Fattori che ostacolano l’innovazione

di Giampiero Vecchiato - 8 dicembre 2015

Settimo appuntamento con una serie di articoli che tenteranno di spiegare come creare un ambiente innovativo e aperto al cambiamento, tratti dal libro “Imprese mutanti. Identikit delle Pmi che crescono a ritmo di cambiamento”.

“Innovare oppure scomparire”

Tom Peters

 

Dopo aver analizzato i fattori che facilitano l’innovazione passiamo ora ad analizzare i fattori che, al contrario, limitano i processi di innovazione, anche se, con Paolo Legrenzi, va precisato che: “Non ci sono ricette certe per la creatività e l’innovazione, ci si può tuttavia allenare, come un atleta e cercare di essere preparati”.

Queen propone una serie di problemi che possono verificarsi all’interno di un’organizzazione:

  • isolamento della direzione e del top management: il top management tende a essere più orientato agli aspetti finanziari e isolato dalle aree nelle quali le innovazioni possono emergere. Occorre dire che questo aspetto, che è rilevante per le grandi aziende, lo è meno per le Pmi, dove il vertice aziendale coincide con l’imprenditore, il quale ha un naturale approccio positivo nei confronti dell’innovazione.
  • intolleranza per i fanatici e gli innovatori: persone che hanno grande passione ed entusiasmo nel seguire le proprie idee innovative sono viste come “strani animali” dal resto dell’organizzazione, che tende a isolarli;
  • organizzazione di breve periodo: è abbastanza comune che le organizzazioni, per una varietà di ragioni, tendano a privilegiare le soluzioni di breve termine per incrementare la propria competitività (marketing, iniziative speciali, taglio dei costi, ecc.) anziché investire in innovazioni;
  • procedure contabili: il modo in cui i costi diretti e indiretti sono attribuiti ai progetti di innovazione può influenzare il processo decisionale e le dinamiche politiche;
  • eccesso di burocrazia: la formalizzazione che viene applicata ai compiti routinari viene applicata anche alle innovazioni, con effetti negativi sulla lunghezza del processo e di conseguenza sui costi e rischi connessi;
  • incentivi inadeguati: ci sono in generale poche organizzazioni che prevedono incentivi tali da incoraggiare l’innovazione, mentre in molti casi i sistemi di controllo tendono a dare feedback negativi in presenza di errori e rischi.

Questo punto di vista è ben integrato da Van De Ven (1986), il quale analizza quattro ulteriori temi:

  • gestione dell’attenzione: l’attenzione, specialmente nelle organizzazioni di successo, è assorbita quasi totalmente dai processi e meccanismi esistenti e risulta quindi difficile che le persone si concentrino anche sulle opportunità di innovazione;
  • dinamiche sociali e politiche: questi elementi diventano cruciali quando si tratta di passare alla fase di implementazione per sfruttare tutto il potenziale delle idee innovative;
  • integrazione di diverse unità: ogni processo di innovazione presenta una varietà di attori e unità organizzative che è difficile integrare tra di loro per avere la necessaria cooperazione e ottenere da ognuna un contributo maggiore di quello ottenibile singolarmente;
  • leadership istituzionale e contesto di innovazione: il contesto organizzativo può ostacolare l’innovazione, se non c’è un forte indirizzo per creare infrastrutture favorevoli.

 

Giampiero Vecchiato

@pierovecchiato

 

Articolo tratto da:

Imprese mutanti. Identikit delle Pmi che crescono a ritmo di cambiamento

Edizioni FrancoAngeli. Pubblicazione a cura di SPE - Scuola di Politica ed Economia di Confartigianato Vicenza.

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