Ecco come funziona il portale che raccoglie i finanziamenti alle startup

di Maurizio Maraglino Misciagna - 14 marzo 2017

Le startup diventano sempre più un soggetto trainante per l’economia dei territori e del nostro Paese, e sempre più vi è la necessità di conoscere quali strumenti finanziari possono essere intercettati per sostenere il lancio di un’attività innovativa o magari il potenziamento delle attività con nuovi investimenti.

A fronte di queste necessità, ritengo che sia di fondamentale importanza per le imprese innovative italiane, sapere che c’è un portale online, Italia StartUp, che monitora tutti i finanziamenti pubblici rivolti alle startup suddivisi per regione e per area aziendale. E’ il nuovo progetto realizzato  dall’associazione Italia Startup e Warrant Group che nei giorni scorsi hanno lanciato online un sito che raccoglie tutti i bandi e le misure a prova di startup.

Il portale offre news e approfondimenti dedicati all’ecosistema delle imprese innovative e  raccoglie tutti i bandi di finanziamento, suddivisi per Regione, aggiornati quotidianamente e disponibili per la consultazione da parte delle startup e dei loro partner (incubatori, investitori e abilitatori) avendo la possibilità di visualizzare l’elenco di tutti quelli disponibili nell’area geografica di competenza.

Il sito è ben fatto e si presenta come una mappa multimediale sui finanziamenti alle startup. Basta cliccare su una regione e si apre un meno a comparsa dove sono presenti tutte le misure regionali. Al momento sono presenti circa 124 bandi  tra comunitari, nazionali e distribuiti nelle 20 regioni  italiane ed accessibili per le 110 province italiane.

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Al momento la distribuzione dei bandi attivi è suddivisa in questo modo :

  • Valle d’Aosta  5 misure attive;
  • Piemonte 7 misure attive;
  • Liguria 2 misure attive;
  • Lombardia 4 misure attive;
  • Trentino 7 misure attive;
  • Veneto 4 misure attive;
  • Friuli Venezia Giulia 8 misure attive;
  • Emilia Romagna nessuna misura attiva;
  • Toscana 6 misure attive;
  • Umbria 3 misure attive;
  • Marche 3 misure attive;
  • Lazio 2 misure attive;
  • Abruzzo 3 misure attive;
  • Sardegna 18 misure attive;
  • Molise 5 misure attive;
  • Puglia 10 misure attive;
  • Campania 4 misure attive;
  • Basilicata 4 misure attive;
  • Calabria 10 misure attive;
  • Sicilia 3 misure attive.

La piattaforma è consultabile attraverso il isto internet www.finanziamentistartup.eu e si pone due obiettivi principali :

  • Offrire un servizio di monitoraggio dei bandi pubblici, nazionali e regionali - questi ultimi suddivisi in bandi per singole regioni e province autonome italiane - dedicati a sostenere progetti di giovani imprese innovative ad alto potenziale di crescita (startup) e del loro partner (acceleratori, incubatori, parchi scientifici, investitori, ecc) e quindi a disposizione sia del mercato che delle istituzioni nazionali;
  • Dare modo alle Istituzioni Italiane, in particolare i Governi regionali, di valutare l'impatto sia delle politiche proposte che degli stanziamenti messi a disposizione degli ecosistemi locali.

La  “Start-up innovativa”  è stata introdotta nell’ordinamento italiano dal Decreto Legge 18 ottobre 2012 n. 179 sulla base del  Rapporto  “Restart  Italia”,  redatto  nel  settembre  2012  dalla  Task  Force  istituita   dal Ministero dello Sviluppo Economico, allo scopo di rendere l’Italia un  Paese favorevole alla nascita e allo sviluppo delle start-up innovative e  costituisce ad oggi uno strumento efficace per il rilancio dell’economia  e dell’occupazione nel nostro Paese attraverso lo sviluppo dell’innovazione. Le imprese e start-up innovative sono pertanto  soggetti privilegiati nell’accesso ad agevolazioni anche nell’ambito della programmazione comunitaria 2014-20, in  particolare nei programmi operativi a valere sul FESR. Lo status di startup innovativa può essere attribuito  alle società di capitali o alle cooperative costituite da meno di 5 anni, che hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Possono invece rientrare nello status  di PMI innovative le imprese di piccole e medie dimensioni, in base ai parametri europei, che operano nel campo dell’innovazione tecnologica, indipendentemente dalla data di costituzione, dall’oggetto sociale e dal livello di maturazione. Il raggiungimento dello status di PMI innovativa può rappresentare una prosecuzione naturale del percorso di crescita e rafforzamento delle startup innovative. I dati forniti da infocamere registrano alla data di marzo 2017, la presenza di 6800 startup innovative in Italia. La possibilità per questa “tribù di imprese” di conoscere dove attingere investimenti diventa sempre più essenziale e fondamentale per la creazione di valore sui territori. 

Maurizio Maraglino Misciagna

@lospaziodimauri

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