Le aziende familiari tornano a crescere

di Andrea Arrigo Panato - 14 dicembre 2015

La settima edizione dell'’Osservatorio Aub dispone di informazioni dettagliate e aggiornate relative alla proprietà, alla governance, al management e alle performance economiche e finanziarie di tutte le 15.722 aziende italiane a proprietà familiare con un fatturato pari o superiore a 20 milioni di euro. Si focalizza poi in maggiore dettaglio sulle 10.231 aziende a controllo familiare. Fino allo scorso anno l’Osservatorio analizzava le imprese con fatturato superiore ai 50 milioni.

L’Osservatorio, realizzato da Bocconi, AIdAF, Unicredit e Camera di Commercio di Milano in collaborazione con Borsa Italiana e Allianz, fornisce dati interessanti: “Le aziende familiari vincono il confronto con le non familiari in termini di crescita, di redditività e di creazione di posti di lavoro considerando sia l’ultimo anno, sia il medio periodo e tornano a indicatori di performance simili a quelli pre-crisi, ma la loro sostanziale passività in termini di acquisizioni e l’invecchiamento dei responsabili d’azienda fanno suonare un campanello d’allarme per il futuro”.

Le principali criticità che emergono da questa ricerca secondo Guido Corbetta sono:

  • la scarsa capacità di crescita esterna attraverso acquisizioni;
  • l’elevata età di chi dirige le aziende familiari;
  • gli investimenti diretti all’estero riguardano una minoranza delle imprese.

Positivo invece appare il riavvio del processo di successione generazionale.

Interessante inoltre la maggiore complessità della governance: la presenza maggiormente diffusa di più amministratori delegati rappresenta il bisogno di avere a disposizione competenze diverse oltre che la necessità di affiancamento delle giovani generazioni.

Appare strategico un attento bilanciamento tra leadership familiare e cda non familiare pur con qualche criticità nell’inserimento di consiglieri e manager non familiari

Le imprese familiari hanno resistito alla crisi meglio di altre, anche per il forte legame con il territorio di origine, per la capacità di innovare e affrontare la sfida internazionale.

Resta ancora complesso il tema del passaggio generazionale che non sempre riesce a garantire nuove energie e una nuova capacità di visione nelle pmi.

I principali temi che le imprese familiari probabilmente si troveranno a dover affrontare sono:

  • la governance della famiglia e dell’azienda;
  • definizione del processo di formulazione della strategia della famiglia e dell’azienda;
  • la possibile apertura del capitale a investitori terzi e la diversificazione del patrimonio di famiglia;
  • il rafforzamento dell’orientamento imprenditoriale nelle nuove generazioni;
  • la scelta di consiglieri indipendenti, amministratori delegati e direttori generali non familiari.

Le sfide restano ancora tutte aperte e solo un forte investimento in cultura aziendale, rafforzando il rapporto università/impresa, consentirà alle imprese familiari di allargare il proprio orizzonte strategico.

 

Andrea Arrigo Panato

@commercialista

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