Guida alle agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato

di Luigi Piscitelli - 4 febbraio 2015

Dal 1° gennaio 2015 è entrato in vigore il cosiddetto “contratto a tutele crescenti” e con esso alcuni importanti esoneri contributivi per le nuove assunzioni. La Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro ha esaminato la normativa evidenziandone al contempo punti di criticità e possibili soluzioni.

 

CHI PUÒ USUFRUIRNE

L’art. 1, comma 118 della legge di Stabilità 2015 introduce una forma di riduzione del carico contributivo delle aziende al fine di promuovere forme di occupazione stabile.

Sono interessati i datori di lavoro privati indipendentemente dal settore di appartenenza, compreso il settore agricolo (con alcune limitazioni previsto dal successivo comma 119).

La norma facendo riferimento ai “datori di lavoro” attrae nel campo di applicazione della disposizione anche gli studi professionali, anche se organizzati in forma associata.

Sono interessate dal provvedimento le aziende private a capitale pubblico in considerazione della natura privata del soggetto giuridico di riferimento.

 

IN COSA CONSISTE

Sono interessate dall’esonero contributivo le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato “decorrenti” dal 1° gennaio 2015 con riferimento a contratti “stipulati” non oltre il 31 dicembre 2015. Non è chiaro però se si debba far riferimento alla data di decorrenza del contratto o a quella della sua stipulazione.

È previsto l’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro fino a un massimo di 36 mesi e, comunque, nel limite massimo per ciascun lavoratore, di 8.060 euro su base annua.

 

LE CONDIZIONI PER AVERNE DIRITTO

L’esonero spetta ai datori di lavoro in presenza delle nuove assunzioni decorrenti nel periodo agevolato, con esclusione di quelle relative a lavoratori che nei sei mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro. Pertanto, per esempio, un lavoratore assunto il 1 gennaio 2015 per dare luogo all’esonero deve aver interrotto il precedente rapporto a tempo indeterminato prima del 1 luglio 2014.

L’esonero non spetta invece ai datori di lavoro in caso di assunzioni di lavoratori che hanno intrattenuto con la medesima azienda un contratto a tempo indeterminato nei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della legge di stabilità 2015 (quindi, nel periodo dal 1° ottobre al 31 dicembre 2014), ovvero che nel medesimo periodo, abbiano intrattenuto un contratto a tempo indeterminato con società controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto che intende assumere.

Sotto il profilo letterale non è ammessa la trasformazione del contratto a termine senza soluzione di continuità in un contratto a tutele crescenti, fermo restando la possibile interruzione del rapporto e l’avvio del nuovo contratto a tempo indeterminato anche il giorno successivo.

 

Leggi l’approfondimento “Esonero contributivo triennale”.

Leggi la circolare Inps n. 17 del 29 gennaio 2015.

 

Luigi Piscitelli

@L_Piscitelli

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