Sempre compensabile il “bonus 80 euro”

di Luigi Piscitelli - 9 luglio 2014

Già all’indomani dell’istituzione da parte del governo guidato da Matteo Renzi del “bonus 80 euro” in busta paga (art. 1 del D.L. n. 66/2014, poi convertito nella legge n. 78/2014), erano sorti alcuni aspetti critici che riguardavano la modalità di recupero da parte del sostituto d’imposta. Una circolare della Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro fa luce su questi aspetti.

La prima questione riguarda la compensazione in F24 del bonus e in particolare se bisogna tenere conto dei limiti e delle conseguenti disposizioni riferite al divieto di compensare crediti in presenza di debiti iscritti a ruolo l’obbligo fino a concorrenza di cui all’art. 31, D.L. n. 78/2010.

Inoltre, va valutato se attenersi all’obbligo di asseverazione credito compensato se superiore al limite di 15.000 euro di cui all’art. 1, comma 574 della legge n. 147/2013.

Infine, si pone la questione se compensare il bonus in F24 con tutte le imposte e tributi che transitano nel modello, oppure soltanto con ritenute e contributi come previsto dal testo originario del DL. 66/2014.

Per quanto riguarda il primo aspetto, ossia quello legato alla possibilità di poter compensare in F24 anche debiti iscritti a ruolo superiori a 1.500 euro, la circolare muove innanzitutto dalla normativa. Infatti, l’art. 31, c. 1 del D.L. n. 78/2010 ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2011, un divieto di compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo per imposte erariali (imposte dirette, Iva, Irap, e addizionali regionali e comunali all’Irpef) e accessori di ammontare superiore a 1.500 euro e per i quali è scaduto il termine di pagamento, prevedendo una specifica sanzione in caso di violazione del divieto. Sul punto la circolare dei Consulenti del Lavoro rileva che il sostituto di imposta può (anzi deve) corrispondere il bonus ai lavoratori interessati e legittimamente può compensare tale credito anche in presenza di debiti iscritti a ruolo di ammontare superiore a 1.500 euro.

Ad analoga conclusione si giunge per i contribuenti che utilizzano in compensazione i crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte di cui all’art. 3 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito e all'imposta regionale sulle attività produttive, per importi superiori a 15.000 euro annui.

Infine, la circolare analizza l’utilizzo del bonus in F24. Inizialmente, la norma riteneva applicabile solo la compensazione interna aggredendo in via prioritaria l’Irpef e residuale i contributi Inps. In seconda battuta, l’Agenzia delle Entrate ha istituto il codice tributo 1655 denominato “Recupero da parte dei sostituti d’imposta” cambiando completamente lo scenario di riferimento. Infatti, l’istituzione del codice si deve interpretare come una chiara volontà amministrativa di consentire la compensazione con tutti i debiti che transitano nel modello F24 e non soltanto con le imposte e i contributi. Pertanto, anche in questo caso, in occasione della scadenza del 16 luglio prossimo, il sostituto di imposta si ritiene potrà compensare il credito di 80 euro con tutti i debiti presenti in F24 indipendentemente dalla natura.

 

Leggi la circolare n. 14 della Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro.

 

Luigi Piscitelli

@L_Piscitelli

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