Flazio, una storia di impresa che è bello sentirsi raccontare

di Andrea Arrigo Panato - 27 dicembre 2016

Chiudiamo un anno faticoso per il Paese con una bella storia di impresa, una impresa da cui imparare, una storia che è bello sentirsi raccontare. Flazio rappresenta un sud Italia che non si piange addosso, che fa di difficoltà virtù e trasforma le proprie debolezze in straordinari punti di forza.

Ha molti punti in comune con altre imprese che si proiettano in Italia e nel Mondo creando uno straordinario ponte nord/sud. Questa intervista la dedico ai miei amici siciliani e meridionali in generale. Chissà che non si possa pensare a qualche iniziativa per valorizzare queste realtà  così coraggiose.

 

 

La storia di flazio e delle persone che lavorano in flazio;

 

La storia di Flazio comincia con la mia passione per il web design e con una serie di siti web che ho realizzato per il settore hospitality. Avevo 13 anni, e il mio cruccio maggiore era quello che i clienti richiedevano modifiche in modo pressoché costante. Non esistevano 25 dicembre, 15 agosto e primi di gennaio! Così ho pensato al sistema fai-da-te, evoluto in quello che oggi è Flazio.

Mia sorella Elisa mi ha supportato da subito e dopo un po' di fatiche abbiamo ottenuto 400,000€ di finanziamento parte pubblico, parte privato. Finanziamento che abbiamo restituito di recente riacquistando le nostre quote.

Il gruppo è molto siciliano, e ne siamo fieri. Abbiamo tantissime competenze al sud, e pochissime realtà dove metterle a frutto. L'età media si aggira intorno ai 28 anni e abbiamo competenze trasversali: dalla programmazione alla grafica, passando da marketing e vendita.

Le persone che lavorano in Flazio sono il nostro valore e il nostro orgoglio! Oggi siamo in 11 (e altrettanti collaboratori esterni), e riceviamo ogni giorno tantissimi curriculum.

 

C’è un sud italia che non si piange addosso e che ha voglia di correre, ed ho molti amici siciliani che ce la stanno facendo. Punti di forza e punti di debolezza del fare impresa al sud?

 

Lavorando sull'online e su "beni virtuali" con un'importanza marginale sull'effettiva geolocalizzazione, molti dei punti di debolezza di fare impresa al sud non sono poi così distanti da quelli del nord, come quello dell'accesso ai capitali per le startup e la burocrazia in eccesso. Viceversa avendo un costo della vita più basso, i costi aziendali sono anch'essi più bassi.

Un altro punto a favore del sud, come avevo già accennato, è quello di avere a disposizione un patrimonio inestimabile di talenti, che ahimè spesso finiscono con l'andare fuori (spesso dall'Italia, più che dalla Sicilia) per mancanza di opportunità.

 

 

C’è chi cerca l’exit e voi riacquistate le partecipazioni, vi considerate startup o pmi?

 

Il nostro intento, sin dall'inizio di questa grande avventura (e a prescindere dalle definizioni), è stato quello di creare un'impresa capace di correre sui propri piedi pensando al medio-lungo termine. Dare vita a un progetto di cui siamo innamorati, non una macchina da exit, ma un cuore pulsante in Sicilia che si faccia spazio sul suo mercato, grazie a quelli che considero i nostri maggiori asset aziendali: un team eccezionale da una parte e dall'altra un prodotto che compete fieramente con competitor maggiormente finanziati: siamo stati (e saremo ancora :) ) apripista su moltissime funzionalità sviluppate nel corso degli anni.

 

Cosa servirebbe per correre di più? Quali doti ti riconosci che ti hanno permesso di avere successo rispetto ad altri bravi “programmatori”?

 

Se parliamo di ambito tecnico, c'è solo un modo che è quello dell'"apprendimento continuo". Non smettere mai di studiare, affinare la capacità di problem solving, aggiornarsi costantemente sulle nuove tecnologie. In particolare sulla parte di front-end abbiamo riscontrato un po' di ritardo nel nostro sistema formativo, per cui la parte di self-study costituisce oggi un punto fondamentale. E ovviamente, se parliamo di successo imprenditoriale, non si può prescindere anche da altre doti collaterali.

 

Quali suggerimenti per chi vuole fare impresa?

 

Non tutte le idee sono destinate ad avere successo e il migliore modo per cominciare è quello di creare un prototipo funzionante, quello minimale, da far provare al pubblico per studiarne le reazioni. Attraverso migliorie (o cambi epocali, i cosiddetti pivot) si possono raccogliere le prime metriche che servono poi a convincere gli investitori sulla bontà del prodotto. 

Un team ben bilanciato è un punto di partenza ideale, insieme a un prodotto che abbia un mercato. E poi, ovviamente, avere la giusta dose di perseveranza e costanza.

 

Andrea Arrigo Panato Dottore Commercialista - Revisore legale

Studio Panato | Dottori Commercialisti  www.StudioPanato.it

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