Toffoletto (LexDo.it): "Così rivoluziono le professioni legali"

di Luigi Piscitelli - 4 marzo 2016

La tecnologia ormai da diverso tempo sta riscrivendo le regole della competizione globale. Un cambiamento epocale che negli ultimi anni sta investendo anche le libere professioni che solo fino a qualche anno fa sembravano essere immuni. Chi non accetta tali regole e si adatta è semplicemente condannato a scomparire.

LexDo.it è un tipico esempio di strumento messo a disposizione dal progresso tecnologico che si candida a diventare un vero e proprio “game changer” nell’ambito delle professioni legali. Si tratta infatti di un innovativo servizio sul web che permette a tutti di creare in pochi minuti documenti legali personalizzati e a norma di legge. L’idea è stata sviluppata da una società formata da un team di giovani ingegneri ed esperti legali, guidati da Giovanni Toffoletto, imprenditore con laurea e master in ingegneria al Politecnico di Milano e proveniente da una famiglia tradizionalmente legata al settore legale. A lui abbiamo chiesto di raccontarci la genesi di questo progetto dalle grandi potenzialità di sviluppo.

 

Toffoletto, da dove viene l’idea di creare LexDo.it?

All’epoca lavoravo nel Regno Unito nel settore della consulenza e capitava spesso di dover raccattare contratti da diverse società. A volte si commetteva anche l’errore di cercare su internet, prendere un modello e modificarlo. Da qui è nata l’idea di offrire un servizio che fosse in grado di generare un contratto a norma in qualsiasi momento anche per chi non è esperto. Abbiamo quindi reclutato due team: uno tecnico con esperienze anche all’estero e uno legale composto da vari avvocati che si occupa di fornire la conoscenza necessaria.

 

E cosa c’è dietro alla creazione di un contratto sulla vostra piattaforma?

C’è innanzitutto un lavoro di semplificazione per spiegare all’utente cosa sta succedendo passo dopo passo. Non si tratta di un modello già fatto, ma viene generato un contratto con tutte le clausole che interessano all’utente. Pertanto non è una mera compilazione, ma un’operazione di creazione vera e propria.

 

Quali sono stai i primi riscontri avuti dagli utenti?

Il progetto è partito prima dell’estate del 2015, mentre la prima versione del sito è stata lanciata ai primi di luglio. L’uscita ufficiale è però avvenuta tra settembre e ottobre. Sin da subito abbiamo avuto una risposta abbastanza forte: sin qui sono stati infatti generati oltre 13mila contatti. Ad oggi il nostro team conta circa 20 persone tra collaboratori e aiutanti vari.

 

Nel vostro team sono presenti anche avvocati. Ma non pensano che LexDo.it possa rappresentare una minaccia per la loro professione?

Il primo impatto è sicuramente quello di trovarsi difronte a una minaccia. In realtà, però, i nostri utenti sono soprattutto persone che non andrebbero mai da un avvocato, ma si affiderebbero a un altro tipo di figura, per esempio quella dell’agente immobiliare. L’avvocato infatti è visto soprattutto come una persona che risolve un problema legale. Si tratta pertanto della creazione di un mercato che al momento non esiste. I nostri utenti sono piuttosto trasversali e vanno dalla persona singola alle aziende medio grandi che vogliono avere un punto di partenza.

 

Il vostro servizio è pensato più per gli utenti privati oppure puntate in maniera principale sulla clientela business?

Sono mondi molto separati ma entrambi interessanti. Da una parte abbiamo le famiglie che solitamente hanno bisogno di contratti per assumere una colf o una badante, oppure di un testamento. Sin dal primo giorno, però, abbiamo sempre avuto in mente che il nostro cliente principale avrebbero dovuto essere le Pmi e le start up, che spesso altrimenti non potrebbero permettersi di richiedere un parere legale. Per questo motivo dal prossimo mese lanceremo anche un abbonamento mensile con la possibilità di scaricare tutti i contratti in maniera illimitata. Si tratta di un servizio che sarà utile sia per le piccole aziende che per i professionisti.

 

Proprio le Pmi come possono trarre vantaggio da un servizio come il vostro?

La tendenza che vedo in atto nelle Pmi è quella di dire che siccome è difficile trovare il parere giusto in ambito legale, tutto viene visto come un ostacolo da aggirare. In Italia può sembrare una via per fare più velocemente le cose, ma questo espone a dei rischi. Il nostro intento è quello di offrire un servizio che aiuti ad avere una visione positiva del mondo legale, grazie anche a una maggiore efficienza che permetta di fare di più e lavorare meglio.

 

Un tale progetto quanto può essere anche di supporto a uno studio tradizionale, compensando la struttura organizzativa di uno studio di maggiori dimensioni che già oggi usufruiscono di banche dati interne sulla contrattualistica?

Penso che rappresenti il futuro. Anche gli studi se ne sono resi conto da molto tempo. L’impatto delle tecnologie è assodato, soprattutto nel settore legale dove è importante standardizzare i processi senza perdere le cose particolari. Anche guardando ai prossimi progressi dell’intelligenza artificiale l’impatto sarà molto rilevante. Gli avvocati sono ben consapevoli che devono offrire servizi a maggior valore aggiunto per restare competitivi. Questo strumento può essere d’aiuto alla categoria per avere un punto di partenza su cui costruire un prodotto altamente standardizzato, ma sta avendo presa anche tra altre tipologie di professionisti.

 

Luigi Piscitelli

@L_Piscitelli

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