottolineato il numero uno della Cassa, viene confermata "con decisione la vitalità di una categoria che vede nella Cassa Dottori Commercialisti un punto di riferimento sostanziale, il cui ruolo  non si limita più alla tradizionale tutela  pensionistica ma si estende all’accompagnamento del professionista durante la sua vita lavorativa attraverso politiche di welfare strategico". Cosa bisognerà aspettarsi dal 2017? Per stessa ammissione dell'ente, nell'anno in corso la Cassa punta a "proseguire nel lavoro di continuo miglioramento del proprio operare", anche in virtù di una "proficua" collaborazione con gli altri organi professionali, come il Consiglio nazionale, che da quest'anno è guidato da Massimo Miani, e gli Ordini locali. Certo, sottolinea poi la CNPADC rivolgendosi ai suoi iscritti, "non potrà mancare il confronto con il mondo della politica e del Governo, nella consapevolezza che il particolare momento di incertezza “elettorale” non avvantaggia la definizione di una interlocuzione programmatica". Ma su questo un ruolo determinante lo giocherà l'associazione degli enti previdenziali alla quale "non mancherà l'apporto propositivo" dei commercialisti. 

 

Michele Chicco

@mchicco

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