Bonus Ricerca & Sviluppo raddoppiato e rivolto ad una platea più ampia

di Maurizio Maraglino Misciagna - 8 dicembre 2016

Il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 ha prorogato fino a tutto il  2020 il credito d'imposta per R&S,  alzandolo  al 50% per tutte le tipologie di spesa e  elevando  il tetto massimo per impresa a 20 milioni di euro.  Un'importante  notizia per il tessuto imprenditoriale italiano che a partire dal 1 gennaio 2017 si vedrà raddoppiare il bonus  R&S estendendolo per un ulteriore anno.

La nuova proposta è contenuta nella relazione illustrativa del Disegno di legge di Bilancio 2017 nella sezione 1  “ Misure quantitative per la realizzazione degli obiettivi programmatici ” all’art.4

Il bonus ricerca e sviluppo  è un'agevolazione fiscale introdotta dal decreto Destinazione Italia, articolo 3 del Dl 145/2013 successivamente modificato e riscritto dalla Legge di Stabilità 2015, legge 190/2014. Tale modifica, che si ritrova nel DM del 27 maggio 2015 adottato dal Ministero dell'Economia e Finanze di concerto con il MISE, ha riguardato non solo i beneficiari ma anche la misura e le modalità di accesso al beneficio. 

Dal prossimo anno quindi,  il credito d’imposta per gli investimenti in Ricerca e Sviluppo modifica la propria regolamentazione, raddoppiando  il bonus R&S e dandone possibilità di beneficio  a nuovi soggetti.

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I punti principali del nuovo disegno di Legge sono pertanto  :

  • Bonus R&S dal 25% al 50% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015;
  •  Estesa di un anno dell’agevolazione, sino al 31 dicembre 2020;
  •  Riconoscimento del credito d’imposta  fino ad un importo massimo annuale di 20 milioni di euro, in luogo dell’attuale tetto di 5 milioni.

 L’ulteriore novità riguarderà l’ingresso di nuovi beneficiari al Bonus R&S e nello specifico  verranno ammesse anche le imprese residenti o le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell’Unione europea, negli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati inclusi nella lista degli Stati con i quali è attuabile lo scambio di informazioni ai sensi delle convenzioni per evitare le doppie imposizioni.

Le attività di ricerca e sviluppo  ammissibili nel bonus, e per le quali spetta il credito di imposta sono:

  • Lavori sperimentali o teorici;
  • Ricerca pianificata o indagini critiche, utili per la messa a punto di nuovi prodotti, servizi o sistemi, o per il miglioramento di prodotti esistenti;
  • Acquisizione, combinazione e utilizzo delle conoscenze di natura scientifica, tecnologica e commerciale;
  • Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, né industriali e né per finalità commerciali.

Non rientrano nelle spese di attività di ricerca e sviluppo, e per cui non ammesse al beneficio: modifiche ordinarie o periodiche effettuate su prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti anche se rappresentano dei miglioramenti.

Ulteriore novità sulle spese ammissibili a partire dal 2017  riguarderanno le spese collegate al personale: la nuova versione del bonus sarà riconosciuta in relazione al personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo senza più richiedere la qualifica di “personale altamente qualificato” (ovvero in possesso di un titolo di dottore di ricerca, ovvero iscritto ad un ciclo di dottorato presso una università italiana o estera, ovvero in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico secondo la classificazione UNESCO ).  

 

Maurizio Maraglino Misciagna

@lospaziodimauri

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