Antiriciclaggio, l'Agenzia delle entrate non ha poteri ispettivi sul commercialista

di Gabriele Ventura - 11 gennaio 2017

L’Agenzia delle entrate non può richiedere al professionista l’esibizione del registro antiriciclaggio nel corso di una verifica fiscale. È necessario infatti che l’ispezione abbia ad oggetto la verifica del corretto adempimento degli obblighi antiriciclaggio, sulla scorta di uno specifico mandato. Lo afferma il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, con il pronto ordini n. 339/2016 su “Antiriciclaggio e poteri ispettivi” in risposta al quesito posto dall’Ordine dei commercialisti di Larino.

Il pronto ordini prende le mosse dalla disciplina antiriciclaggio, e in particolare dalla materia dei controlli, ricostruita sulla base del combinato disposto degli articoli 8 e 53 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231. Nel dettaglio, l’art. 8 prevede al primo comma che gli ordini professionali competenti promuovano e controllino l’osservanza della normativa antiriciclaggio da parte dei professionisti, tra cui i dottori commercialisti ed esperti contabili, iscritti nei propri albi.

L’art. 53, invece, dispone al terzo comma che “gli ordini professionali di cui all’art. 8, comma 1, svolgono l’attività ivi prevista fermo restando il potere di eseguire controlli da parte del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza”.

Infine, specifica il pronto ordini, l’art. 8 dispone al quinto comma che per esercitare i controlli nei confronti dei soggetti sottoposti agli obblighi antiriciclaggio, compresi quelli svolti in collaborazione con l’Uif, il Nucleo speciale esercita i poteri limitatamente agli approfondimenti delle segnalazioni di operazioni sospette. Tali poteri, inoltre, sono estesi ai militari appartenenti ai reparti della Guardia di finanza, ai quali il Nspv può delegare l’assolvimento degli approfondimenti investigativi delle segnalazioni trasmesse dalla Uif e i controlli diretti a verificare l’osservanza degli obblighi previsti dal decreto e dalle relative disposizioni di attuazione.

Quindi, in materia antiriciclaggio, sottolinea il pronto ordini, i poteri ispettivi nei confronti dei professionisti spettano esclusivamente agli ordini professionali di riferimento e al Nucleo speciale di polizia valutaria che può eventualmente subdelegare ai reparti territoriali della Guardia di finanza che, limitatamente ai gruppi e alle compagnie, provvedono allo sviluppo delle ispezioni e dei controlli antiriciclaggio ex articoli 8 e 53 del decreto 231/2007.

La stessa Gdf, nella circolare n. 83607 del 19 marzo 2012, evidenzia che i decreti legislativi 109/2007 e 231/2007 riconoscono al Corpo competenze specialistiche a tutela dell’utilizzo del sistema finanziario per scopi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, assegnando al Nucleo speciale e ai Reparti del Corpo subdelegati funzioni peculiari ben determinate.

Nel caso di specie, quindi, conclude il Consiglio nazionale, l’esibizione del registro di cui all’art. 38 del D.Lgs. 231/2007 può essere richiesta esclusivamente laddove l’ispezione abbia ad oggetto la verifica del corretto adempimento degli obblighi antiriciclaggio, sulla scorta di un mandato conferito ex articoli 8 e 53 del decreto Antiriciclaggio.

Gabriele Ventura

@gabrivent

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