Jobs act: i suggerimenti dei Consulenti del Lavoro al Governo

di Luigi Piscitelli - 31 ottobre 2014

Uno dei temi più caldi che infiamma il dibattito politico attuale è senza dubbio quello attorno al Jobs act. Il tema del lavoro è infatti al primo posto nell’agenda del governo guidato da Matteo Renzi, che si gioca gran parte della sua credibilità proprio su questo tema. L’Associazione nazionale dei Consulenti del Lavoro ha diffuso uno studio in cui analizza nel dettaglio la proposta di riforma, mettendo in evidenza pregi e difetti.

In particolare, secondo quanto affermano i consulenti, “qualsiasi riforma, qualsiasi intervento innovativo in materia di lavoro e di previdenza risulterà inutile e resterà vanificato nei suoi possibili effetti se non sarà accompagnato da una riduzione del costo sociale e fiscale del lavoro”. Inoltre, spiegano ancora i consulenti “gli attuali livelli di imposizione fiscale e contributiva sul lavoro sono ormai insostenibili e soprattutto per le Pmi; e il suo impatto negativo è aggravato da un sistema di ispezione e di accertamento delle violazioni poco attento ai diritti del contribuente e non diversificato né in relazione all’importanza della violazione né alle dimensioni economiche del contravventore”.

 

OSSERVAZIONI AL DDL DELEGA

Pur apprezzando l’intento del Governo di mettere mano a un sistema normativo definito “inorganico” e “frutto di continue modifiche e aggiustamenti non sempre rientranti in un disegno coerente”, non mancano le critiche a molti punti controversi del Ddl delega.

In tema di ammortizzatori sociali, per esempio, i consulenti segnalano diverse criticità, in particolare per quanto riguarda alcuni punti del comma relativo alle tutele in costanza di rapporto:

  • punto 3: le possibilità “contrattuali” di riduzione dell’orario di lavoro consistono sostanzialmente nell’utilizzo, in alternativa alla Cig, dei contratti di solidarietà; i due istituti, tuttavia, rispondono a finalità diverse; possono essere utili entrambi ma in situazioni diverse;
  • punto 5: prevedere una maggiore compartecipazione da parte delle aziende utilizzatrici della Cig è in contraddizione rispetto alla conclamata politica governativa di riduzione del costo sociale del lavoro;
  • punto 7: l’esclusione dalla Cigo di alcuni settori non è più giustificata e deriva solo da ragioni storiche (diversa capacità di mobilitazione sindacale) e di cassa.

Per quanto riguarda invece le semplificazioni di procedure e adempimenti, i consulenti condividono “l’obiettivo di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti connessi alla costituzione e alla gestione del rapporto di lavoro e della eliminazione e semplificazione delle norme interessate da rilevanti contrasti interpretativi”, anche se “l’oggetto della delega, così concepito risulta eccessivamente generico”.

Anche in tema di tipologie contrattuali la delega risulta ancora molto vacua, ma i consulenti del lavoro esprimo comunque apprezzamento in merito ad alcuni interventi:

  • l’istituzione del contratto a tutele crescenti, che non deve costituire un ulteriore tipo contrattuale (contraddirebbe l’intento di semplificazione), ma la forma ordinaria di costituzione del rapporto di lavoro. Si ritiene comunque indispensabile che fra i criteri direttivi della delega si specifichi che il contratto a tutele crescenti non porterà a un aumento delle sanzioni contro il licenziamento ritenuto illegittimo;
  • l’introduzione del salario minimo legale, che dovrebbe però essere diversificato per aree geografiche e settori produttivi. Al contempo, si dissente rispetto all’emendamento proposto dal Governo e approvato dalla Commissione Lavoro del Senato che limita il salario minimo legale ai settori non coperti da contrattazione collettiva.

Infine, viene espressa “assoluta contrarietà all’abrogazione delle norme processuali speciali in materia di licenziamento (cosiddetto “rito Fornero”) che ha notevolmente abbreviato i tempi delle cause di licenziamento con evidenti vantaggi sia per i lavoratori che per le aziende”.

 

Leggi lo studio Osservazioni e suggerimenti dei Consulenti del Lavoro”.

 

Luigi Piscitelli

@L_Piscitelli

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