Il Decreto del Fare e DDL Semplificazioni passeggiano mentre l’IVA corre al 22%

di Andrea Arrigo Panato - 24 giugno 2013

Mesi di attesa e ci troviamo a commentare dei comunicati stampa (il testo normativo arriverà successivamente, a dimostrazione del livello della nostra cultura del diritto).

Purtroppo, nonostante la presenza di interventi apprezzabili, non si riesce a vedere una strategia di fondo o l’intenzione di dare quella tanto attesa scossa per far ripartire l’economia.

Si cerca di correggere gli errori fatti contro il settore della nautica che è stato messo in ginocchio dal provvedimento Monti.

Alcuni interventi appaiono, ad una prima lettura, confusi (viene  abolita la responsabilità fiscale solidale tra appaltatore e subappaltatore relativamente ai soli versamenti IVA) altri di dubbia utilità in un momento di sovracapacità produttiva e scarsa liquidità (Le Pmi potranno accedere a finanziamenti a tasso agevolato per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo).

Da segnalare positivamente invece le norme sulla riscossione:

Secondo le norme in vigore, la società di riscossione Equitalia può concedere al debitore una dilazione dei pagamenti per l'estinzione del debito fino a 72 rate mensili e, in caso di peggioramento delle condizioni economiche del debitore, una dilazione per ulteriori 72 rate mensili. Tale accordo di rateizzazione decade se il debitore non effettua il pagamento di due rate consecutive.

La norma varata oggi prevede che sia la prima sia la seconda dilazione di pagamento possono essere aumentate, fino a un massimo di 120 rate mensili. L'estensione è concessa a condizione che sia accertata una grave situazione di difficoltà del contribuente non dovuta a sue responsabilità e legata alla crisi economica tale da rendere impossibile il rispetto del piano ordinario.

Inoltre, il numero di rate non pagate che determinano la decadenza dell'accordo di rateizzazione è aumentato a 8 rate anche non consecutive.

Nessun intervento sostanziale mi par di trovare su riduzione o meglio riqualificazione della spesa pubblica, trasformandola da spesa corrente improduttiva a spesa per investimenti ed infrastrutture.

Mentre mettiamo toppe e proviamo a tessere accordi per tenere in piedi questo Governo, l’Iva corre veloce verso l’aumento al 22%. Aumento che certo non incentiverà i consumi e la ripresa della domanda interna, andando a colpire i ceti più deboli con effetti regressivi di cui l’economia oggi non ha certo bisogno.

Per chi vuole approfondire citiamo fonti autorevoli (Ecco chi paga di più l’aumento dell’Iva de lavoce.info)

L’Iva è un’imposta fortemente regressiva rispetto al reddito e moderatamente progressiva rispetto al consumo.

l’Iva si configura come un’imposta tanto più regressiva quanto più stringenti diventano i vincoli di liquidità della famiglia (ovvero per le famiglie più bisognose ma anche per larga parte del ceto medio) e risulta leggermente progressiva solamente per le famiglie più benestanti. Di conseguenza, un aumento dell’aliquota ordinaria avrebbe indubbiamente effetti regressivi per gran parte della popolazione, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale, in cui i vincoli di liquidità diventano più significativi.

Eppure da tempo si chiede una semplificazione normativa seria, una maggiore trasparenza della spesa pubblica ed un sistema di incrocio dei dati delle diverse banche dati per ridurre l’evasione, per correggere semplici errori o semplicemente per semplificare la vita del contribuente.

In questo articolo su Linkiesta (Detrazioni, perché le farmacie usano ancora gli scontrini?) Riccardo Puglisi si domanda:

… perché mai le farmacie non possono essere collegate in maniera telematica con l’Agenzia delle entrate, in modo tale che i dati sul mio scontrino vadano direttamente nel non piccolo elaboratore dell’Agenzia delle entrate medesima?

È un piccolo esempio di come un cambio di impostazione nella pubblica amministrazione possa indicare che un modo diverso di procedere è possibile, ribaltando la logica burocratica fatta di scontrini, controlli, errori, sanzioni.

Un piccolo intervento che semplificherebbe la vita dei contribuenti ed eliminerebbe la necessità di controlli da parte del Fisco.

Invece proseguiamo ad aggiungere strutture a strutture, al posto di semplificare la normativa creiamo il tutor per le imprese, al posto di dare deleghe precise al Ministro della Pubblica Amministrazione creiamo una nuova organizzazione a sostegno dell’Agenda Digitale.

Intanto i mercati sono tranquilli perché l’Iva corre verso il 22% a garantire a breve (e sottolineo a breve) il nostro debito.

Per approfondire:

Comunicato stampa Decreto del Fare

Comunicato stampa DDL Semplificazioni

Andrea Arrigo Panato

@commercialista

2 Commenti :

Inviato da Andrea Arrigo panato il 29 giugno 2013 alle 14:33

Verissimo Alessio, purtroppo il nostro Paese continua a non avere alcuna strategia di lungo periodo e a non sapersi imporre nel contesto internazionale. Non solo della politica però è la colpa. Purtroppo anche la società civile e' poco disposta a riformarsi.

Inviato da Alessio il 29 giugno 2013 alle 12:02

Mi permetto solo di aggiungere due cose. Ossia, che l'aumento dell'iva è ancor più regressivo per quelle fasce già molto indebolite (direi destinate alla schiavitù se continuiamo su questa strada) di consumatori che l'imposta stessa non possono evadere e cioè gli oprai e gli impiegati. Inoltre i mercati finanziari sono tutt'altro che tranquilli, anche perchè il loro umore è ormai da tempo regolato dalle banche centrali in mano di fatto ai privati più che ai governi, che contano sempre meno e nel caso del nostro praticamente zero.

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