Per fare impresa in Italia ci vuole un fisico bestiale

di Andrea Arrigo Panato - 2 maggio 2016

“Ci vuole un fisico bestiale per resistere agli urti della vita… Ci vuole molto allenamento sai, allenamento sai per stare dritti contro il vento sai, contro il vento sai”

 

“Ci vuole un fisico bestiale“ cantava qualche anno fa Luca Carboni. Una canzone che ben descrive la tempra di chi fa impresa in Italia. Da una recente ricerca di Confinfustria appare chiara sia la forte vocazione industriale del nostro Paese sia quanto sia dura la vita per chi fa impresa oggi. Le conclusioni della ricerca però appaiono più interessanti delle premesse e ci forniscono importanti conferme ad alcune riflessioni sul nuovo ruolo che il professionista dovrà ritagliarsi nel medio periodo.

 

PERCHÉ È NECESSARIO SOSTENERE L’IMPRESA

Non voglio, come spesso accade, tornare a elencare tutti gli ostacoli che il sistema politico e normativo ci pone davanti. Preferisco richiamare alcuni presupposti condivisi da cui partire per sostenere l’impresa:

  1. dalla Rivoluzione industriale in poi gli imprenditori sono il motore dello sviluppo economico e civile delle nazioni;
  2. l’imprenditorialità è una risorsa preziosa e scarsa, determinante per la performance economica;
  3. è una risorsa che si può arricchire e ampliare;
  4. gli imprenditori sono cruciali per uscire dalla crisi e traghettare il Paese nel futuro;
  5. è in atto un cambio di paradigma economico che impone un nuovo stile imprenditoriale, di cui c’è piena consapevolezza.

 

SINTOMI DI IMPOVERIMENTO DELL’IMPRENDITORIALITÀ

Purtroppo la ricerca registra alcuni dati allarmanti che rappresentano sintomi di impoverimento dell’imprenditorialità:

  1. cala la voglia di fare impresa;
  2. diminuisce la capacità di cogliere le opportunità;
  3. spiccano le differenze tra gli imprenditori.

 

GLI IMPRENDITORI NON SONO TUTTI UGUALI

Gli imprenditori non sono tutti uguali. In modo sommario, possono essere classificati in:

  • innovatori;
  • replicanti;
  • imprenditori per necessità.

 

LE ABILITÀ NECESSARIE A FARE IMPRESA

Appare chiaro che stia cambiando l’ordine delle abilità necessarie a fare impresa e che sia necessaria adeguata formazione per aiutare l’imprenditore a:

  • saper innovare;
  • saper lavorare in squadra;
  • capacità di valorizzare i lavoratori;
  • capacità di rischiare;
  • saper decidere da solo;
  • saper comandare.

 

IL SUGO DI TUTTA LA STORIA

Le conclusioni della ricerca però appaiono più interessanti delle premesse e ci forniscono importanti conferme ad alcune riflessioni che come Studio stiamo facendo da qualche tempo a questa parte:

  • il nuovo scenario competitivo sta rimarcando le differenze, attraverso la divaricazione delle performance;
  • c’è bisogno di emulare i migliori;
  • la narrazione di storie di imprenditori è uno strumento potente ed è necessario aumentare i canali e le occasioni di ascolto e di divulgazione.

Se ci fate caso la stampa specializzata è particolarmente avara di casi aziendali ben analizzati, le stesse Università sembrano essere più attratte da startup e multinazionali che non dalle Pmi.

Troppo spesso inoltre non si vuole distinguere tra piccola e media impresa, due mondi sempre più differenti per dimensioni certo ma anche per attitudini, capacità di aggredire nuovi mercati e attrarre nuove competenze manageriali.

Alle stesse conclusioni è giunto in un recente articolo il Prof. Visconti: “Ciò non toglie che, per restare nel campo delle imprese e degli imprenditori, sia sempre più stringente la necessità di un giornalismo che sappia guardare dentro i bilanci e le strategie delle aziende, che provi a cimentarsi nell’arduo compito di discernere tra buona e cattiva imprenditoria, di portare a esempio i casi di successo, di comunicare ciò di cui le aziende hanno realmente bisogno per crescere”.

MySolution Post ha da tempo percepito questa lacuna e cerca di colmarla per quanto posibile intensificando il numero di interviste a imprenditori di successo e raccogliendo le storie delle loro imprese.

Forse è arrivato il momento di fare un salto ulteriore, di ripensarsi anche come professionisti. Come? La strada è tutta da scoprire ma sicuramente nessuno può oggi permettersi il lusso di restare immobile.

 

Per approfondire: scarica le slide della ricerca “Imprenditori, geni dello sviluppo”.

 

Andrea Arrigo Panato

@commercialista

prev
next

0 Commenti :

Commento

Captcha