Calcolo Tfr: esclusi solo compensi sporadici e occasionali

di Benedetta Cargnel - 7 gennaio 2016

Due recenti sentenze della Cassazione sono intervenute in merito al calcolo del Tfr in funzione della retribuzione globale effettivamente percepita.

A norma dell’art. 2120 del Codice Civile, l’ammontare del Tfr spettante al lavoratore è uguale alla somma, “per ciascun anno di servizio, della retribuzione utile divisa per 13,5”. Proprio per questo, può fare molta differenza quali voci vengono considerate parte della retribuzione globale per la sua determinazione.

La retribuzione globale di fatto, infatti, consiste in tutti quegli elementi retributivi che il lavoratore percepisce con continuità nel tempo. Il Tfr deve pertanto essere calcolato tenendo conto di tutte le voci della retribuzione continuativa, come, per esempio, le indennità per il lavoro notturno o le trasferte. Sono invece esclusi dal calcolo i rimborsi spese e le voci che non percepite continuativamente.

È il contratto collettivo applicato che specifica quali elementi devono essere computati (e quali esclusi) e il datore di lavoro è tenuto a rispettare questi criteri.

Per esempio, in merito al computo del premio fedeltà nel calcolo del Tfr, vi sono due recenti sentenze che stabiliscono il fatto che questo debba essere calcolato nel computo del trattamento di fine rapporto.

Nel caso relativo alla sentenza n. 24061 del 25 novembre 2015, un lavoratore si rivolgeva al tribunale per ottenere l’accertamento del suo diritto al computo nel Tfr del premio di fedeltà previsto dalla contrattazione collettiva integrativa aziendale.

Il tribunale e la corte di appello davano ragione al lavoratore, ritenendo che il premio di fedeltà andava computato nella base del calcolo del Tfr, poiché trovava la propria fonte nella protrazione dell’attività lavorativa per un certo tempo ed era rigorosamente collegato allo svolgimento del rapporto di lavoro, sicché aveva i requisiti di dipendenza dal rapporto stesso e di non occasionalità di cui all’art. 2120 cod. civ.

La cassazione sul punto ricorda che in tema di calcolo del Tfr, a norma dell’art. 2120 cod. civ. vanno esclusi i soli compensi sporadici e occasionali, tali essendo le prestazioni collegate a ragioni aziendali del tutto eventuali, imprevedibili e fortuite.

Il premio fedeltà, invece, è computabile nella base di calcolo ai fini della determinazione del trattamento medesimo, poiché è basato su una protratta attività lavorativa ed essendo rigorosamente collegato allo svolgimento del rapporto di lavoro, anche se non alla effettiva prestazione lavorativa.

Anche la sentenza 26 novembre 2015 n. 24168 affronta una caso molto simile. Un lavoratore, infatti, chiedeva giudizialmente che il premio fedeltà venisse calcolato nel Tfr e i giudici di merito accoglievano la domanda per il fatto che nelle disposizioni del Ccnl applicato non si evinceva in modo inequivoco la volontà di escludere dal Tfr questo compenso del lavoratore.

La Cassazione, oltre a ribadire che sono escluse dal sistema di determinazione del trattamento di fine rapporto solo quelle prestazioni collegate a ragioni aziendali del tutto eventuali, imprevedibili e fortuite, ricorda che la contrattazione collettiva può legittimante escludere alcune voci dal calcolo, ma se ciò non è espressamente specificato, si applica la regola della onnicomprensività della retribuzione, con riferimento alle singole voci – in denaro o in natura – erogate a titolo non occasionale.

 

Benedetta Cargnel

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