Formazione: chi si ferma è perduto!

di Giampiero Vecchiato - 13 ottobre 2016

In tempi di crisi il successo dell'impresa passa anche - e soprattutto - attraverso l'accrescimento di competenze delle persone che già lavorano all'interno dell'organizzazione. A fronte della difficoltà ad assorbire nuovi inserimenti di personale, si tende a ricercare le competenze all’interno delle organizzazioni. Ma le persone che vi lavorando devono essere disposte ad assumersi nuovi compiti e responsabilità, ad accettare nuovi incarichi, a mettersi in gioco: non ci può essere delega senza formazione.

Diventa così fondamentale potenziare le capacità personali, investire sulla squadra e riuscire a valorizzare al massimo manager, dipendenti e collaboratori. Un team affiatato e collaborativo, infatti, è frutto anche di un'attività di formazione in grado di esaltare l’efficacia tutti gli elementi chiave di un’organizzazione per raggiungere il successo.

Mai come oggi è diventato importante, per l'impresa, riuscire a valorizzare ogni singolo collaboratore e a farlo lavorare con affiatamento all'interno di un gruppo. Il componente ideale di un team di lavoro è in grado di dare un contributo positivo e propositivo e di collaborare con i colleghi per raggiungere, tutti insieme, gli obiettivi che l'azienda si è data. Questo significa che, all'interno dell'impresa, deve esserci una grande “intelligenza sociale”, ossia – come l'ha definita Goleman (2001) – una profonda capacità di leggere, interpretare e gestire al meglio le relazioni interpersonali.

Al bando, quindi, i geni solitari, dato che qualsiasi organizzazione sta in piedi perché tutti, al suo interno, ne condividono gli obiettivi. E perché i risultati migliori si ottengono operando in modo collaborativo: lealtà al gruppo e all'organizzazione, rapporto fiduciario tra le persone, gratificazione e soddisfazione personale nello svolgere il proprio compito all'interno del disegno aziendale. Benessere e clima di lavoro positivo si traducono, infatti, in un miglioramento della produzione, della creatività, della capacità di trovare soluzioni innovative e, infine, dei risultati d'impresa.

Ciò che consente di realizzare all'interno dell'organizzazione questo “amalgama di successo” sono essenzialmente tre fattori.

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Il primo consiste nella formazione continua, che accompagna il percorso professionale e la crescita di dipendenti, collaboratori e manager. Un'attività, questa, che dovrebbe essere non estemporanea, ma strutturale e ripetuta nel tempo e che, accanto al know how tecnico, dovrebbe integrare lo sviluppo di soft skill e l'acquisizione di competenze manageriali. Le persone che operano all'interno di un'organizzazione dovrebbero essere entusiaste di imparare nuove mansioni o di ricevere nuove responsabilità e un ruolo più forte, ma questa evoluzione non può essere improvvisata o, peggio ancora, lasciata al caso.

Il ruolo fondamentale della formazione all'interno di questi processi di riorganizzazione e crescita è, quindi, quello di mettere al centro la persona, favorendo il suo “sentirsi responsabile” rispetto sia agli obiettivi dell'impresa, sia ai suoi compiti, sia ai colleghi con cui si rapporta e interagisce. Il suo compito, perciò, non è più solo quello di trasferire conoscenza e competenze, ma semmai di rendere le persone “competenti nel mestiere di apprendere”. Soprattutto in una situazione di crisi e incertezza come quella attuale.

La formazione diventa così un percorso di training e consulenza, in grado di cogliere i reali bisogni dell'organizzazione, di leggere i segnali deboli, di anticipare il cambiamento, e restituire quindi una risposta personalizzata, flessibile, concreta ai problemi, il cui scopo ultimo è quello di migliorare il benessere all'interno dell'organizzazione, prediligendo lo sviluppo di competenze manageriali rispetto a quelle tecniche.

Il secondo elemento per costruire un team di successo è la possibilità per le organizzazioni di continuare, appunto, ad investire sulle persone e sulla loro formazione permanente. E questo rappresenta un aspetto critico, dato che spesso, nei momenti di crisi, le prime risorse ad essere tagliate sono quelle destinate alla formazione.

Come fare allora a garantire all'organizzazione percorsi di aggiornamento e sviluppo di nuove competenze? E come lavorare sulla motivazione della squadra, soprattutto in congiunture economiche difficili?

Qui entra in campo la figura del leader, che deve sempre più essere un maestro e un mentore. La funzione formativa del leader è, infatti, un elemento di importanza strategica per le imprese: è allineato con gli obiettivi e lo stile dell'organizzazione, trasmette la vision aziendale con sincerità ed empatia, favorisce il coinvolgimento del team di lavoro, guida e dirige con fiducia i dipendenti e i collaboratori. Il suo ruolo di forza-guida all'interno del gruppo di lavoro fa sì che i collaboratori, con il passare del tempo, sentano accrescere le proprie competenze e percepiscano il proprio sviluppo professionale e personale, rafforzando la propria soddisfazione e la fedeltà all'azienda.

Il team leader sa stimolare dipendenti e collaboratori, sa trasmettere la forza di un obiettivo comune, sa incitare all'impegno; ma sa anche valutare il lavoro dei colleghi e aiutarli a correggerlo o migliorarlo, sa valorizzare i punti di forza e aiutare a smussare i punti di debolezza, sa riconoscere e premiare i risultati positivi, sa assegnare compiti stimolanti e sfide che fanno crescere, sviluppando nuove abilità e competenze. E soprattutto sa delegare, non per far svolgere ad altri lavori noiosi, ma per fare in modo che le persone si sentano prese in considerazione e scelte per portare a termine compiti importanti.

La presenza nell'organizzazione di leader che sappiano essere buoni maestri e abili formatori porta un insieme di vantaggi: dal punto di vista dell'organizzazione, migliora le prestazioni e i risultati, aumenta l'attaccamento all'organizzazione, migliora il clima lavorativo, contiene il turnover, che è uno dei costi organizzativi più pesanti per le imprese; dal punto di vista delle persone che vi lavorano, favorisce l'ampliamento di competenze, migliora la motivazione e la soddisfazione, favorisce l'assegnazione di compiti più stimolanti e remunerativi, porta ad aumenti e promozioni e, in ultima analisi, ad un percorso di evoluzione e crescita personale e professionale.

Il terzo elemento per un'organizzazione di successo è l'innovazione dei processi formativi. Una formazione di qualità, infatti, dovrebbe darsi un duplice obiettivo: da un lato lavorare per sviluppare abilità e competenze delle persone, dall'altro fornire gli strumenti per sedimentare l'esperienza, contribuendo al cambiamento delle organizzazioni.

Questo significa che anche le modalità con cui gli interventi di formazione vengono erogati e fruiti deve adeguarsi alle reali esigenze dell'impresa – esigenze economiche, organizzative, di vision strategica – e trovare nuove strade per essere efficace.

In quest'ottica i processi formativi possono attingere nuova forza nella condivisione e nello scambio di esperienze concrete. Accanto alla formazione tradizionale, l'outdoor training (che sviluppa l'apprendimento da attività svolte in contesti esterni all'ambiente di lavoro) o la condivisione in ambiente web consentono di sperimentare insieme con facilità casi, idee, nuove soluzioni, accelerando i momenti di confronto, di creatività e innovazione. Queste tecniche sono fondate sul fare cose insieme, sulla socializzazione informale dei risultati più che sul trasferimento di nozioni, sviluppando conoscenza a partire da lavori di gruppo e soluzione di “casi”. In questo modo la formazione diventa anche lo strumento per ideare modelli di business innovativi.

In conclusione, la formazione continua è fondamentale per far crescere l'organizzazione e le competenze disponibili al suo interno, consentendo alla stessa di stare sul mercato e vincere la competizione. In questo, un ruolo fondamentale ha la figura del team leader, al quale viene chiesto sempre più di essere, allo stesso tempo, manager, maestro e formatore. 

Giampiero Vecchiato - Senior partner di P.R. Consulting srl, Agenzia di Relazioni pubbliche di Padova - Professore a contratto Università degli studi di Padova

in collaborazione con Marta Bagno

@pierovecchiato

Giampiero Vecchiato

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