Strategie per vincere la crisi

di Andrea Arrigo Panato - 9 dicembre 2014

Stiamo affrontando una crisi che ha cambiato e cambia profondamente il mercato competitivo globale. In questo contesto credo sia interessante riproporre una ricerca frutto di una collaborazione tra Confindustria ed Università Bocconi, documento datato ma sempre valido per trarre spunti su quali strategie implementare per vincere la crisi.

 

I DATI DELLA CRISI

Riportiamo due recenti Ansa che danno una idea delle difficoltà del nostro Paese a ricreare un ambiente atto a favorire la nascita e lo sviluppo delle imprese.

(Ansa) – Milano, 2 DicNuovo record negativo per i fallimenti: tra luglio e settembre hanno aperto una procedura fallimentare 3.000 imprese (+14,1%) in Italia. Dall’inizio dell’anno le chiusure aziendali sono 11.000: è la prima volta nel decennio che viene superata soglia 10.000 già a settembre. Secondo i dati diffusi da Cerved, l’aumento è a due cifre (+13/14%) in tutta la Penisola, eccetto che nel Nord Est (+4,4% nei nove mesi).

(Ansa) – Roma, 2 Dic – Nel 2013 la stima del numero delle imprese attive con dipendenti è di 1.583.375 unità; occupano 13,3 milioni di addetti, di cui 11,4 milioni sono dipendenti.

Rispetto al dato definitivo del 2012 si registra un calo del numero di imprese con dipendenti del 3,7%. Lo rileva l’Istat. Il calo dell’occupazione è del 2,3% in termini di dipendenti. Le contrazioni più forti nelle Costruzioni (-7,6% il numero delle imprese e -9,3% in termini di dipendenti).

 

RICERCA CONFINDUSTRIA – UNIVERSITÀ BOCCONI

Questa iniziativa ha avuto come partner sia Confindustria sia l’Università Bocconi, perché questo lavoro è il punto d’incontro di due percorsi di studio.

Da un lato, infatti, è parte integrante del progetto “Le imprese italiane oltre la crisi: strategie di sviluppo e cambiamento nella competizione globale”. Attivato da Confindustria a livello nazionale con il coinvolgimento complessivo di 500 imprese, è un concreto esempio del “fare sistema”.

Dall’altro, è la prosecuzione ideale dello studio “Così l’impresa muove e vince”, realizzato nella prima parte del 2008, appena prima dello scoppio della crisi, nell’ambito dell’Osservatorio Assolombarda Bocconi sulla competitività delle imprese lombarde.

La gran parte delle aziende analizzate appartiene alla categoria delle imprese piccole o medio piccole. In pochissimi casi si sono raggiunte dimensioni tali per cui potrebbero sorgere problemi di “ipercomplessità organizzativa” o di “diseconomie di scala”. Ciò, semplicemente, significa che per quasi tutte le imprese qui studiate l’obiettivo della crescita dimensionale è un obiettivo primario.

Questo è ben chiaro a tutti i capi azienda che hanno partecipato alla ricerca; ed è anche chiaro che l’obiettivo della crescita dimensionale non è in alternativa rispetto a quello della crescita dei livelli qualitativi e prestazionali dei prodotti. È a tutti chiaro che crescenti livelli qualitativi e prestazionali dei prodotti, e i decrescenti livelli dei costi, sono solo condizioni di esistenza, non di crescita e sviluppo.

I principali risultati della ricerca sono:

  • crescere rapidamente si può: sia rimanendo nel core business, sia diversificando ed eventualmente trasformando il business model;
  • crescere rapidamente si può: sia mantenendo costante la proprietà sia aprendola in una delle varie forme possibili;
  • per crescere rapidamente si deve percorrere la strada delle acquisizioni;
  • è opportuno che le acquisizioni siano lo sbocco di precedenti aggregazioni in forma di alleanze e di joint venture;
  • in altri termini, occorre essere molto attivi nell’uso contemporaneo di tutti gli strumenti di aggregazione interaziendale.

Sono state inoltre analizzate le principali mosse strategiche, vale a dire 9 classi di interventi aventi per oggetto, rispettivamente:

  • l’ampiezza della gamma dei prodotti offerti e dei mercati di sbocco
  • la qualità e il contenuto tecnologico dei prodotti offerti
  • la riduzione dei costi e l’aumento dei prezzi
  • l’attività commerciale e i servizi post vendita
  • l’integrazione verticale a monte e a valle
  • la delocalizzazione all’estero e la ri-localizzazione in Italia
  • le fusioni, acquisizioni e partnership
  • le persone, l’organizzazione, i sistemi di gestione
  • l’assetto societario e proprietario

La parte più interessante della ricerca è però rappresentata dai casi aziendali. Una interessante occasione di scambio di idee, un’interazione indispensabile per sviluppare nuove visioni e ridisegnare l’ impresa.

 

Per approfondire: Imprese oltre la crisi, ricerca e casi di studio a cura di Confindustria ed Università Bocconi

 

Andrea Arrigo Panato

@commercialista

0 Commenti :

Commento

Captcha