I tirocini in Lombardia: tutte le risposte sul nuovo regolamento

di Claudio Cortesi - 13 novembre 2013

Il nuovo regolamento sui tirocini della Regione Lombardia definisce, sulla scorta delle Linee-Guida della Riforma Fornero, le nuove norme da seguire per attivare un tirocinio; vediamole nel dettaglio.

 

Cos’è un tirocinio?

Un tirocinio non è un rapporto di lavoro, per cui a esso si applica solo il regolamento regionale sui tirocini.

 

Quali tipi di tirocinio è possibile attivare?

Il regolamento disciplina cinque tipologie di tirocinio:

 

TIPOLOGIA

DESTINATARI

DURATA MASSIMA

INDENNITÀ MINIMA

Tirocini “formativi e di orientamento”

coloro che hanno conseguito un titolo di studio entro gli ultimi 12 mesi, inoccupati in cerca di occupazione, disoccupati e lavoratori part-time. La novità è che anche chi ha un contratto part-time potrà svolgere un tirocinio.

6 mesi, comprese le proroghe

400 euro lordi mensili; riducibili a 300 se il tirocinante ha diritto a buoni pasto o alla mensa, oppure se il tirocinante non è impegnato per più di 4 ore.

Tirocini di “inserimento/reinserimento al lavoro”

destinati a inoccupati, lavoratori sospesi, in mobilità e part-time

12 mesi, comprese le proroghe

400 euro lordi mensili; riducibili a 300 se: il tirocinante ha diritto a buoni pasto o alla mensa, oppure se il tirocinante non è impegnato per più di 4 ore.

Tirocini rivolti ai disabili

 

24 mesi; possibili deroghe con parere favorevole del CTP

Obbligatoria, ma può derogare ai 400 euro.

Tirocini estivi di orientamento

un giovane che frequenta una scuola o altra istituzione formativa, solo se non rientrano nel piano di studi e sono svolti durante le vacanze estive

3 mesi; solo durante la sospensione estiva delle attività didattiche.

Obbligatoria, ma può derogare ai 400 euro.

Tirocini curriculari

svolti all’interno del percorso formativo di una scuola, università, master o alta formazione di qualsiasi ente che rilascia un titolo o una certificazione con valore pubblico.

La durata del tirocinio è stabilita dal piano formativo del percorso di studio

Non è obbligatoria.

 

Sarà possibile svolgere i tirocini anche in orario notturno, dalle 23 alle 7 di mattina, se vi è un’intesa sindacale aziendale e tale scelta è giustificata dall’impresa ospitante.

 

Il tirocinio può essere sospeso?

Sì, il tirocinante ha diritto alla sospensione in caso di maternità, malattia o infortunio (se superiori a 60 giorni) o se chiude l’impresa. Il periodo di sospensione non vale ai fini del calcolo della durata del tirocinio.

 

Qual è l’indennità cui ha diritto il tirocinante?

Nei tirocini formativi o di inserimento l’indennità è di almeno 400 euro lordi mensili; può essere ridotta a 300 euro se il tirocinante può usufruire della mensa o di buoni pasto, oppure se il tirocinante non sia impegnato più di quattro ore al giorno. Se il tirocinio è svolto nella Pubblica amministrazione, l’indennità minima è di 300 euro. Se il tirocinante è un lavoratore che riceve forme di sostegno al reddito non riceverà alcuna indennità. L’indennità è obbligatoria, ma può essere inferiore ai 300 euro, in caso di tirocini estivi, tirocini per disabili o svantaggiati; infine, nel caso di tirocini curriculari non è obbligatoria.

 

Quali soggetti sono necessari per attivare un tirocinio? Chi lo può promuovere?

Un tirocinio si può attivare solo se vi sono 3 soggetti: il tirocinante, l’impresa o l’ente ospitante e un terzo soggetto che fa da intermediario, definito soggetto promotore.

In Lombardia possono essere soggetti promotori:

  • scuole e centri di formazione professionale accreditati in Regione (ai sensi delle leggi regionali 19/2007 e 22/2006);
  • servizi per il lavoro autorizzati a livello regionale (ai sensi della legge regionale n. 22/2006 e delibera 4561/2007);
  • servizi per il lavoro accreditati a livello nazionale (ai sensi del decreto legislativo n. 276/2003);
  • comunità terapeutiche e cooperative sociali che hanno in carico disabili o perone svantaggiate.

 

Quali requisiti deve avere un’azienda o un ente per ospitare un tirocinante?

Qualsiasi persona fisica o giuridica, pubblica o privata, può ospitare un tirocinante se rispetta i seguenti requisiti:

  • essere in regola con le norme su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • essere in regola con la legge sul diritto al lavoro dei disabili;
  • non avere effettuato negli ultimi 12 mesi licenziamenti per le mansioni in cui sarà impegnato il tirocinante. Sono esclusi dal computo i licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, così come disposizioni diverse previste da accordi con il sindacato;
  • non vi devono essere procedure aperte di Cassa integrazione, straordinaria o in deroga, per le mansioni destinate al tirocinante.

Gli ultimi due vincoli non sono richiesti per attivare tirocini curriculari.

 

Quali documenti sono necessari per attivare un tirocinio?

Per attivare un tirocinio serve una convenzione di tirocinio e un progetto formativo individuale. La convenzione stabilisce i diritti e i doveri delle parti, le tutele in materia salute e sicurezza e l’indennità; deve essere firmata da soggetto promotore e azienda ospitante e può essere la stessa per più tirocini. Il progetto formativo deve chiarire le attività che il tirocinante svolgerà e deve essere firmato anche da lui.

 

Le imprese che operano in più Regioni, c.d. multilocalizzate, possono seguire la normativa di una sola Regione?

Sì, la Regione Lombardia riconosce alle aziende che operano in più Regioni la facoltà di scegliere se adottare le diverse normative regionali o solo la normativa della Regione in cui si ha la sede legale.

 

Quanti tirocini è possibile attivare in ogni azienda?

Il numero dei tirocini attivabili dipende dalle dimensioni dell’impresa: nello specifico massimo un tirocinante per aziende che hanno fino a 5 risorse umane; due tirocinanti da 6 a 20; oltre 20 lavoratori, non si può superare il 10%. Ai fini del calcolo delle risorse umane valgono non solo i dipendenti a tempo indeterminato, ma anche i titolari, i liberi professionisti, i lavoratori a tempo determinato e collaboratori non occasionali con contratto superiore ai 12 mesi e i soci lavoratori nelle cooperative. Non solo, i lavoratori stagionali con contratto inferiore a 12 mesi verranno comunque considerati ai fini del computo se il loro contratto inizia prima e finisce dopo l’esperienza del tirocinio.

I limiti numerici non valgono per i tirocini estivi, curriculari e tirocini in favore di disabili. Il numero di tirocini attivabili è quindi molto elevato rispetto ad altre regioni, con il forte rischio di un suo uso indiscriminato.

 

Si può ripetere un tirocinio nella stessa azienda?

Un’azienda non può realizzare un altro tirocinio con la stessa persona, se si tratta di tirocinio formativo o di orientamento. Si può ripetere in caso di tirocinio estivo o curriculare.

 

Quali garanzie assicurative devo offrire al tirocinante?

Al tirocinante deve essere garantita l’assicurazione Inail contro gli infortuni sul lavoro e l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi per il periodo del tirocinio.

 

I tirocini sono soggetti alle comunicazioni obbligatorie?

Sì, eccetto per i tirocini curriculari. Il soggetto promotore e l’azienda ospitante devono conservare sia la convenzione che il progetto formativo.

 

Si possono attivare tirocini per tutte le mansioni?

No, il regolamento chiarisce che i tirocini non devono riguardare l’acquisizione di professionalità elementari.

 

Quanti tutor sono necessari? Quali requisiti devono avere?

Vi devono essere due tutor, uno del soggetto promotore, l’altro dell’azienda. Il primo deve avere un diploma di laurea, di istruzione secondaria o una qualifica IeFP. Il secondo deve avere le competenze professionali “adeguate” e può seguire un massimo di 3 tirocinanti, estesi a 5 in caso di tirocini curricolari.


Consulta il nuovo regolamento sui tirocini della Regione Lombardia.


lucchettinoVedi anche il Commento 10 ottobre 2013 di Marilena Ferramosca "Conversione D.L. Lavoro: apprendistato, lavoro accessorio, tirocini formativi".

 

Claudio Cortesi

@ClaCortesi

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