Come creare un ambiente creativo

di Giampiero Vecchiato - 3 dicembre 2015

Sesto appuntamento con una serie di articoli che tenteranno di spiegare come creare un ambiente innovativo e aperto al cambiamento, tratti dal libro “Imprese mutanti. Identikit delle Pmi che crescono a ritmo di cambiamento”.

“Coloro che non s’adeguano sono il sale della terra, sono il colore della vita, condannano se stessi all’infelicità, ma sono la nostra felicità”.

Elias Canetti

L’ambiente nel quale le persone vivono, studiano, lavorano, è un fattore critico che può facilitare oppure ostacolare la creatività delle persone. Anche se va tenuto presente che la creazione di un benessere organizzativo che favorisce la creatività (sia individuale che collettiva) dipende sempre dalla continua interazione tra l’individuo e l’ambiente.

Per facilitare la creatività è quindi necessario (Decastri e Paparelli, 2008) lavorare su due livelli: uno individuale e uno ambientale.

 

FATTORI DI CREATIVITÀ A LIVELLO INDIVIDUALE

“Le persone creative si abbandonano al rischio. La persona creativa si muove sempre un paio di passi avanti agli altri, nell’oscurità. Chiunque riesce a vedere ciò che è in luce. Chiunque sa imitarlo, sottolinearlo, modificarlo o riplasmarlo. Ma i veri eroi sono quelli che esplorano le tenebre dell’ignoto”.

Benny Golson

Da E. Fromm, E. M. Rogers, D. Goleman, M. Decastri, A. Paparelli, R. Ruminati, riprendiamo quelle che dovrebbero essere le condizioni necessarie per un approccio creativo personale:

  • la capacità di “meravigliarsi”;
  • la capacità di mantenere un’alta concentrazione sull’obiettivo;
  • una chiara e coerente percezione di sé (capacità di autovalutazione);
  • la capacità di gestire i conflitti (vissuti come elemento di crescita personale);
  • la capacità di ri-nascere ogni giorno (la vita vista come un continuo processo di acquisizione di nuove competenze/abilità, di abbandono di situazioni ormai superate per affrontare il nuovo);
  • la capacità di non autocensurarsi (intesa come abilità nel bloccare quel “giudice interiore” che costringe lo spirito creativo delle persone a bloccarsi per non superare il confine della reputazione e del consenso sociale);
  • l’apertura al nuovo, alla diversità, a concetti e posizioni differenti;
  • la capacità di giocare con elementi, concetti, idee, cose;
  • la disciplina interiore e la costanza (non arrendersi, non buttare la spugna);
  • la capacità di creare analogie, connessioni e nuove combinazioni da dati e informazioni pre-esistenti;
  • la capacità di pensare in termini provocatori (utilizzare l’ironia e le idee provocatorie per esplorare nuove idee);
  • l’abilità nel valutare tutte le opzioni possibili nell’affrontare un problema decisionale;
  • l’assenza di un atteggiamento di sudditanza verso la tradizione culturale.

 

FATTORI DI CREATIVITÀ A LIVELLO AMBIENTALE

“Gli inventori-innovatori tendono a raggrupparsi nel tempo e nello spazio; le persone dinamiche creano un’atmosfera che attira i loro simili”.

W. R. Thompson

La cultura organizzativa gioca un grande ruolo nel dare forma all’ambiente con il quale le persone interagiscono nei loro processi creativi. Tra i fattori che possono facilitare lo sviluppo della creatività o meglio che dovrebbero costituire una cultura orientata alla creatività troviamo (Rossetto, G. A. Steiner, M. Decastri, P. Legrenzi, R. Ruminati, A. Paparelli e altri):

  • tollerare le nuove idee;
  • valorizzare il pensiero creativo;
  • stimolare l’apprendimento autonomo;
  • proporre strumenti per elaborare nuove idee e sviluppare il pensiero creativo;
  • enfatizzare e valorizzare la soluzione dei problemi;
  • supportare la multidisciplinarietà e l’interdisciplinarietà;
  • sottolineare l’importanza della conoscenza ai fini della creatività;
  • favorire una cultura centrata sugli obiettivi rispetto alla definizione formale dei compiti;
  • favorire la partecipazione e la motivazione anziché l’obbedienza e la gerarchia;
  • favorire l’informalità sulla formalità;
  • favorire un approccio di medio-lungo periodo su una visione di breve periodo;
  • mantenere sempre aperti i canali di comunicazione;
  • sviluppare relazioni tra l’organizzazione e l’ambiente esterno (fonte potenziale di idee);
  • costruire un ethos per il miglioramento continuo (fare sempre meglio ogni giorno);
  • accettazione positiva della diversità, del non convenzionale, dell’eccentricità;
  • stimolare i non specialisti a risolvere problemi e a suggerire idee innovative;
  • valutare risultati e idee, non le persone, i ruoli, le posizioni organizzative;
  • utilizzare la delega come strumento di crescita, di responsabilità, di autorealizzazione, di creatività;
  • favorire un orientamento al rischio e tolleranza per gli errori;
  • creare un clima di libertà dove poter discutere idee e proposte;
  • valutare positivamente, i fallimenti e gli insuccessi, considerati come parte della storia professionale degli innovatori;
  • favorire lo sviluppo di reti di relazioni sociali in grado di incoraggiare il confronto tra personalità diverse ed eterogenee e tra diverse organizzazioni.

 

Giampiero Vecchiato

@pierovecchiato

 

Articolo tratto da:

Imprese mutanti. Identikit delle Pmi che crescono a ritmo di cambiamento

Edizioni FrancoAngeli. Pubblicazione a cura di SPE - Scuola di Politica ed Economia di Confartigianato Vicenza.

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