Infortunio sul lavoro: ecco quali sono le responsabilità del datore

di Benedetta Cargnel - 25 febbraio 2015

La sentenza della Cassazione n. 1146/2015 analizza ancora una volta la responsabilità del datore di lavoro in caso di infortunio sul lavoro del lavoratore, indipendentemente che lo stesso sia direttamente alle sue dipendenze o di una ditta appaltatrice.

La Cassazione, infatti, ricorda che l’art 2087 cc, posto alla base della tutela del prestatore di lavoro, è applicabile ogni qual volta l’imprenditore sia rimasto nella disponibilità del luogo di lavoro dove si è verificato l’infortunio, secondo il principio riconosciuto del neminem ledere.

La legislazione e la giurisprudenza hanno di fatto integrato tale principio, configurando sempre una responsabilità del datore di lavoro, anche omissiva quando, per esempio non vengano effettuate le disposizioni ai sensi dell’art 37 e 55 del D.Lgs. n. 81/2008, per cui il datore di lavoro è tenuto all’obbligo di formazione dei dipendenti, in conseguenza alle valutazioni dei rischi

I principi che devono guidare il datore di lavoro nella messa in sicurezza dell’ambiente lavorativo sono contenuti nel D.Lgs. n. 81/2008 s.m.i. all’art. 15 e sono a grandi linee:

  • l’eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione alla fonte in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;
  • la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza (criterio di completezza della valutazione);
  • il rispetto dei principi ergonomici nell’organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature;
  • la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
  • il controllo sanitario dei lavoratori (sorveglianza sanitaria);
  • l’informazione, la formazione e l’addestramento adeguati per i lavoratori;
  • la partecipazione e consultazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato;
  • l’uso di segnali di avvertimento e di sicurezza (segnaletica di salute e sicurezza);
  • la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti;
  • la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute sicurezza.

In ogni caso ai sensi della legge n. 626/1994 il datore di lavoro deve provvedere affinché ciascun dipendente riceva un’adeguata informazione sui rischi e la sicurezza, proprio per cercare di prevenire ogni possibile rischio.

Come sempre, in caso di infortunio, deve essere valutato in concreto il comportamento del lavoratore nella genesi dell’incidente, per cui solo un comportamento “abnorme” del lavoratore è in grado di escludere totalmente la responsabilità del datore di lavoro.

Per comportamento abnorme, la giurisprudenza intende un  comportamento talmente strano e imprevedibile che si pone al di fuori di ogni possibilità di controllo da parte del responsabile alla sicurezza, escludendone di fatto la responsabilità.

 

Benedetta Cargnel

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