IMPRESA

I manager del futuro? governano le relazioni e sono socialmente responsabili

La crisi ha portato con sé – sia pure tra molte contraddizioni e ambiguità – nuovi modelli di sviluppo che, anche se debolmente, cominciano a manifestarsi. Le aziende stanno trovando gli anticorpi e cercando di trasformare questi “segnali deboli” in opportunità per una nuova crescita. Ma i manager come hanno reagito o come stanno reagendo alla crisi?

di Giampiero Vecchiato - 17 gennaio 2017
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Lavorare in team, nell’industria “su misura” che dialoga

La personalizzazione della produzione, che molto frequentemente caratterizza la competizione nelle fasce alte del mercato, aumenta la necessità di dialogo non solo verso il mercato, ma anche all’interno dell’organizzazione. La strada del dialogo non è immediata, ma può fare la differenza nel rispetto delle diverse competenze, che può avvenire attraverso il rafforzamento della leadership a tutti i livelli aziendali.

di Michele Popolani - 13 gennaio 2017
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Piani individuali di risparmio: un nuovo strumento per collegare i risparmi delle famiglie e la finanza d’impresa

Con la recente Legge di Bilancio è stata introdotta la normativa sui Piani Individuali di Risparmio (o PIR) che consente di allineare l’ordinamento italiano a quello di Francia e Regno Unito, dove da diversi anni sono state introdotte agevolazioni per l'investimento di lungo periodo con la creazione di strumenti come i Plan d'Epargne en Actions (PEA) e gli Individual Savings Accounts (ISAs). L’obiettivo del Governo è quello di indirizzare il risparmio delle famiglie, attualmente concentrato sulla liquidità, verso gli strumenti finanziari di imprese industriali e commerciali italiane ed europee radicate sul territorio italiano per le quali maggiore è il fabbisogno di risorse finanziarie e insufficiente è l’approvvigionamento mediante il canale bancario.

di Enrico Martini - 12 gennaio 2017
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Flazio, una storia di impresa che è bello sentirsi raccontare

Chiudiamo un anno faticoso per il Paese con una bella storia di impresa, una impresa da cui imparare, una storia che è bello sentirsi raccontare. Flazio rappresenta un sud Italia che non si piange addosso, che fa di difficoltà virtù e trasforma le proprie debolezze in straordinari punti di forza. Ha molti punti in comune con altre imprese che si proiettano in Italia e nel Mondo creando uno straordinario ponte nord/sud. Questa intervista la dedico ai miei amici siciliani e meridionali in generale. Chissà che non si possa pensare a qualche iniziativa per valorizzare queste realtà così coraggiose.

di Andrea Arrigo Panato - 27 dicembre 2016
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Fiducia, senso civico, capitale sociale, capitale relazionale

“È il momento di fare”: questo l’imperativo che gli imprenditori dovrebbero tenere bene a mente per uscire dalla crisi che ha “congelato” la nostra economia. Cara Italia, paese seduto, è arrivato il momento di fare, di agire, di combattere per uscire da questo periodo buio e difficoltoso in cui questa volta il “solo” rialzarsi non basta. Occorre rafforzarsi, acquisire credibilità, rinnovarsi per fare in modo che le imprese facciano un salto di qualità e diventino “fonti zampillanti di futuro”, come le definisce un sapiente uomo politico. Del resto quella attuale è nata come grande crisi di reputazione ed è per questo che oggi più che mai serve professionalità, impegno e, soprattutto, determinazione.

di Giampiero Vecchiato - 20 dicembre 2016
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L’innovazione e i killer creativi

L’ipercompetitività e la globalizzazione spingono le organizzazioni che vogliono sopravvivere e continuare a prosperare a sviluppare una caratteristica fondamentale: la capacità di innovare. Si può definire come “innovativo” qualsiasi approccio che rompe gli schemi precostituiti, cambia i paradigmi esistenti sostituendoli con altri. Proprio per questo motivo, come afferma Schumpeter, occorre iniziare un processo di “distruzione creativa” che non ha mai fine. Si viene così a creare un “circolo virtuoso” che distrugge l’esistente e lo sostituisce con il nuovo, che a sua volta diventa obsoleto e che sarà successivamente sostituito. Lo scopo è di ottenere qualcosa di nuovo e “originale” e quindi di innovativo.

di Giampiero Vecchiato - 13 dicembre 2016
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Bonus Ricerca & Sviluppo raddoppiato e rivolto ad una platea più ampia

Il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 ha prorogato fino a tutto il 2020 il credito d'imposta per R&S, alzandolo al 50% per tutte le tipologie di spesa e elevando il tetto massimo per impresa a 20 milioni di euro. Un'importante notizia per il tessuto imprenditoriale italiano che a partire dal 1 gennaio 2017 si vedrà raddoppiare il bonus R&S estendendolo per un ulteriore anno.

di Maurizio Maraglino Misciagna - 8 dicembre 2016
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Ripensare il modello di business prima che “arrivi l’inverno"

Un business maturo è un business che deve “fare il salto”. Quando si è già fatto tutto e non ci sono più spazi di crescita in un business, è tempo di cambiare modello. Il tutto parte da un concetto essenziale: essere utili agli altri, saper semplificare la vita alle persone. Il successo di un'azienda è infatti legato alla sua capacità di fornire soluzioni utili, ovvero capaci di risolvere problemi, semplificare la vita o far aumentare il profitto. Nel tempo la soluzione di un bisogno crea altri bisogni e il bisogno originario diventa sempre meno importante. Questo è il motivo per cui i prodotti/servizi “invecchiano” (anche quando sono di qualità eccelsa).

di Giampiero Vecchiato - 22 novembre 2016
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Startup innovative online: Ci vuole uno statuto tipizzato a prova di equity crowdfunding

Dallo scorso 20 luglio 2016 è possibile costituire una startup innovativa online, attraverso una procedura telematica del registro imprese, senza più ricorrere all’ausilio del notaio. Uno strumento altamente innovativo che oltre a semplificare l’iter burocratico per l’apertura di una società di capitali a base tecnologica, riduce i costi di costituzione della stessa.

di Maurizio Maraglino Misciagna - 17 novembre 2016
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Banche, coincidenze e correlazioni

Il settore bancario affronta una crisi talmente grave che il Governo ha accettato la richiesta di un supporto straordinario per il prepensionamento di 50mila bancari, circa il 15% del totale, ai quali mancano anche da 5 a 7 anni alla pensione. L’impegno richiesto è circa 150 milioni di Euro l’anno: vista la situazione del debito pubblico e il momento delicato per i conti dello Stato a causa dall’emergenza terremoto viene naturale pensare che il governo si impegni perché si tratta di una crisi imprevista e non una situazione strutturale per la quale entrambe le parti potevano programmare da anni strategie di medio e lungo periodo. Ma è davvero imprevista?

di Carlo Muzzarelli - 15 novembre 2016
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