Microcredito: tutto pronto per il via

di Luigi Piscitelli - 9 aprile 2015

Microcredito ai blocchi di partenza. Nei giorni scorsi il Ministero dello Sviluppo Economico ha diramato il tanto atteso decreto che modifica e integra il D.M. del 24 dicembre 2014 in materia di attivazione del Fondo di garanzia. Queste le principali novità introdotte:

  • è stata allargata la platea dei “soggetti finanziatori” abilitati adoperare con il Fondo, il cui elenco sarà reso disponibile sul sito del Fondo stesso.
  • il beneficiario finale (lavoratore autonomo o microimprenditore o aspirante tale) potrà effettuare, con l’assistenza del Consulente del Lavoro prescelto, la richiesta di prenotazione delle risorse in modalità telematica ottenendo il conseguente rilascio di ricevuta e codice identificativo (le modalità operative non sono state rese ancora note dal Mise);
  • la prenotazione deve essere confermata entro 5 giorni lavorativi successivi dal soggetto finanziatore prescelto, a cui il beneficiario dovrà rivolgersi presentando la ricevuta e il codice identificativo rilasciato dal sistema e la pratica deve essere conclusa entro 60 giorni;
  • l’incremento delle risorse del Fondo da parte dell’Ente nazionale per il Microcredito potrà avvenire anche mediante la stipulazione di apposite convenzioni con enti pubblici, privati e istituzioni nazionali ed europee.

 

ISTRUZIONI PER L’USO

La Fondazione studi dei Consulenti del lavoro ha redatto un approfondimento nel quale vengono diramate le istruzioni operative per poter usufruire del Fondo di garanzia per il Microcredito.

 

Soggetti beneficiari

Il Fondo avrà lo scopo di sostenere l’avvio o lo sviluppo di un’attività di lavoro autonomo o di microimpresa, organizzata in forma individuale, di associazione, di società di persone, di società a responsabilità limitata semplificata o di società cooperativa, ovvero a promuovere l’inserimento di persone fisiche nel mercato del lavoro. Solo le Srl semplificate (e non anche le Srl in genere) potranno accedere a tale tipologia di finanziamento.

 

Tipologie di finanziamenti fruibili

I finanziamenti dovranno avere come oggetto le seguenti operazioni:

  1. acquisto di beni, incluse le materie prime necessarie alla produzione di beni o servizi e le merci destinate alla rivendita, o di servizi strumentali all’attività svolta, compreso il pagamento dei canoni delle operazioni di leasing e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative;
  2. retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori;
  3. pagamento di corsi di formazione volti a elevare la qualità professionale e le capacità tecniche e gestionali del lavoratore autonomo, dell’imprenditore e dei relativi dipendenti; i finanziamenti concessi alle società di persone e alle società cooperative possono essere destinati anche a consentire la partecipazione a corsi di formazione da parte dei soci;
  4. pagamento di corsi di formazione anche di natura universitaria o post-universitaria volti ad agevolare l’inserimento nel mercato del lavoro delle persone fisiche beneficiarie del finanziamento.

 

Ammontare del finanziamento

I finanziamenti non possono essere assistiti da garanzie reali e non possono eccedere il limite di 25mila euro per ciascun beneficiario.

Il limite può essere aumentato di 10mila euro, qualora il contratto di finanziamento preveda l’erogazione frazionata subordinando i versamenti successivi al verificarsi delle seguenti condizioni:

  1. il pagamento puntuale di almeno le ultime sei rate pregresse;
  2. lo sviluppo del progetto finanziato, attestato dal raggiungimento di risultati intermedi stabiliti dal contratto e verificati dall’operatore di microcredito.

L’operatore di microcredito può concedere allo stesso soggetto un nuovo finanziamento per un ammontare, che sommato al debito residuo, non superi il limite di 25mila euro o, nei casi previsti dal comma 1, di 35mila euro.

Il tasso effettivo globale, comprensivo di interessi, commissioni e spese di ogni genere, comprese quelle per i servizi ausiliari, applicato ai finanziamenti concessi non può superare il tasso effettivo globale medio rilevato per la categoria di operazioni risultante dall’ultima rilevazione trimestrale effettuata ai sensi della legge 7 marzo 1996, n. 108, moltiplicato per un coefficiente pari a 0,8.

 

Leggi il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico.

Leggi l’approfondimento della Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro.

 

Luigi Piscitelli

@L_Piscitelli

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