Capitani di ventura per migliorare la vita del cliente

di Giampiero Vecchiato - 8 settembre 2016

Essere riconosciuti come i primi, i migliori nel proprio settore e avere una posizione dominante sul mercato è un indubbio vantaggio competitivo: un elemento distintivo che “pesa” positivamente sulle scelte del cliente e che rappresenta una forte spinta motivazionale per chi opera all'interno dell'impresa.

Cosa significa essere leader di mercato? E, soprattutto, come lo si diventa? Che sia definita in termini di volume di vendite o di valore del fatturato – la definizione non è univoca – la leadership è la superiorità di un'impresa all'interno del proprio mercato, costruita su una strategia che mira a portare più valore ai propri clienti.

Tre sono, schematicamente, gli ingredienti del successo:

  1. avere una visione chiara della meta che si intende raggiungere;
  2. quantificare l'obiettivo;
  3. lavorare sulla competizione come leva motivazionale propulsiva.

Ogni impresa nasce da un unico e straordinario obiettivo del suo leader: migliorare la vita del cliente, attraverso il proprio prodotto o servizio. Uno scopo estremamente ambizioso, che va declinato in valori e traguardi precisi, misurabili e raggiungibili. Solo così si può creare una chiara e realistica visione della meta da raggiungere. E solo così, attorno al “sogno imprenditoriale”, si può costruire una cultura aziendale in cui tutte le persone che operano all'interno dell'organizzazione possano condividere gli stessi valori, sposarli, impegnarsi e orientare le proprie energie per raggiungerli.

La vision aziendale vive quindi in un delicato equilibrio tra utopia - costantemente alimentata dal sogno dell'imprenditore - e concretezza - costruita dal management in funzione del contesto di mercato e delle condizioni interne - che rappresentano l'elemento sfidante del processo di crescita che porta alla leadership.

Questo non significa che l'imprenditore sia un incosciente o un folle. Semmai è un sognatore, nel senso che immagina un futuro migliore e prova a mettere in atto le azioni che possono trasformare questo futuro in presente (e in reddito per se stesso e per l'impresa!). “Il vostro dovere è non accontentarvi, è pensare l'impossibile” diceva Steve Jobs. L'imprenditore è quindi un personaggio carismatico, che ha una chiara visione del futuro che vorrebbe, ha del talento innato, ma lo “allena” perché la sua visione possa diventare una sfida concreta e un risultato raggiunto. Ma non può essere un “navigatore solitario”, anzi deve saper trasmettere con passione, forza e chiarezza il suo “sogno imprenditoriale” alle persone, deve saper costruire un valido team di lavoro in modo da raccogliere il consenso e coinvolgere tutti - dipendenti, collaboratori, management - nella sua impresa, che diventa l'impresa di tutti.

Accanto all'imprenditore, che incarna il vero ruolo del “trascinatore”, il top management deve poi declinare la visione imprenditoriale in obiettivi concreti e misurabili, comunicarli efficacemente a tutta l'organizzazione e motivare collaboratori e dipendenti a impegnarsi per raggiungerli. In questo processo, quantificare l'obiettivo aiuta a precisare la meta da raggiungere, a stimolare l'impegno e migliorare le performance. Questo significa essere dotati di una buona capacità di pianificazione, avere chiaro dove realmente si vuole arrivare... e saperlo trasformare in numeri!

L'altro elemento di grande forza che ha l'impresa per raggiungere l'eccellenza è il confronto con i competitor. Nessuno vuole essere “nella media” o “come tutti gli altri”. Lavorare sulla competizione può essere una leva motivazionale molto forte: conoscere le aziende che operano nel proprio stesso settore, studiarne le performance e i risultati aiuta a definire obiettivi misurabili (per raggiungere o superare un concorrente, ma anche per stringere un'alleanza e aumentare il business) ed è estremamente efficace in termini di motivazione ed energia creativa. Niente incentiva di più come “lottare” contro un concorrente forte e riconosciuto!

Nella realtà, poi, spesso il successo non viene da scoperte o invenzioni straordinarie, ma da piccole e continue innovazioni, sostenute da un supporto tecnologico adeguato, da un processo economico e organizzativo fluido e coeso, da strategie di comunicazione vincenti. Le aziende eccellenti, infatti, sono caratterizzate da una cultura organizzativa creativa, dinamica e flessibile, in grado di anticipare i cambiamenti del contesto economico e di rispondervi con agilità: uno dei punti di forza è la consapevolezza che l'innovazione va sviluppata ogni giorno e in ogni angolo dell'azienda.

Per guidare l'impresa verso il successo, un altro requisito trasversale importantissimo, soprattutto in momenti di crisi e forte cambiamento del mercato, è “l’agilità”, ossia la capacità di allineare rapidamente l'organizzazione alle linee strategiche definite dal top management e di rispondere in maniera flessibile ai rapidi mutamenti del contesto. Tre sono le dimensioni in cui l'agilità si realizza:

  1. la rapidità nell'assumere le decisioni;
  2. la capacità di trasmetterle in modo efficace, orientando l'operatività verso la strada prescelta;
  3. l'adozione di modelli organizzativi basati sulla collaborazione.

La capacità di analizzare il contesto e di prendere velocemente le decisioni, mantenendo l'equilibrio tra vision strategica e tattica a breve termine, è il primo passo per non “ingessare” l'impresa e renderla snella e flessibile. Lo sviluppo di un processo decisionale veloce e lineare è aiutato dalla forte coesione attorno al progetto, sia in fase di pianificazione che esecutiva; dall'abilità – come accennato sopra – nel dosare vision strategica e concretezza da un lato, intuizione e analisi rigorosa dall'altro; e infine dalla valorizzazione della diversità all'interno del management team per favorire approcci non convenzionali e creativi.

Una volta assunta la decisione, è necessario però saperla trasmettere efficacemente all'interno dell'organizzazione, motivando dipendenti e collaboratori a perseguirla e valorizzando i contributi di ciascuno. Nello svolgere questa funzione, è molto importante la capacità dell'imprenditore/leader di alternare diversi stili di leadership e guida in funzione dell'obiettivo: un vero e proprio fattore di successo, che può fare la differenza nelle performance aziendali.

Questo significa anche adottare un approccio inclusivo, in cui l'imprenditore cementa il consenso attorno al proprio progetto imprenditoriale e adotta un modello organizzativo basato sulla collaborazione, in cui ciascun membro dell'impresa si sente parte attiva del successo dell'impresa stessa. Una forte spinta alla collaborazione, supportata da tecnologie che favoriscono il coordinamento e la condivisione di conoscenza, consente di aumentare anche il livello complessivo di innovazione.

In sintesi: un'organizzazione che conquista una posizione di leadership ha trasformato il sogno dell'imprenditore in un progetto reale, fondato su una visione chiara, su obiettivi concreti e puntuali e sulla determinazione a raggiungerli, con la flessibilità che la “volubilità” del mercato attuale richiede.

 

Giampiero Vecchiato

@pierovecchiato

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