Jobs Act: le novità del decreto semplificazioni

di Claudio Cortesi - 30 settembre 2015

Si sta completando il lungo ed elaborato percorso del Jobs Act grazie all’approvazione definitiva degli ultimi decreti attuativi. Molte sono le novità in termini di procedure e adempimenti che le imprese sono obbligate a sostenere; un intero decreto è stato infatti dedicato al tentativo di ridurre gli oneri burocratici per le aziende e semplificare loro molti passaggi amministrativi. Le modifiche sono contenute nel cosiddetto “decreto semplificazioni”, lungo ben 41 pagine, intitolato “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183” (qui il testo).

Il primo obiettivo del decreto è migliorare l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità ridisegnando completamente l’iter di concessione dell’incentivo e soprattutto garantendo al datore di lavoro il trasferimento monetario da parte dell’Inps direttamente al momento delle denunce contributive mensili; a questo si aggiunge poi un allungamento dei periodi coperti da incentivo, con particolare riguardo alle disabilità intellettive e psichiche. Le aziende che assumeranno alle loro dipendenze lavoratori già disabili prima dell’assunzione potranno computarli nella quota di riserva, anche laddove non siano stati assunti secondo le procedure del collocamento obbligatorio; in questo caso però il legislatore richiede che vi sia una forte incapacità lavorativa, pari ad almeno il 45% se psichica o del 60% se fisica.

Dal primo gennaio 2017 poi, non solo per i lavoratori con disabilità, verrà costituito il Libro unico del Lavoro in modalità completamente informatica. Tutte le comunicazioni relative al rapporto di lavoro si potranno effettuare seguendo modelli semplificati ed esclusivamente per via telematica: dalle procedure per il collocamento obbligatorio, agli incentivi, sino alla formazione e alla pianificazione delle politiche attive.

Ampio è anche l’intervento in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In particolare non dovrà più essere trasmesso all’Inail il certificato di malattia professionale e di infortunio, che sarà inviato via internet direttamente dal medico competente, esonerando così il datore di lavoro. Sempre l’Inail si farà carico di notificare alle autorità competenti gli infortuni superiori ai trenta giorni, cancellando così l’attuale obbligo in capo all’imprenditore. In realtà si tratta dei primi passaggi verso un nuovo “Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro” in cui saranno raccolte tutte le comunicazioni relative alla salute e sicurezza sul luogo del lavoro; per avere il nuovo sistema informativo sarà però necessario attendere un apposito decreto governativo.

Cambia anche la cosiddetta maxisanzione in caso di utilizzo di lavoro nero; scatterà una prima procedura di diffida durante la quale sarà possibile regolarizzare le violazioni accertate, ma solo se se si manterranno i dipendenti assunti in nero per un congruo numero di tempo. In generale si preferiscono gli strumenti di premialità al posto delle sanzioni; per esempio il governo ha modificato il provvedimento di sospensione dell’attività di impresa, consentendo una veloce ripresa se questa “elimina immediatamente gli effetti della condotta illecita”.

Grandi novità anche sui controlli a distanza: l’obiettivo, ha spiegato il ministro Poletti in conferenza stampa, era di trovare un equilibrio fra libertà e privacy. Viene cancellato l’obbligo di autorizzazione preventiva dei dispositivi in grado di controllare il lavoratore: non più solo gli impianti fissi di videosorveglianza, ma anche i moderni strumenti di lavoro come smartphone o tablet. Non sarà più necessario dunque un accordo sindacale o il permesso del Ministero per installarli ma, ha tenuto a precisare il ministro, dovrà essere rispettato il Codice della Privacy e il lavoratore dovrà essere informato delle modalità di raccolta dati di cui è oggetto. Rispondendo a molti dubbi sorti nel corso del dibattito sul provvedimento, sempre Poletti ha chiarito che sugli smartphone o sui tablet dovranno essere installate solo le applicazioni necessarie a svolgere il proprio compito professionale e non “applicazioni spia”, in grado per esempio di comunicare la posizione del dipendente o altri dati non essenziali.

L’ultima novità importante riguarda le “dimissioni in bianco”: in caso di dimissioni il dipendente dovrà scaricare un apposito modulo dal sito del ministero contente la data effettiva di dimissioni, nessun’altra forma sarà ritenuta valida da adesso in poi. Si tratta di un provvedimento di particolare rilevanza per contrastare un abuso odioso e molto diffuso: obbligare, al momento dell’assunzione, il lavoratore a firmare una richiesta di dimissioni, per poterlo ricattare e concludere quindi il rapporto di lavoro in qualsiasi momento l’imprenditore voglia, simulando una  dimissione del dipendente. Il fenomeno, drammaticamente esteso, ha colpito negli ultimi anni in particolare le donne, esposte al ricatto in caso di maternità.

Proprio alle pari opportunità è dedicata l’ultima parte del decreto che modifica le competenze e il metodo di nomina delle Consigliere di parità, che hanno il compito di promuovere i diritti delle donne, ancora troppo spesso non rispettati nel nostro mercato del lavoro.

 

Claudio Cortesi

@clacortesi

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