M&A, un’importante leva di creazione di valore

di Andrea Arrigo Panato - 12 settembre 2016

Da un recente comunicato di Kpmg sembra sia tornata la voglia di M&A (Merger and Acquisition) sul mercato italiano. Nel nostro Paese si assiste ormai a uno scenario a macchia di leopardo in cui alcune aziende, più dinamiche per management e settore di appartenenza, riescono a non risentire della crisi e in alcuni casi a cavalcarla.

“Nei primi tre mesi del 2016, infatti, sono state chiuse 160 operazioni per un valore complessivo di circa 17,5 miliardi di euro (contro le 140 nel primo trimestre 2015 per un importo di 9,8 miliardi di euro) – si legge nel comunicato –. Si tratta del dato più elevato degli ultimi anni. Le prime 10 operazioni per controvalore valgono oltre l’85% del mercato totale. L’operazione più importante del trimestre è stata l’acquisizione della società assicurativa PartnerRE da parte di Exor, la holding controllata dalla famiglia Agnelli, per un controvalore vicino ai 7 miliardi di euro. Protagonisti di importanti acquisizioni all’estero sono stati anche il gruppo Lavazza e il gruppo Gavio, che hanno rilevato rispettivamente i marchi e le attività di Carte Noire in Europa e una partecipazione di controllo (41%) nel gruppo autostradale brasiliano Ecorodovias. Vivace il mercato interno, trainato dalla fusione tra Enel ed Enel Green Power (controvalore pari a circa 3,2 miliardi di euro), dall’aumento di capitale effettuato in Saipem dal Fondo Strategico Italiano e dall’acquisizione di Beta Utensili da parte di Tamburi Investment Partners”.

Ci si aspetta che il trend positivo prosegua nei prossimi mesi, considerato che saranno formalmente chiuse operazioni per oltre 10 miliardi di euro tra cui la conclusione dei processi di vendita relativi a Inwit e Grandi Stazioni, l’operazione Italcementi-Heidelberg e nei financial services la fusione già annunciata tra Banco Popolare e Bpm che da sola vale circa 3 miliardi di euro.

Le linee intorno a cui si muove il mercato sono da una parte la ristrutturazione di molte aziende che diventano prede interessanti sul mercato e dall’altra il bisogno pressante di internazionalizzazione e crescita dimensionale. Ci si attende un ulteriore consolidamento in molti settori. Il private equity dispone di abbondante liquidità da investire.

I risultati di un recente studio condotto da Kpmg e Sda Bocconi, inoltre, dimostrano inoltre quanto l’M&A rappresenti una importante leva di creazione di valore. Infatti, la ricerca condotta su un campione di 1400 aziende con ricavi superiori ai 50 milioni di euro di ricavi dimostra come le 170 aziende serial acquiror che nel decennio 2004–2013 hanno fatto acquisizioni in modo sistematico, hanno livelli di redditività doppi rispetto a chi non fa M&A e un livello di indebitamento più contenuto.

Interessante anche notare che le imprese target di questo processo di consolidamento hanno attualmente anche dimensioni molto ridotte (pmi e startup). Dimensioni in precedenza ritenute poco interessanti dagli investitori.

 

Andrea Arrigo Panato

@commercialista

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